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Il malessere di una generazione con poche immagini - geniale.
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film eccezionale di 14 anni fa - una generazione che poteva ancora far qualcosa per salvare il pianeta non ha fatto nulla, anzi ne ha aggravato lo stato, a vantaggio di pochissimi imprenditori senza scrupoli...
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un documentario sul lavoro della nostra Albanese
Un documentario di Arte.tv che illustra il lavoro dell'Albanese....
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Gaber e gli americani
Ci sono testi che invecchiano male e testi che, a distanza di decenni, sembrano scritti stamattina. Il monologo "L'America" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nato dentro la stagione del teatro-canzone, il genere che la coppia ha inventato mescolando canzoni e prosa, è stato portato in scena da Gaber in più versioni, aggiornandolo di volta in volta: in quella più conosciuta compaiono persino Reagan e Clinton, segno che il bersaglio non era un presidente in particolare, ma un modo di guardare il mondo.
Riascoltarlo oggi, tra dazi, guerre commerciali, basi militari e "missioni di pace", fa un certo effetto.
Tecnologia
Arista Networks ha confermato che una terza falla critica in quattro mesi colpisce VeloCloud Orchestrator (VCO), la console che gestisce centralmente le reti SD-WAN di migliaia di aziende nel mondo, e che gli attaccanti la stanno già sfruttando attivamente. La vulnerabilità, identificata come CVE-2026-114625, ha un punteggio di gravita CVSS v3.1 di 9,9 su 10 (9,4 nella scala CVSS v4.0): è una SQL injection che permette a un utente autenticato con il profilo più basso disponibile di impossessarsi dei privilegi massimi del sistema. La U.S. Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha inserito la falla nel proprio catalogo delle vulnerabilità note e sfruttate (KEV) il 23 ottobre 2026, imponendo alle agenzie federali statunitensi di applicare la correzione entro il 26 ottobre, termine già scaduto al momento in cui scriviamo.
Il 22 ottobre 2026, in occasione della Matrix Conference, Element ha annunciato che le videochiamate di gruppo cifrate end-to-end entrano direttamente nelle app Element Web e Desktop, basate sul nuovo protocollo aperto MatrixRTC. L'app separata Element Call verrà progressivamente dismessa e sui telefoni arriva il supporto nativo. Per un'azienda che usa o valuta Matrix come chat interna in casa, significa poter gestire messaggi e riunioni video sullo stesso server, senza dipendere da piattaforme di videoconferenza statunitensi: con alcuni limiti di capienza e di edizione da conoscere prima di partire.
Il primo passo della Danimarca verso l'indipendenza da Microsoft Office si è fermato senza far rumore. Il 19 ottobre 2026 la testata tecnica danese Ingeniøren (Version2) ha rivelato che il progetto pilota con cui l'allora ministero della Digitalizzazione aveva sostituito Word con Collabora, la suite per ufficio open source basata su LibreOffice, è stato chiuso senza la valutazione prevista: oggi nessuno al ministero usa più il programma e non ci sono piani per riprenderlo. Per le imprese che pensano di lasciare Microsoft 365 è un caso da studiare, perché i problemi emersi non riguardano tanto il software quanto modelli di documento, font, integrazioni e regia del progetto.
Si chiama Node2Shell ed è una delle vulnerabilità più trasversali scoperte negli ultimi mesi: non colpisce un singolo prodotto, ma una libreria di compressione dati, Brotli di Google, che si trova incorporata in decine di runtime, framework e tool usati ogni giorno da sviluppatori e aziende di tutto il mondo. Dalla settimana del 21 ottobre 2026, Node.js, Microsoft (.NET, Visual Studio, PowerShell) e i principali pacchetti Python hanno rilasciato patch urgenti per correggerla.
Il 21 ottobre 2026 il progetto KeePassXC ha pubblicato la versione 2.8.0, la prima stabile di una nuova serie. Per le aziende le novità più concrete sono tre: gli amministratori Windows possono imporre alcune impostazioni tramite i criteri di gruppo (Group Policy), il programma può sincronizzare un archivio di password remoto appoggiandosi a strumenti esterni e arrivano correzioni per cinque vulnerabilità che riguardano tutte le versioni 2.7 e precedenti. Per una piccola impresa che vuole tenere le credenziali in casa, senza affidarle a un servizio cloud, è l'aggiornamento che rende KeePassXC un po' più gestibile su più postazioni.
