Il 10 ottobre 2026 è uscita ONLYOFFICE Docs 10.0, nuova versione principale della suite per documenti, fogli di calcolo, presentazioni e PDF che molte aziende installano sui propri server, spesso abbinata a Nextcloud, come alternativa a Microsoft 365 e Google Workspace. Il rilascio porta una cinquantina di funzioni nuove, oltre mille correzioni e circa 35 vulnerabilità risolte, ma la notizia più rilevante per le imprese è un'altra: gli strumenti di intelligenza artificiale non sono più integrati nelle edizioni open source e diventano un modulo da installare a parte, collegabile anche a modelli eseguiti in casa.

Il 6 ottobre 2026 la Commissione europea ha adottato la proposta di un nuovo regolamento sulla standardizzazione europea (COM(2026) 780), destinato a sostituire il regolamento 1025/2012 in vigore da quattordici anni. Tre punti interessano da vicino le imprese che sviluppano, vendono o usano software: le norme armonizzate citate dalle leggi UE diventerebbero consultabili gratuitamente, i tempi per scriverle dovrebbero accorciarsi e, per la prima volta, il testo riconosce in modo esplicito open source e standard aperti come leve di concorrenza, interoperabilità e sovranità digitale. Per una PMI che deve dimostrare la conformità a regole come il Cyber Resilience Act, è una notizia concreta, anche se la strada legislativa è appena cominciata.

Il 30 settembre è uscita OpenProject 17.9, nuova versione del software open source tedesco per la gestione di progetti e attività. Rende più robusto lo strumento di importazione da Jira e sposta nell'edizione Community gratuita gli avvisi sulle scadenze, che prima erano a pagamento. Il giorno dopo il produttore ha annunciato che il team berlinese di bitcrowd lavorerà con OpenProject proprio sulle migrazioni da Jira. Tutto questo interessa alle aziende italiane che oggi usano Jira installato sui propri server: Atlassian non vende più nuove licenze Data Center e la versione arriverà a fine vita a marzo 2029.

Il 6 ottobre 2026 TrueNAS ha reso disponibile la prima release candidate di TrueNAS 27, la nuova versione del sistema operativo open source per NAS e storage basato su ZFS, molto diffuso anche nelle piccole imprese per file server, backup e archivio. La versione definitiva è attesa per inizio dicembre 2026. Le novità principali sono un servizio di archiviazione compatibile S3 integrato, il passaggio a OpenZFS 2.4 e al kernel Linux 6.18; ma diverse funzioni nuove sono legate al servizio TrueNAS Connect o all'edizione Enterprise, un dettaglio da valutare prima di pianificare l'aggiornamento.

Il 5 ottobre 2026 il progetto XCP-ng ha pubblicato il primo pacchetto di aggiornamenti di ottobre per la versione 8.3 LTS, l'hypervisor open source sviluppato dalla francese Vates e scelto da molte aziende come alternativa a VMware vSphere. Non è una nuova versione maggiore, ma contiene due novità che toccano da vicino chi gestisce un piccolo parco di server: la migrazione a caldo dei dischi virtuali tra storage diventa da 2 a 2,5 volte più veloce e i nuovi driver per le macchine virtuali Windows correggono un problema che poteva corrompere i dati durante snapshot e backup.

Il 2 ottobre 2026 Collabora, la società britannica che sviluppa la versione con supporto commerciale di LibreOffice, ha rilasciato Collabora Office Classic 26.04. Non è un aggiornamento di routine: la nuova versione della suite desktop "tradizionale" esce solo per Windows, non include più l'applicazione database (l'equivalente di Base) e viene presentata esplicitamente come un ponte verso la nuova Collabora Office, il programma desktop costruito sul motore di Collabora Online. Per le imprese che hanno scelto una suite per ufficio open source con assistenza, e in particolare per chi lavora anche su Mac o Linux o usa archivi creati con Base, è il momento di pianificare i prossimi due anni.

Il 30 settembre 2026 il progetto PrestaShop ha rilasciato la versione 9.2 della piattaforma e-commerce open source, molto diffusa tra i negozi online italiani di piccole e medie dimensioni. Le novità che interessano di più chi vende online sono il checkout in una sola pagina incluso di serie, un sistema nativo per aggiungere campi personalizzati a prodotti, clienti e ordini senza sviluppare moduli, i miglioramenti alle spedizioni multiple e le prime fondamenta per gestire clienti aziendali accanto ai privati. Arriva anche un assistente IA nel pannello di amministrazione, che però richiede attenzione sul fronte dei dati.

Il 29 settembre 2026 ThingsBoard, una delle piattaforme IoT più diffuse per raccogliere e visualizzare i dati di macchinari, sensori e impianti, ha annunciato che dalla versione 4.4 la Community Edition, finora rilasciata con licenza Apache 2.0, viene fusa con l'edizione commerciale in un unico prodotto distribuito con la Business Source License 1.1 (BUSL). Non è più software open source secondo la definizione OSI ma "source-available": il codice resta pubblico, l'uso in produzione è gratuito solo entro limiti precisi. Per le PMI manifatturiere che hanno costruito su ThingsBoard il monitoraggio delle linee, i cruscotti energetici o i progetti Industria 4.0 e Transizione 5.0, è il momento di contare i dispositivi e decidere la strategia.

Il governo dei Paesi Bassi sta costruendo una propria postazione di lavoro completamente open source per sostituire Windows e Microsoft Office negli uffici pubblici. Si chiama DAWO (Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid, ambiente di lavoro digitalmente autonomo per la pubblica amministrazione), è sviluppata dal ministero dell'Interno olandese, si basa sulla distribuzione Linux NixOS e sulla suite collaborativa MijnBureau, ed è in prova in otto comuni. Tra fine settembre e inizio ottobre 2026 il progetto è uscito allo scoperto con la pubblicazione del codice su Codeberg e una serie di approfondimenti della stampa tecnica europea. Per le imprese interessa per due motivi: il codice è rilasciato con licenza EUPL e può essere riusato, e il modo in cui un intero Stato organizza postazioni Linux gestite in modo centralizzato è un modello concreto anche per aziende con molte sedi o molti PC.

Il 1 ottobre 2026 è uscita la versione 26.8 di Keycloak, il software open source per la gestione delle identità e degli accessi (IAM) che permette di avere un unico login, il cosiddetto single sign-on, per tutte le applicazioni aziendali. La novità più rilevante guarda avanti: il supporto alle credenziali verificabili, la tecnologia alla base del portafoglio di identità digitale europeo (EUDI Wallet), passa da sperimentale ad anteprima. Insieme arrivano funzioni pensate per l'uso quotidiano, come la rotazione dei segreti senza interruzioni e l'API SCIM ora pienamente supportata. Per un'azienda che vuole controllare in casa chi accede a cosa, senza legarsi a un servizio cloud statunitense, è un aggiornamento da valutare.

Il 24 settembre 2026, all'Odoo Experience di Bruxelles, la società belga Odoo ha presentato la versione 20 del suo gestionale, uno dei software ERP e CRM con base open source più diffusi tra le piccole e medie imprese europee. Le novità principali sono agenti di intelligenza artificiale in grado di creare e modificare record, il supporto al protocollo MCP per collegare strumenti IA esterni ai dati aziendali e diversi miglioramenti per produzione e magazzino. Nella stessa occasione l'azienda ha annunciato il primo ritocco dei prezzi dell'abbonamento in quattro anni: due notizie che un'impresa che usa Odoo, o lo sta valutando, deve leggere insieme.

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