Nei Paesi Bassi è stato appena firmato uno degli accordi più significativi nel campo dello stoccaggio energetico di lunga durata: la startup olandese Ore Energy fornirà all'utility Budget Thuis fino a 1 GWh di batterie ferro-aria, capaci di rilasciare energia in modo continuo per fino a 100 ore. È il più grande contratto commerciale mai firmato in Europa per questa tecnologia, e arriva a pochi giorni da un round di finanziamento Serie A da 43 milioni di dollari che Ore Energy userà per costruire il suo primo stabilimento produttivo su scala industriale.
TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo avanzato: pilota grid-connected completato, primi accordi di fornitura commerciale firmati, ma produzione su scala industriale non ancora avviata
Impatto potenziale: alto
Ferro, acqua e aria: la chimica che punta sui giorni, non sulle ore
Le batterie ferro-aria funzionano su un principio radicalmente diverso da quello del litio: l'energia viene immagazzinata e rilasciata sfruttando l'ossidazione e la successiva riduzione del ferro, cioè, in sostanza, la formazione e la rimozione controllata della ruggine. Il processo utilizza materiali estremamente comuni ed economici — ferro, acqua e aria — senza bisogno di litio, cobalto o nichel, con una catena di approvvigionamento che Ore Energy rivendica come interamente europea.
Il compromesso è nella densità energetica, molto più bassa di quella di una cella al litio (la startup dichiara un valore teorico di circa 1.200 Wh/kg a livello di materiale attivo, ben lontano dalle prestazioni volumetriche del litio-ione a livello di sistema): per questo la tecnologia non è pensata per l'elettronica portatile o i veicoli, ma per lo stoccaggio stazionario di lunghissima durata, dove il parametro decisivo non è quanta energia sta in poco spazio, ma quanto costa immagazzinarla per molte ore consecutive. Ore Energy indica un obiettivo di costo sotto i 20 dollari per kWh di capacità (circa 16-18 euro), una frazione di quanto costa oggi un sistema al litio, e una vita utile del sistema stimata in circa 20 anni. La configurazione fisica è quella di unità containerizzate da 40 piedi, pensate per essere assemblate in parchi di accumulo di scala industriale.
L'accordo con Budget Thuis e il problema del curtailment eolico
L'intesa con Budget Thuis, utility energetica e di telecomunicazioni olandese, prevede una prima fase da 400 MWh con consegna fissata al 2028, all'interno di un impegno complessivo che può arrivare a 1.000 MWh. L'obiettivo dichiarato è assorbire l'energia eolica in eccesso nei momenti di forte produzione e restituirla alla rete nei giorni di scarso vento, un servizio che le batterie al litio, pensate per cicli di poche ore, non sono strutturalmente in grado di offrire in modo economico.
Il problema che l'accordo intende affrontare è concreto e già misurabile: nei Paesi Bassi, dove l'eolico pesa una quota crescente del mix elettrico, si registrano episodi sempre più frequenti di curtailment, cioè di produzione rinnovabile tagliata perché la rete non riesce ad assorbirla nel momento in cui viene generata. "Stiamo sprecando elettricità che costa miliardi da generare", ha dichiarato Aytaç Yilmaz, CEO e cofondatore di Ore Energy, sottolineando come lo stoccaggio a breve durata non risolva la variabilità stagionale e multi-giornaliera tipica dell'eolico. Annemarie Buitelaar, CEO di Budget Thuis, ha descritto la tecnologia come "progettata per i casi d'uso a lunga durata che le batterie convenzionali non sono costruite per coprire".
Dal laboratorio EDF al primo impianto industriale
L'accordo commerciale arriva dopo un percorso di validazione tecnica che include, nel febbraio 2026, il completamento di un progetto pilota grid-connected da 100 ore presso i laboratori di EDF a Les Renardières, in Francia, realizzato nell'ambito del programma europeo StoRIES. È stato descritto come il primo sistema iron-air collegato alla rete in Europa, un passaggio chiave prima di qualsiasi impegno di fornitura su scala commerciale.
Il round Serie A da 43 milioni di dollari, guidato dai fondi Plural e HV e annunciato a inizio agosto 2026 (per un totale raccolto dall'azienda di circa 61 milioni di dollari), servirà proprio a finanziare il primo impianto produttivo di Ore Energy, passaggio necessario per arrivare alla scala gigawattora entro il 2028 e onorare gli impegni presi con Budget Thuis. Ian Hogarth, partner di Plural, ha definito lo stoccaggio di lunga durata "una delle sfide irrisolte più importanti" della transizione energetica.
Un mercato ancora giovane, con un concorrente già avanti
Ore Energy non è sola in questo segmento: a livello globale il concorrente più maturo è l'americana Form Energy, che ha rivelato la propria tecnologia ferro-aria già nel 2021 e ha in portafoglio progetti ben più grandi, tra cui 30 GWh in Minnesota per Google e 12 GWh con Crusoe, oltre al primo progetto europeo in Irlanda. L'azienda olandese si presenta invece come il player europeo del settore, con una filiera di approvvigionamento dichiaratamente continentale e un posizionamento che punta proprio sull'indipendenza dalle materie prime critiche extra-UE.
Perché interessa il settore
Lo stoccaggio di lunga durata (long-duration energy storage, LDES) è considerato da diversi analisti uno degli anelli mancanti per portare le rinnovabili non programmabili oltre una certa quota del mix elettrico: le batterie al litio coprono bene l'arbitraggio giornaliero, ma non i periodi di bassa produzione eolica o solare che durano diversi giorni. Un accordo da 1 GWh non è ancora la prova che l'economia del ferro-aria regga su grande scala — il primo impianto produttivo di Ore Energy deve ancora essere costruito, e le consegne effettive sono fissate al 2028 — ma segna un passaggio di fase per una tecnologia finora confinata a impianti dimostrativi: un cliente utility reale, un contratto pluriennale e un finanziamento dedicato alla produzione industriale. Per l'Europa, che nella transizione energetica sconta una forte dipendenza dalle catene di fornitura asiatiche per il litio, una tecnologia di accumulo basata su un materiale abbondante come il ferro e con una filiera dichiaratamente locale rappresenta anche una leva di autonomia industriale, oltre che tecnologica.
Fonte: Energy-Storage.News, "Multi-day energy storage startup Ore Energy signs 1GWh iron-air battery deal with Dutch utility", con approfondimenti da Energy-Storage.News, "European multi-day energy storage startup Ore Energy raises US$43 million in Series A" e "Ore Energy pilots 100-hour iron-air BESS at EDF lab in France".