Blockchain, Bitcoin, criptovalute, NFT, euro digitale: sono parole che leggiamo ogni giorno, spesso accanto a notizie di guadagni favolosi, crolli improvvisi o truffe. Con questo corso in dodici lezioni proviamo a fare chiarezza partendo da zero, senza dare nulla per scontato: alla fine saprete cos'è davvero una blockchain, come funzionano le valute digitali, a cosa possono servire oltre ai soldi e quali rischi è bene conoscere prima di avvicinarsi.
Ogni giorno ci fidiamo di qualcuno senza pensarci: della banca che tiene il conto del nostro stipendio, del catasto che registra chi possiede una casa, del notaio che certifica un contratto. La blockchain nasce da una domanda semplice e un po' rivoluzionaria: è possibile tenere un registro affidabile senza dover per forza affidarsi a un unico intermediario?
Nelle prime due lezioni abbiamo detto che una blockchain è un registro condiviso che non si può modificare di nascosto. Ma come si ottiene, in pratica, un registro "a prova di matita"? La risposta sta in due ingredienti: un'impronta digitale matematica chiamata hash e il modo in cui i blocchi vengono agganciati uno all'altro. Niente paura: si capisce benissimo anche senza formule.
Energia
Ajax Systems ha esteso il 14 ottobre 2026 il suo servizio di archiviazione in cloud, Ajax Cloud Storage, a tutte le telecamere cablate della propria gamma; finora funzionava solo con il videocitofono DoorBell e con la telecamera da interno IndoorCam. In pratica le clip registrate in caso di evento vengono salvate anche fuori dal locale protetto e restano consultabili dall'app se il videoregistratore viene rubato, danneggiato o distrutto. Interessa chi ha o sta progettando un impianto Ajax in un negozio, un piccolo ufficio o una casa isolata.
Dal 28 ottobre 2026 la serratura elettronica Yale Linus L2 Lite si può collegare al sistema di sicurezza Ajax: compare come un dispositivo dell'impianto, si apre e si chiude dall'app Ajax e può far scattare scenari legati all'antifurto, per esempio disinserire l'allarme quando la porta viene aperta da un utente autorizzato. L'integrazione, già attiva per la Linus L2, si estende così al modello più economico della gamma. Interessa chi ha un antifurto Ajax in casa o in un piccolo ufficio e vuole gestire accessi e allarme da un'unica app.
Il produttore tedesco eQ-3 ha annunciato per il 27 ottobre 2026 un aggiornamento della Home Control Unit, la centrale del sistema domotico Homematic IP, che aggiunge due plugin per i protocolli Modbus e MQTT. Il primo serve a leggere dati e stato di inverter fotovoltaici, batterie, contatori, wallbox e pompe di calore; il secondo a collegare luci, tapparelle, climatizzatori e altri dispositivi di terze parti. Interessa chi ha una casa con fotovoltaico e vuole coordinare i consumi senza installare un secondo sistema di gestione.
L'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) ha pubblicato l'8 ottobre 2026 il documento di consultazione 353/2026/R/eel sulla ricarica delle auto elettriche nei luoghi privati. Propone di riaprire per tutto il 2027 la sperimentazione che concede più potenza di notte e nei festivi a chi ricarica in casa, di renderla stabile dal 2028 e di creare una tipologia di contratto dedicata ai box e ai garage pertinenziali con contatore separato. Interessa chi ha o sta per comprare un'auto elettrica, chi ha un box con un proprio contatore e gli amministratori di condominio. Le osservazioni si possono inviare fino al 9 novembre 2026.
Panasonic ha annunciato a metà ottobre 2026, in occasione della fiera Chillventa di Norimberga, un ampliamento della Aquarea Serie M, la sua gamma di pompe di calore aria-acqua con refrigerante naturale R290 (propano). La novità è una versione più compatta, con unità esterna a un solo ventilatore e un'unità interna All-in-One con bollitore integrato più bassa di 215 mm rispetto al modello precedente. È pensata per chi vuole sostituire la caldaia in una casa con poco spazio, anche con radiatori esistenti; i modelli da 5, 7 e 9 kW arriveranno in Europa dalla primavera 2027.
Le celle solari a perovskite promettono efficienze da record, ma restano fragili nel tempo: basta un po' di caldo e di umidità per far calare le prestazioni più in fretta del silicio tradizionale. Un gruppo di ricerca del Korea Institute of Energy Research (KIER), in collaborazione con il team del professor Dong Suk Kim all'Ulsan National Institute of Science and Technology (UNIST), ha affrontato il problema alla radice, intervenendo su uno degli ingredienti che più contribuisce al degrado: il litio usato per rendere più conduttivo lo strato che trasporta le cariche positive. Il risultato, pubblicato come articolo di copertina su Advanced Science, è una cella che conserva il 95% dell'efficienza iniziale dopo 1.000 ore in condizioni di caldo-umido estremo, senza perdere prestazioni rispetto al processo convenzionale.
