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Lun, Ott
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Nota: SOWISE+ è un progetto europeo appena avviato (luglio 2026) e dimostrativo: la bioraffineria su scala industriale è l'obiettivo dei prossimi cinque anni, non un impianto già in funzione. I numeri di produzione citati sono target del progetto, non risultati misurati.

Nel Trevigiano, dove la raccolta differenziata è da anni tra le più avanzate d'Italia, prende il via un esperimento che punta a chiudere un anello ancora aperto: usare la frazione organica dei rifiuti urbani e i prodotti assorbenti per l'igiene usati (pannolini, assorbenti, presidi per l'incontinenza) come materia prima per bioplastiche e cellulosa. Si chiama SOWISE+, acronimo di Solid Organic Waste Into Sustainable End-products, ed è coordinato da Contarina SpA, il gestore dei rifiuti dell'area trevigiana.

A Vienna la terra che esce dalle gallerie della nuova metropolitana non finisce in discarica: diventa mattone. Nell'ambito del cantiere U2xU5, il grande programma di ampliamento della rete metropolitana cittadina, Wiener Linien (l'azienda di trasporto pubblico della capitale austriaca) e il produttore di laterizi Wienerberger hanno avviato un progetto pilota che trasforma l'argilla estratta dallo scavo in 2,8 milioni di mattoni, quanti ne servono per circa 1.000 case unifamiliari.

A Casarano, in provincia di Lecce, due nuove mense scolastiche sono state realizzate con un sistema costruttivo ancora raro nell'edilizia pubblica italiana: pareti gettate in opera con un impasto di canapulo (la parte legnosa del fusto della canapa industriale), calce e acqua. I lavori, finanziati con fondi del PNRR per circa 1,4 milioni di euro complessivi, sono iniziati a maggio 2025 e si sono conclusi nell'estate 2026, dopo poco più di un anno di cantiere. Gli edifici, in via Agnesi e in via IV Novembre, sono a energia quasi zero (NZEB), completamente elettrici e dotati di fotovoltaico con accumulo.

Monaco di Baviera (Germania) — 2026. Prima di demolire o ristrutturare un edificio, quasi nessuno sa con precisione quanto calcestruzzo, acciaio o alluminio contenga. A Monaco di Baviera un progetto pilota ha provato a rispondere a questa domanda non per un singolo palazzo ma per un intero quartiere: nel distretto di Feldmoching-Hasenbergl circa 7.500 edifici sono stati analizzati con un software che ne stima la composizione materiale, facendo emergere oltre 4,4 milioni di tonnellate di calcestruzzo e più di 200.000 tonnellate di metalli. Il progetto, reso noto a maggio 2026, è un primo "catasto dei materiali" urbano: uno strumento per trattare la città esistente come un giacimento di risorse da recuperare. Va precisato fin dall'inizio che si tratta di un pilota basato su stime, non di un inventario misurato edificio per edificio.

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