Il 1 ottobre 2026 è uscita la versione 26.8 di Keycloak, il software open source per la gestione delle identità e degli accessi (IAM) che permette di avere un unico login, il cosiddetto single sign-on, per tutte le applicazioni aziendali. La novità più rilevante guarda avanti: il supporto alle credenziali verificabili, la tecnologia alla base del portafoglio di identità digitale europeo (EUDI Wallet), passa da sperimentale ad anteprima. Insieme arrivano funzioni pensate per l'uso quotidiano, come la rotazione dei segreti senza interruzioni e l'API SCIM ora pienamente supportata. Per un'azienda che vuole controllare in casa chi accede a cosa, senza legarsi a un servizio cloud statunitense, è un aggiornamento da valutare.

Il 24 settembre 2026, all'Odoo Experience di Bruxelles, la società belga Odoo ha presentato la versione 20 del suo gestionale, uno dei software ERP e CRM con base open source più diffusi tra le piccole e medie imprese europee. Le novità principali sono agenti di intelligenza artificiale in grado di creare e modificare record, il supporto al protocollo MCP per collegare strumenti IA esterni ai dati aziendali e diversi miglioramenti per produzione e magazzino. Nella stessa occasione l'azienda ha annunciato il primo ritocco dei prezzi dell'abbonamento in quattro anni: due notizie che un'impresa che usa Odoo, o lo sta valutando, deve leggere insieme.

Dal 23 settembre 2026 openDesk, la suite open source per ufficio e collaborazione sviluppata dal centro tedesco per la sovranità digitale della pubblica amministrazione (ZenDiS), non passa più soltanto dai canali pubblici: con un nuovo programma partner, distributori, cloud provider e system integrator privati possono essere accreditati per rivenderla, ospitarla e installarla. È un passaggio che interessa direttamente le imprese, perché ZenDiS dichiara esplicitamente che anche i clienti del mondo aziendale potranno scegliere tra offerte professionali per i propri progetti di sovranità digitale.

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