TRL 3-4 — Ricerca sperimentale/dimostrazione di laboratorio: risultati ottenuti su celle singole di piccola area, in laboratorio, non ancora su moduli o su celle tandem perovskite-silicio
Impatto potenziale: medio-alto
In un capannone del campus di Waurn Ponds, a Geelong, in Australia, è entrato in funzione nelle ultime settimane un sistema di accumulo che a prima vista sembra una contraddizione: una batteria al piombo-acido, la chimica più antica e più a buon mercato tra quelle usate per immagazzinare elettricità, proposta come alternativa seria al litio per il mercato commerciale e industriale. A costruirla è ArcActive, azienda neozelandese che ha ridisegnato l'elettrodo negativo della batteria al piombo sostituendo la tradizionale griglia metallica con un tessuto non tessuto in fibra di carbonio. Il sistema, collegato alla microgrid dell'università Deakin e alla virtual power plant di Origin Energy, è il primo pilota del genere per il segmento commerciale e industriale in Australia.
TRL 7-8 — Pre-commerciale: il prodotto residenziale di ArcActive è già venduto in Nuova Zelanda, mentre la versione per il mercato commerciale e industriale è ora in fase di pilota operativo reale, non ancora in produzione di serie su questo segmento
Impatto potenziale: medio
Per anni le batterie allo stato solido sono state la tecnologia "quasi pronta" per antonomasia: promessa ogni due o tre anni, mai davvero arrivata sul mercato di massa. Il 19 ottobre 2026 Saft, la divisione batterie di TotalEnergies, ha inaugurato a Bordeaux le prime linee di produzione francesi dedicate a questa tecnologia, e pochi giorni prima — il 15 ottobre — ha consegnato insieme al gruppo aerospaziale Safran le prime celle semi-allo-stato-solido destinate a essere valutate per la futura propulsione elettrica e ibrida degli aerei. Non è ancora un prodotto di serie, ma è il primo passaggio concreto dal laboratorio a un impianto industriale operativo, su un fronte — l'aviazione — dove il guadagno di densità energetica pesa più che altrove.
TRL 5-6 — Dimostrazione/prototipo: linee di produzione industriali avviate e prime celle consegnate per la fase di valutazione, non ancora componenti certificati per il volo o prodotti commerciali su larga scala
Impatto potenziale: alto
Ecosostenibile
Barcellona, Spagna. Questa è una ricerca basata su un modello meteorologico validato con misure sul campo, non un intervento già realizzato in città. Il gruppo dell'Institut de Ciència i Tecnologia Ambientals dell'Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB) ha simulato che cosa fanno gli alberi lungo le strade dense quando il caldo estremo si somma alla siccità. Il risultato è netto: con il suolo ben umido la traspirazione abbassa l'aria di 1,2-1,7 gradi, ma quando l'acqua manca le piante chiudono gli stomi e questo effetto si spegne quasi del tutto. A restare è l'ombra, che conserva tra il 71% e il 97% della protezione per il comfort termico di chi cammina.
Attenzione: si tratta di un progetto di ricerca ancora in corso, non di un prodotto già sul mercato. POLYMERS-5B è un'iniziativa europea che vuole ricavare plastiche di origine biologica dagli scarti della filiera del pomodoro e dell'olio d'oliva, due colonne dell'agroindustria mediterranea. Il lavoro è partito il 1 giugno 2024 e durerà fino al 31 maggio 2028.
Nel distretto inglese di Mid Sussex, nel sud-est del Regno Unito, la raccolta dell'umido porta casa per casa il cambiamento più grande dei servizi comunali degli ultimi anni: in sei mesi, dal 3 novembre 2025, sono state recuperate 3.083 tonnellate di scarti alimentari, circa 17 tonnellate al giorno. A partecipare ogni settimana sono oltre 72.000 famiglie, comprese 7.000 che vivono in condomini. Il segreto è un calendario ribattezzato "1, 2, 3" che sposta il rifiuto indifferenziato a una raccolta ogni tre settimane.
New York ha avviato un progetto pilota di un anno per capire se il riuso dei materiali da costruzione possa diventare una filiera vera. L'ente di sviluppo economico della città, NYCEDC, ha affidato a una piccola impresa di Brooklyn la gestione di un hub dove recuperare, stoccare, selezionare e rivendere materiali edili, nel complesso MADE Bush Terminal a Sunset Park.
