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Il 29 settembre 2026 la Nuclear Regulatory Commission (NRC) statunitense ha rilasciato alla Tennessee Valley Authority (TVA) il permesso di costruzione per un reattore BWRX-300 nel sito di Clinch River, vicino a Oak Ridge, in Tennessee. È il primo permesso di costruzione mai concesso negli Stati Uniti per questo specifico progetto di reattore modulare di piccola taglia (SMR), sviluppato da GE Vernova Hitachi Nuclear Energy, e solo il secondo permesso di costruzione per un reattore commerciale rilasciato dalla NRC in quasi un decennio, dopo quello ottenuto da TerraPower per il reattore Natrium nel marzo 2026.

TRL 7-8 — Pre-commerciale: il disegno deriva da tecnologia BWR matura e già in esercizio da decenni, ma nessuna unità BWRX-300 è ancora stata costruita o è in funzione in nessun paese al mondo
Impatto potenziale: alto

Un iter durato più di sette anni, chiuso in anticipo sui tempi

Il percorso che porta al permesso di costruzione di Clinch River comincia nel 2019, quando TVA ottiene dalla NRC un "early site permit" per il sito, un via libera preliminare che autorizza le caratteristiche del terreno senza ancora impegnarsi su una tecnologia specifica. Nel febbraio 2022 il consiglio di amministrazione di TVA decide di puntare sul BWRX-300 e firma un accordo con GE Hitachi Nuclear Energy per la pianificazione e le attività propedeutiche alla licenza. La domanda formale di permesso di costruzione viene depositata il 21 maggio 2025; la NRC la esamina in 14 mesi, quattro in meno rispetto al calendario che l'agenzia stessa si era data, e la approva il 29 settembre 2026. Il progetto ha inoltre beneficiato, nel dicembre 2025, di un finanziamento da 400 milioni di dollari del Dipartimento dell'Energia statunitense. L'operatività commerciale del reattore è indicata dall'azienda per i "primi anni Trenta" del secolo, ma né TVA né GE Vernova hanno per ora comunicato una data di inizio dei lavori di cantiere: l'utility ha dichiarato di essere ancora in trattativa con i partner industriali per definire la ripartizione dei costi e le responsabilità finanziarie del progetto.

Cos'è il BWRX-300 e perché punta tutto sulla semplicità

Il BWRX-300 è un reattore ad acqua bollente (BWR) da 300 MWe, decima generazione di una famiglia di progetti GE che comprende i BWR-3, BWR-4, BWR-5 e BWR-6 tuttora in esercizio in gran parte della flotta nucleare statunitense. Deriva in particolare dall'ESBWR (Economic Simplified BWR), di cui riprende in forma ridotta l'impostazione progettuale, e ne eredita anche alcuni componenti dell'ABWR (Advanced BWR), design già costruito e operativo altrove nel mondo. La caratteristica che GE Vernova Hitachi rivendica come punto di forza è la semplicità impiantistica: il raffreddamento del nocciolo avviene per circolazione naturale dell'acqua, senza le pompe di ricircolo che equipaggiano i BWR tradizionali, e i sistemi di sicurezza sono passivi, cioè in grado di mantenere il reattore in condizioni sicure — compreso lo smaltimento del calore di decadimento, pari a circa il 7% della potenza operativa anche a reattore spento — senza bisogno di alimentazione elettrica esterna né di intervento degli operatori. È una scelta progettuale pensata esplicitamente per ridurre la complessità di costruzione, storicamente una delle principali cause di ritardi e sforamenti di costo nei grandi progetti nucleari.

Un sito con una storia complicata alle spalle

Clinch River non è un sito nucleare qualunque per la storia dell'energia atomica statunitense: già nel 1972 TVA, insieme a Commonwealth Edison e alla Atomic Energy Commission, avviò lì un progetto dimostrativo di reattore autofertilizzante veloce raffreddato al sodio, naufragato negli anni successivi per i costi in forte crescita e per l'opposizione politica, in particolare quella dell'allora presidente Jimmy Carter. Oltre cinquant'anni dopo, lo stesso sito torna protagonista con una tecnologia e un contesto normativo completamente diversi, in quello che TVA e le autorità del Tennessee presentano come un passaggio simbolico oltre che tecnico. Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha definito il progetto "il prossimo capitolo della tradizione di innovazione dello stato, che rafforza la sicurezza energetica americana".

Non un reattore, una flotta: la strategia di GE Vernova

Il permesso di Clinch River non va letto come un caso isolato, ma come un tassello di una strategia di dispiegamento seriale che GE Vernova Hitachi persegue su più continenti. In Canada, Ontario Power Generation ha già ottenuto la licenza di costruzione per un primo BWRX-300 a Darlington (aprile 2025) e ha ordinato altre tre unità, con una decisione finale di investimento approvata a maggio 2025: il costo comunicato per la prima unità è di 7,7 miliardi di dollari canadesi, mentre le tre unità aggiuntive sono valutate complessivamente 13,2 miliardi di dollari canadesi, cifre che danno la misura di quanto possano pesare i costi di prima costruzione (FOAK, first-of-a-kind) prima che la filiera industriale maturi economie di scala. In Polonia, Orlen Synthos Green Energy punta ad almeno dieci BWRX-300 nei primi anni Trenta; accordi o lettere di intenti sono stati firmati anche da Estonia, Svezia e Ungheria (quest'ultima per un massimo di dieci unità), mentre negli Stati Uniti un altro operatore, Blue Energy, ha depositato a settembre 2026 la sua prima domanda di permesso di costruzione alla NRC per un progetto in Texas. "Il dispiegamento in serie è essenziale per portare il nucleare su scala negli Stati Uniti", ha dichiarato Jason Cooper, CEO di GE Vernova Hitachi Nuclear Energy: "un progetto standardizzato, unito a un contesto regolatorio prevedibile ed efficiente, ci permette di applicare la stessa tecnologia, la stessa esperienza di licenza, le stesse capacità di filiera e le lezioni apprese da un progetto all'altro".

