Immaginate di entrare al casinò.
Il proprietario vi accompagna personalmente al tavolo VIP. Le fiches sono già lì. Il banco, per ragioni storiche, statistiche e perfino geopolitiche, paga sempre a vostro favore. Gli arbitri vi conoscono, i camerieri vi sorridono, il direttore vi offre champagne e, se qualcosa va storto, arriva perfino la marina militare.
Siete gli Stati Uniti d'America.
A questo punto entra Donald Trump.
Guarda il tavolo, osserva il croupier, conta le fiches e conclude:
«È evidente che qualcuno ci sta fregando.»
Prende il tavolo e lo ribalta.
Poi dichiara vittoria.
La guerra commerciale
Trump scopre i dazi come un bambino scopre il martello.
Improvvisamente qualunque problema sembra un chiodo.
La Cina produce troppo?
Dazio.
L'Europa vende automobili?
Dazio.
Il Canada vende legname?
Dazio.
La Svizzera respira?
Probabilmente dazio anche lì.
L'unico piccolo dettaglio è che il dazio lo paga soprattutto l'importatore americano.
È un piano geniale.
Come tassarsi da soli chiamandolo patriottismo.
Il manuale per perdere gli amici
Per ottant'anni gli Stati Uniti hanno accumulato un patrimonio enorme.
Non oro.
Non petrolio.
Fiducia.
Trump è riuscito nell'impresa quasi impossibile di convincere gli alleati che forse fosse il caso di iniziare a cercarne altri.
È un po' come essere il miglior idraulico della città e passare il tempo a insultare tutti i clienti.
Ucraina, Israele, Iran
L'America aveva costruito la propria forza facendo capire che gli alleati potevano fidarsi.
Ora sembra dire:
"Potete fidarvi... fino al prossimo post sui social."
Non è esattamente la stessa cosa.
La Silicon Valley e il guinzaglio digitale
L'Europa ha finalmente l'occasione di liberarsi non solo dalla dipendenza militare, ma anche da quella digitale.
Ogni volta che compriamo un trattore, una stampante, un'automobile o uno smartphone scopriamo che non ne siamo proprietari.
Siamo utenti.
In affitto.
Con firmware proprietari.
Con DRM.
Con componenti che smettono di funzionare se vengono sostituiti.
Con ricambi autorizzati.
Con abbonamenti per usare hardware già acquistato.
Abbiamo comprato una macchina.
Ci hanno venduto un contratto di locazione travestito da proprietà.
Il copyright infinito
Il copyright era nato per proteggere gli autori.
È finito per proteggere i lucchetti.
Le multinazionali hanno scoperto che era molto più redditizio impedire le riparazioni che vendere prodotti migliori.
È come comprare una bicicletta e scoprire che cambiare la camera d'aria senza autorizzazione costituisce violazione del trattato di Ginevra.
Il Patto Anti-Elusione
Le multinazionali adorano il libero mercato.
Soprattutto quando il mercato è libero di pagare le tasse al posto loro.
Le piccole imprese pagano il 100%.
Le grandi pagano commercialisti.
Il Board of Peace facciamolo davvero!
Le Nazioni Unite sono un'istituzione meravigliosa.
È come un club di piromani incaricato di approvare il regolamento antincendio.
Gli Stati Uniti possono bloccare le decisioni.
La Russia può bloccare le decisioni.
La Cina può bloccare le decisioni.
Alla fine l'unica cosa che viene approvata all'unanimità è il rinvio della prossima riunione.
Propongo quindi il Board of Peace™. Non la caricatura proposta da Trump...
Un organismo internazionale con una regola semplicissima.
Chi invade qualcuno perde il telecomando.
Chi bombarda un vicino resta senza password.
Chi minaccia il mondo sui social deve lasciare il telefono alla reception.
E soprattutto:
nessuno può fare l'arbitro della propria partita.
Trump pensa di aver ribaltato il tavolo del mondo.
In realtà ha soltanto mostrato al resto del pianeta che quel tavolo era costruito male.
La domanda non è più come rimetterlo in piedi.
La domanda è chi avrà il coraggio di costruirne uno nuovo.
Donald Trump e l'incredibile arte di perdere una partita truccata a proprio favore
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