Los Angeles sta trasformando una serie di parchi pubblici della zona orientale della San Fernando Valley in impianti che catturano la pioggia, la depurano e la fanno infiltrare nella falda sotterranea. Il 1 ottobre 2026 è stato aperto il cantiere di Valley Plaza Park South, a North Hollywood, uno dei parchi del programma Stormwater Capture Parks Program guidato dal Dipartimento dell'acqua e dell'energia della città (LADWP). L'obiettivo: usare localmente l'acqua che oggi finisce in gran parte nel fiume e nell'oceano, riducendo la dipendenza dall'acqua importata.
Ad Abbeville, cittadina di circa 22.000 abitanti nel dipartimento della Somme, nel nord della Francia, una parte dell'acqua che esce dal depuratore non va più al fiume: viene trattata ancora una volta in una mini-centrale chiamata REUT Box e usata per riempire i mezzi che spurgano le fognature, al posto dell'acqua potabile. L'impianto è stato inaugurato il 6 ottobre 2025 dalla città e da Veolia, gestore dei servizi idrici, e può produrre fino a 10 metri cubi all'ora, per un massimo di 80.000 metri cubi l'anno.
Argenta (Ferrara), ottobre 2026. Una strada pensata per le auto che diventa un parco continuo: è il Giardino Primaro, il progetto con cui il Comune di Argenta sostituisce asfalto e pavimentazioni impermeabili con suoli drenanti, un bosco urbano accanto alla scuola e nuovi percorsi ciclopedonali. Il 15 ottobre 2026 a Bruxelles l'intervento è stato premiato nell'ambito dei New European Bauhaus Prizes 2026, nella sezione riservata ai piccoli Comuni, che quest'anno ha assegnato 20 dei 32 riconoscimenti complessivi.
Chiudere al traffico lo spazio davanti a una scuola serve a far camminare in sicurezza i bambini, ma cambia anche l'aria che respirano? A Milano la risposta arriva da misure vere, raccolte prima e dopo l'intervento: nella piazza scolastica di via Corridoni, via Respighi e via Savarè, nel Municipio 1, l'agenzia comunale AMAT (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio) ha registrato riduzioni del particolato fino al 30% nelle strade pedonalizzate e nelle vie vicine.
Democracy
Mentre PNRR e Piano Mattei soffrono di Sindrome da Opacità Ciclica, dal 2012 lo Stato ha in casa un antidoto funzionante. Lo ha tenuto in vita ma non lo ha mai somministrato altrove.
Nel nostro precedente articolo, Sindrome da Opacità Ciclica: il bollettino medico della politica italiana, abbiamo descritto la malattia più contagiosa della politica italiana. Ogni governo arriva, promette la casa di vetro, annuncia piani da miliardi e poi, quando si chiede dove finiscano i soldi, risponde con tabelle aggregate e progetti che spariscono da una relazione all'altra.
C'è però un dettaglio che rende il quadro clinico ancora più paradossale: la terapia esiste già. È italiana, è pubblica e funziona da quattordici anni. Si chiama OpenCoesione.
In queste settimane PINET ha pubblicato quasi quaranta schede dedicate alla democrazia digitale: piattaforme open source per la partecipazione, strumenti di accesso agli atti, assemblee estratte a sorte, app per segnalare una buca al Comune. Questo articolo le raccoglie tutte in un'unica pagina, divise per tipo, con una riga di sintesi, il Paese d'origine, l'Indice PINET e il link alla scheda completa.
Shareabouts è l'applicazione open source, sviluppata dalla no-profit newyorkese OpenPlans e lanciata nel novembre 2011, con cui le amministrazioni raccolgono le proposte dei cittadini direttamente su una mappa: chiunque può mettere un segnaposto, descrivere un'idea, commentare quelle degli altri e sostenerle con un clic. Il suo primo impiego — la scelta dei luoghi per le stazioni del bike sharing Citi Bike di New York — ha raccolto oltre 10.000 proposte e 65.000 voti di sostegno.
MOPA (Monitoria Participativa Maputo) è il sistema con cui i cittadini della capitale del Mozambico segnalano al Comune i problemi nella raccolta dei rifiuti — cassonetti pieni, rifiuti non raccolti, discariche abusive — tramite app, sito web o telefono cellulare. Costruito su software open source e sullo standard aperto Open311, in poco più di un anno ha raccolto oltre 6.800 segnalazioni, risolte in più dell'88% dei casi.
Mzalendo ("patriota" in swahili) è il sito indipendente e apartitico che dal 2005 permette ai cittadini keniani di seguire l'attività del Parlamento: presenze, interventi, spese e contatti dei singoli deputati. Dalla sua ricostruzione tecnica è nato Pombola, il software open source che oggi alimenta siti di monitoraggio parlamentare in Ghana, Nigeria, Sudafrica e Zimbabwe.