Cosa resta da dimostrare

Il permesso di costruzione autorizza TVA a costruire il reattore, non certifica che il progetto sarà completato nei tempi e nei costi preventivati: la data di inizio dei lavori non è stata ancora annunciata, e la stessa TVA parla esplicitamente di negoziati ancora aperti sulla ripartizione dei costi con i partner industriali. I precedenti internazionali offrono un utile termine di paragone prudenziale: il salto di prezzo tra la prima unità canadese (7,7 miliardi di dollari canadesi) e le tre successive (13,2 miliardi complessivi, quindi meno della metà per unità) illustra bene quanto i costi di un progetto "first-of-a-kind" possano essere più alti di quelli attesi a regime. Resta inoltre da vedere se la rapidità dell'istruttoria NRC — 14 mesi, contro un calendario già ambizioso — si confermerà un modello ripetibile per le prossime domande di permesso, comprese quelle che altri operatori come Blue Energy hanno appena presentato, o se resterà un caso favorito da circostanze specifiche di questo progetto.

Perché interessa il settore

Per anni gli SMR sono rimasti soprattutto oggetto di annunci, accordi quadro e studi di fattibilità, con pochissimi progetti realmente arrivati al cantiere negli Stati Uniti: il permesso di Clinch River, insieme a quello di TerraPower per il reattore Natrium pochi mesi prima, segna un cambio di passo concreto, portando la NRC a licenziare in meno di un anno due progetti di reattori avanzati dopo quasi un decennio di sostanziale stallo sulle nuove costruzioni commerciali. Il fatto che l'istruttoria si sia chiusa in anticipo sui tempi previsti, e che GE Vernova rivendichi esplicitamente un modello di licenza "ripetibile" da riapplicare ai progetti successivi — in Canada, Polonia, Svezia, Estonia, Ungheria e ora anche al secondo progetto texano di Blue Energy — è forse il dato più interessante per il settore: se il percorso normativo si conferma prevedibile su più domande, l'ostacolo principale alla diffusione degli SMR potrebbe spostarsi sempre più dal piano regolatorio a quello industriale e finanziario, cioè alla capacità della filiera di costruire in tempi e a costi realmente competitivi rispetto alle altre fonti a basse emissioni.

Il commento di PINET

La notizia arriva a pochi giorni da un passaggio parallelo in Italia: il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare, che esclude i grandi reattori tradizionali e apre la strada solo a SMR di potenza generalmente inferiore a 300 megawatt, la stessa taglia del BWRX-300 autorizzato a Clinch River. Il governo ha ora un anno di tempo per scrivere i decreti attuativi, che dovranno definire aspetti tutt'altro che scontati come l'autorità competente per le autorizzazioni, le procedure di localizzazione dei siti e le modalità di consultazione pubblica — esattamente gli elementi su cui il caso americano offre un punto di riferimento concreto, non tanto per la tecnologia in sé quanto per i tempi e la struttura di un iter autorizzativo reale. Va detto con chiarezza che la rapidità dei 14 mesi della NRC riflette anche decenni di esperienza regolatoria su reattori ad acqua bollente e una filiera industriale già rodata, condizioni che l'Italia dovrebbe costruire da zero o importare tramite accordi con fornitori esteri. Anche i costi rivelati dal progetto gemello canadese — quasi il doppio a unità per il primo impianto rispetto ai successivi — ricordano che il vantaggio economico degli SMR, spesso enfatizzato nel dibattito pubblico italiano, si materializza solo dopo diversi impianti realizzati, non con il primo. Per il nostro paese, insomma, questo permesso di costruzione americano è meno un modello da copiare e più un banco di prova a cui guardare nei prossimi anni, per misurare quanto le promesse sugli SMR reggano quando arrivano davvero al cantiere.

Fonte: GE Vernova, "NRC issues first U.S. construction permit for a BWRX-300 small modular reactor at Tennessee Valley Authority's Clinch River site", con approfondimenti da American Nuclear Society, Nuclear Newswire, "TVA receives construction permit for Clinch River" e da World Nuclear News, "First construction permit issued for BWRX-300 SMR in the US". Sul contesto normativo italiano: Il Post, "Il parlamento ha approvato una legge delega sul nucleare per installare reattori di piccole dimensioni". Per un approfondimento sull'economia degli SMR applicati all'industria americana, si veda anche il nostro articolo "SMR, il vero mercato non è l'elettricità: uno studio USA punta su idrogeno e industria pesante".