Chattanooga, Tennessee — 2026. Il 14 luglio 2026 il consiglio comunale di Chattanooga, città di circa 182.000 abitanti nel sud-est del Tennessee, ha approvato una policy che si chiama "Vision Zero": l'obiettivo dichiarato è azzerare i morti sulle strade cittadine entro il 2050. Non è solo una dichiarazione d'intenti. Dietro la delibera c'è una rete di sensori LiDAR montata sui pali dei semafori già esistenti nel centro città, capace di analizzare in tempo reale il movimento di auto, biciclette e pedoni e di segnalare i "quasi incidenti" — i mancati scontri, le frenate improvvise, gli attraversamenti a rischio — prima che si trasformino in una statistica.

È il punto più recente di un percorso costruito per tappe successive dal 2019 a oggi, che nell'estate 2026 ha prodotto anche un intervento più immediato e meno tecnologico in apparenza, ma parte dello stesso sistema: dal 13 agosto i lampeggianti davanti a 34 scuole pubbliche cittadine sono gestiti da remoto e si sincronizzano automaticamente con l'orario delle campanelle. Due facce della stessa infrastruttura, entrambe coordinate dall'ufficio "Intelligent Cities" del Comune.

Il 3 marzo 2026 San José, in California, ha aperto le porte di un luogo che ribalta l'approccio più comune all'intelligenza artificiale nelle amministrazioni pubbliche: non un ufficio interno per digitalizzare i processi comunali, ma un centro pubblico e gratuito, dentro la biblioteca civica, dove chiunque abbia una tessera può imparare a usare l'IA.

Si chiama AI Center for Civic and Social Good ed è ospitato nella Dr. Martin Luther King Jr. Library, la biblioteca che San José condivide con la San José State University (SJSU) nel cuore della città. Non è un progetto isolato: fa parte di un percorso più ampio, avviato nel 2025 con il programma "AI for All", con cui il sindaco Matt Mahan aveva promesso di rendere San José "la città più consapevole dell'IA del paese".

Come funziona

Il centro è uno spazio fisico aperto al pubblico, gestito congiuntamente dal Comune e dalla SJSU, con il sostegno di partner privati e no-profit: Adobe (supporto tecnologico), la Cadence Giving Foundation (finanziamento), The Tech Interactive e LEGO Education per i programmi rivolti ai più giovani.

L'offerta comprende:

  • corsi di alfabetizzazione IA, dal livello base a quello avanzato;
  • laboratori di machine learning aperti ai cittadini;
  • attività STEM per bambini e ragazzi, comprese simulazioni di volo e moduli LEGO Education di informatica;
  • sessioni gratuite senza prenotazione (drop-in);
  • risorse digitali disponibili in più lingue.

L'accesso è libero per chiunque abbia una tessera della biblioteca — la stessa condizione richiesta per prendere in prestito un libro — il che abbassa quasi a zero la barriera d'ingresso rispetto ai corsi IA a pagamento offerti da piattaforme private.

I numeri

Il bacino d'utenza potenziale è enorme: circa 1 milione di residenti nell'area di San José, a cui si aggiungono i 40.000 tra studenti e docenti della San José State University che condividono lo stesso edificio.

Il centro si inserisce in un percorso che il Comune sta portando avanti anche internamente: sul fronte della formazione dei dipendenti pubblici, gli 80 impiegati comunali che hanno già completato un programma di upskilling sull'IA hanno registrato guadagni di efficienza stimati tra il 10 e il 20%, e l'obiettivo dichiarato per il 2026 è formarne oltre 1.000 — circa il 15% dell'intera forza lavoro comunale.

Le parole di chi lo ha voluto

Il sindaco Matt Mahan ha motivato così la scelta di puntare su un centro pubblico invece che su iniziative chiuse all'amministrazione:

"L'IA sta ridisegnando la nostra economia — e abbiamo una scelta: subirla, o dargli una forma per il bene collettivo. A San José, scegliamo di guidare questo cambiamento."

Sul ruolo dell'università, la presidente della SJSU Cynthia Teniente-Matson ha parlato dell'obiettivo di "preparare le persone non solo ad adattarsi al cambiamento tecnologico, ma a dargli forma".

Cosa lo rende replicabile

Tre elementi rendono questo modello esportabile ad altre città, anche di dimensioni diverse:

  • si appoggia a un'infrastruttura già esistente e capillare come le biblioteche pubbliche, senza bisogno di nuovi edifici;
  • combina fondi pubblici, filantropia (Cadence Giving Foundation) e competenze tecniche di partner privati (Adobe), riducendo il costo diretto per il Comune;
  • parte dal presupposto che l'alfabetizzazione IA sia un servizio pubblico di base, alla pari dell'accesso a internet o ai libri, non un privilegio riservato a chi può permettersi corsi privati.

Come ha sintetizzato lo stesso sindaco Mahan parlando del programma "AI for All": "È tutto gratuito per tutti i nostri residenti. Spero diventi un modello che altre città possono usare."

Fonti

"Non ti guadagni un posto nella sicurezza pubblica se non sei disposto a fornire valore reale." Con queste parole, nel 2001, l'allora capo dei vigili del fuoco di Frisco, Mack Borchardt, accolse la neoassunta Susan Olson al suo secondo giorno di lavoro. Diciotto anni dopo, nel 2019, durante uno stand-off armato durato 15 ore con un sospetto asserragliato, fu proprio il sistema costruito a partire da quella frase — SAFER, Situational Awareness For Emergency Response — a dare all'agente della polizia statale sul posto la fiducia di gestire la situazione fino all'arresto del sospetto senza ulteriori feriti. Oggi SAFER non è più solo uno strumento per le emergenze: è diventato il sistema nervoso digitale dell'intera città texana.

"Il successo del programma ALERTCalifornia sta negli incendi di cui non sentirete mai parlare." Con questa frase il direttore del programma, Neal Driscoll, professore di geologia e geofisica all'Università della California San Diego, riassume la logica di una delle infrastrutture di prevenzione degli incendi boschivi più estese al mondo: un sistema che, individuando un principio d'incendio nei primi minuti, permette spesso di spegnerlo prima che diventi una notizia.

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