Ushahidi ("testimonianza" in swahili) è la piattaforma open source nata in Kenya nel 2008 che raccoglie segnalazioni dei cittadini — via SMS, email, web o social network — e le colloca su una mappa. Creata per documentare le violenze seguite alle contestate elezioni presidenziali keniote del 2007, è diventata uno degli strumenti di civic tech più usati al mondo: nel 2017 risultava installata oltre 125.000 volte in più di 160 Paesi.
Adopt-a-Hydrant è l'applicazione web open source realizzata nel 2011 da Code for America con i vigili del fuoco di Boston: i cittadini scelgono su una mappa un idrante vicino a casa, lo "adottano" e si impegnano a liberarlo dalla neve dopo le tempeste invernali, così che resti accessibile in caso di incendio. Il codice, pubblico e riutilizzabile, è stato adattato da numerose città americane per sirene anti-tsunami, tombini e altri beni pubblici.
Councilmatic è l'applicazione web open source che permette a chiunque di cercare, consultare e seguire l'attività di un consiglio comunale: proposte di delibera, voti, commissioni, sedute e singoli consiglieri. Creata nel 2011 a Philadelphia da Mjumbe Poe durante la sua fellowship con Code for America, è stata il primo sito open data completo dedicato alla legislazione municipale negli Stati Uniti ed è oggi attiva anche a Chicago, New York e Los Angeles.
Politica
Il 21 ottobre la Procura europea (EPPO) ha perquisito gli uffici amministrativi del gruppo Patrioti per l'Europa (PfE) nelle sedi del Parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo. L'indagine, aperta nel luglio 2025, riguarda l'uso dei fondi pubblici da parte di Identità e Democrazia (ID), il gruppo di estrema destra della scorsa legislatura di cui facevano parte anche la Lega, il Rassemblement national e l'AfD. Secondo i servizi finanziari del Parlamento, ID avrebbe speso in modo indebito almeno 4,33 milioni di euro tra il 2019 e il 2024. La notizia, data da Euronews ed EUobserver, riapre una domanda che riguarda tutti i contribuenti europei: chi controlla davvero i soldi che i gruppi politici ricevono dal bilancio dell'Unione?
Dal PNRR al Piano Mattei, la malattia più contagiosa del Paese non è mai stata debellata. Anzi, a ogni legislatura si riparte da zero, con entusiasmo.
Esiste in Italia una patologia che non compare nei manuali di medicina ma che ogni cittadino conosce benissimo. I ricercatori, cioè chiunque abbia provato a leggere un documento governativo, l'hanno battezzata Sindrome da Opacità Ciclica (SOC). Colpisce indistintamente destra, sinistra, centro, tecnici e governi "dei migliori". Ha un'incubazione brevissima: si manifesta di solito tra il giuramento al Quirinale e la prima conferenza stampa.
L'Italia ha già quasi tutti gli strumenti per far emergere il lavoro nero, integrare chi lavora e controllare chi non ha diritto di restare. Il problema è che li costruisce a metà e poi li lascia lì. Il risultato: negozi che chiudono, famiglie povere, centinaia di migliaia di "invisibili" e controlli che non controllano nessuno.
Il quadro: un Paese che si svuota
Tra il 2012 e il 2025 in Italia hanno chiuso 156 mila negozi e attività ambulanti, oltre un quarto del totale, e il ritmo nel 2025 è salito al 3,1% l'anno. Le categorie più colpite sono le botteghe di quartiere: ambulanti (-27,3%), libri e cartolerie (-21,9%), piccoli alimentari (-17,9%), abbigliamento (-15,5%). L'artigianato ha perso 128 mila imprese in dieci anni: lavanderie, trasportatori, falegnami, calzolai, panettieri.
C'è un dato che il dibattito pubblico ignora quasi sempre. Senza le 136 mila piccole imprese aperte da stranieri nello stesso periodo, il saldo dei negozi sarebbe stato di circa -290 mila. Una parte del tessuto commerciale italiano sta già in piedi grazie agli immigrati.
Intanto la povertà si concentra proprio lì. Secondo l'Istat, nel 2024 era in povertà assoluta il 35,2% delle famiglie composte solo da stranieri, contro il 6,2% di quelle di soli italiani, e il 21,2% delle famiglie con cinque o più componenti.
E poi c'è il sommerso: nel 2023 l'economia non osservata valeva 217,5 miliardi, il 10,2% del PIL, con oltre 3,1 milioni di unità di lavoro irregolari a tempo pieno. Il lavoro nero non è affatto solo degli immigrati: è soprattutto italiano. Ma gli irregolari, stimati da ISMU in circa 339 mila, non hanno alternative.
La flat tax c'è già. Ma è fatta per chi guadagna, non per chi parte da zero
L'Italia ha da anni la sua "flat tax" per autonomi: il regime forfettario, con imposta al 5% per i primi anni e poi al 15%, scelto da più della metà delle nuove partite IVA. Funziona per il professionista che fattura 40 o 60 mila euro. Non funziona per chi ne fattura 8 mila.
Il motivo è semplice: per artigiani e commercianti l'INPS chiede un contributo minimo di circa 4.500 euro l'anno, dovuto anche se si guadagna meno o nulla. Per una persona povera, o per un immigrato che vuole aprire un'attività, quel minimo pesa molto più dell'imposta. E così si resta in nero.
In più, il forfettario ha un effetto collaterale ben documentato: la Banca d'Italia trova un forte addensamento di imprese appena sotto la soglia, e stima che uscirne costi l'equivalente del 10% del valore aggiunto. Si resta piccoli per non perdere il regime.
Cosa fanno gli altri
Altri Paesi hanno affrontato lo stesso problema con risultati alterni, e le lezioni sono chiare.
- Uruguay – monotributo social. Un regime riservato a chi è povero o vulnerabile: contributi al 25% il primo anno, 50% il secondo, 75% il terzo, senza perdere gli assegni familiari, con pensione e malattia come un dipendente e la possibilità di vendere allo Stato. Dalle 222 attività del 2012 si è arrivati a circa 23.500 nel 2025.
- Francia – micro-entrepreneur. I contributi si pagano in percentuale sull'incassato: se non incassi, non paghi. Gli iscritti sono 3,2 milioni, anche se solo la metà dichiara fatturato.
- Brasile – MEI. Una quota mensile fissa e bassissima, registrazione online gratuita, oltre 17 milioni di iscritti. Ha fatto emergere attività che esistevano già in nero, ma con un costo netto per il fisco e la trasformazione di molti dipendenti in finti autonomi.
- Germania – sussidio di avvio per disoccupati. Più che lo sconto fiscale conta l'accompagnamento: a cinque anni i partecipanti hanno più occupazione e più reddito di disoccupati simili.
Il filo comune: funziona chi fa pagare in proporzione a quanto si guadagna davvero, rende la registrazione banale e dà qualcosa in cambio. Esattamente ciò che il nostro minimale INPS non fa.
Gli invisibili non si controllano
Si sente spesso dire che prima di tutto servono i controlli. Giusto. Ma chi è fuori da ogni registro non lo controlli: non ha contratto, non ha contributi, non ha residenza. Puoi solo cercarlo per strada.
I numeri dei rimpatri lo dimostrano. Nel primo trimestre 2026 l'Italia ha emesso 4.900 ordini di espulsione e ha rimpatriato 1.900 persone: a questo ritmo, meno di 8 mila l'anno a fronte di oltre 300 mila irregolari. In tutta l'Unione, nel 2024, è stato eseguito solo il 26% degli ordini di rimpatrio.
L'emersione, invece, è a sua volta uno strumento di controllo. Chi si regolarizza viene identificato, schedato e diventa tracciabile. Lo studio più rigoroso sull'Italia, di Paolo Pinotti (Bocconi), confronta immigrati che hanno ottenuto il permesso al click day con altri che l'hanno mancato per pochi minuti: con lo status legale il tasso di criminalità si dimezza, soprattutto per i reati economici. In Spagna la regolarizzazione del 2005 ha portato circa 4.000 euro di entrate l'anno per ogni regolarizzato, senza aumento misurabile della spesa pubblica e senza effetto richiamo nel breve periodo.
Riforme a metà: tre esempi
La sanatoria del 2020. A fronte di una platea stimata in 600 mila persone, sono arrivate circa 207 mila domande. Oltre quattro anni dopo, solo il 58% dei richiedenti aveva in mano il permesso. Non per scelta politica: per mancanza di personale in prefetture e questure.
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Nato nel 2015 con il Jobs Act per unificare gli ispettori di Ministero, INPS e INAIL. La fusione non è mai avvenuta: INPS e INAIL hanno tenuto i loro ispettori e l'INL è diventato un livello di coordinamento in più. Nei primi anni le ispezioni sono calate. Oggi gli ispettori sono 4.366 in tutto il Paese, e oltre il 70% delle ispezioni trova irregolarità: segno che i controlli mirati funzionano, ma sono troppo pochi. Nessun governo successivo, di qualunque colore, ha completato o cancellato la riforma.
I centri in Albania. Contratti per oltre 74 milioni solo per costruirli e centinaia di milioni stanziati per la gestione, con costi giornalieri per persona più che doppi rispetto ai centri italiani secondo le stime di ActionAid. Oggi funzionano come centri per il rimpatrio, con poche centinaia di transiti.
Il nuovo Eurodac. Nemmeno l'Europa è immune. Il 12 giugno 2026, giorno in cui è entrato in vigore il Patto su migrazione e asilo, la nuova banca dati biometrica europea, che ora registra oltre alle impronte anche volto e documenti, si è inceppata durante un aggiornamento, bloccando il servizio in diversi Stati. Secondo le autorità olandesi non era pienamente operativa nemmeno prima. Bruxelles ha parlato di normali problemi da primo giorno, ma i segnali erano noti da mesi: a metà aprile solo 11 Stati su 27, e non l'Italia, si dicevano pienamente pronti, e la Commissione segnalava carenze di personale in diversi Paesi, Italia compresa.
Sul piano tecnico l'Italia alla fine si è collegata con successo. Ma le prove di screening a Lampedusa e in Sicilia hanno mostrato quanto sia difficile impedire le fughe verso altri Paesi, e nelle prime settimane Roma ha respinto tutte le 12 richieste di trasferimento arrivate da altri Stati. Una banca dati che sa chi sei serve a poco se dopo non succede niente.
Cosa servirebbe: un sistema, non un annuncio
Il tema va affrontato come un sistema con due leve che si reggono a vicenda.
La leva del controllo.
- Frontiere e rimpatri, dove ora c'è un quadro europeo: il Patto su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno 2026, e il nuovo regolamento rimpatri. Ma i rimpatri dipendono dagli accordi con i Paesi d'origine, non dal numero di agenti.
- Ispezioni guidate dai dati sui datori di lavoro, che a differenza degli irregolari sono visibili: hanno partita IVA, terreni, cantieri, consumi. L'INPS già lo fa incrociando le proprie banche dati, con risultati migliori di chi ispeziona a campione.
- Una vera integrazione delle banche dati di INPS, INL, Agenzia delle Entrate e Comuni, che conoscono residenze, affitti e territorio, con una regia unica invece di un ente in più.
La leva della gestione.
- Contributi proporzionali all'incassato, o graduali per i primi anni, al posto del minimo fisso INPS.
- Un "monotributo sociale" per chi è povero, italiano o straniero, che non faccia perdere i sostegni a chi prova a lavorare in regola.
- Canali di ingresso legali realistici e percorsi di regolarizzazione legati a un lavoro o a un'attività, anche autonoma.
- Accompagnamento all'avvio e accesso al microcredito.
Nessuna delle due leve funziona da sola. Espellere senza regolarizzare non riduce gli invisibili, perché i numeri non lo permettono. Regolarizzare senza controlli sui datori e sugli ingressi ricrea gli invisibili di domani.
Le obiezioni, per onestà
- L'effetto richiamo nel lungo periodo. Gli studi spagnoli misurano il breve periodo. Sanatorie ripetute possono far passare il messaggio che l'irregolarità prima o poi viene sanata.
- Il costo per il fisco. I regimi agevolati costano: Brasile e Uruguay ci perdono gettito. Sono una scelta di inclusione, non un affare.
- I falsi autonomi. Senza controlli, le imprese spostano i dipendenti sul regime più economico, con meno tutele e pensioni povere.
- L'equità. Un dipendente con lo stesso reddito paga di più, e la stessa Commissione europea considera il forfettario una distorsione da ridurre.
- I costi reali. Scuola, sanità e assistenza per famiglie numerose e povere sono spese vere, e il saldo per lo Stato può restare negativo per anni.
In conclusione
L'Italia non ha bisogno di inventare nulla: ha la flat tax, ha le banche dati, ha un'agenzia per le ispezioni, ha esperienze di regolarizzazione e ora un quadro europeo. Le manca la capacità di far funzionare le cose fino in fondo. Finché le riforme verranno annunciate, approvate e poi lasciate a metà, la gestione dell'immigrazione resterà quella che è: costosa, inefficace e scontentando tutti.
Fonti
- Confcommercio – desertificazione commerciale 2012-2025 (PMI.it)
- Confcommercio – primo Rapporto sul commercio (Quotidiano.net)
- CNA – 128 mila imprese artigiane perse in 10 anni (ANSA / L'Adige)
- Unioncamere – mestieri artigiani in calo (Lente Pubblica)
- Istat – povertà assoluta 2024 (Open)
- Istat – economia non osservata 2020-2023
- ISMU – irregolari 2022-2025 (Avvenire)
- INPS – contributi artigiani e commercianti 2026 (ecnews.it)
- Banca d'Italia – I costi della crescita di impresa (QEF 1018)
- BPS Uruguay – Monotributo en Uruguay 2026
- Rocha, Ulyssea, Rachter – MEI Brasile (JDE 2018)
- IAB – Caliendo e altri, sussidi di avvio in Germania
- Eunews – rimpatri UE e Italia, primo trimestre 2026
- Pinotti – Clicking on Heaven's Door (Bocconi)
- Elias, Monras, Vázquez-Grenno – regolarizzazione spagnola 2005 (IDEAS)
- Sanatoria 2020: esiti (Il Sole 24 Ore)
- INL – rapporto annuale 2025 (Certifico)
- Lavoce.info – efficacia delle ispezioni INL e INPS
- Avvenire – quanto sono costati i centri in Albania
- Euronews – Patto UE su migrazione e asilo
- Reuters – malfunzionamenti Eurodac al lancio (Internazionale)
- INPS – vigilanza mirata sul caporalato (Teleborsa)
- Commissione europea – relazione sull'attuazione del Patto, COM(2026) 196 dell'8 maggio 2026
- ANSA – Italia e trasferimenti Dublino, rapporto UE di luglio
- ISMU – L'applicazione del nuovo Patto tra avanzamenti e ritardi
Giancarlo Finesso
Quanta elettricità e quanta acqua consuma il data center che sta nascendo vicino a casa vostra? In Europa la risposta esiste, perché dal 2024 i gestori sono obbligati a comunicarla, ma è coperta per legge dal segreto. Un'inchiesta transfrontaliera coordinata da Lighthouse Reports, con richieste di accesso agli atti in tutti i 27 Stati membri, mostra che governi e Commissione si rifiutano di rendere pubblici i dati dei singoli impianti. A fine settembre la redazione ha portato il caso davanti al Comitato di controllo della Convenzione di Aarhus, proprio mentre Bruxelles vara la nuova etichetta di sostenibilità per i data center. La partita riguarda anche l'Italia, dove le richieste di allaccio alla rete per nuovi centri dati hanno superato i 100 gigawatt.
Satira — di Giancarlo Finesso
C'è chi sogna una casa al mare e chi sogna un'isola grande sette volte l'Italia, ricoperta di ghiaccio, abitata da gente che ha già detto no. Donald Trump appartiene alla seconda categoria. E come ogni grande sognatore, ha un approccio tutto suo alla geografia: secondo la giornalista Brett Simpson, intervistata da Clean Energy Wire, la sua è una visione dell'Artico rozza e imperialista, di una persona che non ha mai varcato il 66° parallelo. Ma perché andarci, quando si può comprarlo a distanza, come un attico su un sito di annunci immobiliari?
Ogni anno l'Unione europea versa agli agricoltori miliardi di euro di pagamenti diretti della Politica agricola comune (PAC). Dal 2005, però, questi aiuti non dipendono da quanto un'azienda produce: si calcolano sugli ettari dichiarati. Per incassarli basta, in molti casi, dimostrare di tenere il terreno "in condizioni idonee" al pascolo o alla coltivazione. È una scelta voluta, con ragioni precise, ma ha prodotto incongruenze che la Corte dei conti europea, la Procura europea (EPPO) e il Parlamento europeo documentano da anni: aiuti concentrati su pochi grandi beneficiari, terreni dichiarati da chi non li coltiva, pascoli "fantasma" e controlli che verificano la superficie, non il raccolto.
C'era una volta la politica che regolava le aziende. Oggi negli Stati Uniti va di moda il contrario: le grandi piattaforme tecnologiche siedono in prima fila, pagano il biglietto d'ingresso e in cambio ottengono il menu completo. Lo scrittore e attivista digitale Cory Doctorow, riprendendo un saggio di Baldur Bjarnason, la chiama technopoly: un mondo in cui pochi colossi decidono cosa sia legittimo pensare, comprare e regolare. Con una postilla di Bjarnason che vale tutto il resto: qualunque cosa gli oligarchi vogliano prendersi questo mese, la ottengono.
Satira – i fatti sono veri, il tono no.
C'è un'opera pubblica italiana che non ha mai sforato i tempi, perché i tempi non sono mai cominciati: la sugar tax. Nata con la legge di bilancio 2020, attesa per l'ottobre di quell'anno, rinviata otto volte e ora pronta al nono slittamento. Il primo gennaio 2027 resterà, ancora una volta, una data sul calendario e non sullo scontrino.

































