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Dom, Ott
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Negli Stati Uniti, in un angolo rurale dello Utah meridionale, è appena successo qualcosa che i geologi aspettavano da decenni: una centrale geotermica ha iniziato a vendere elettricità pur non trovandosi su un vulcano, su una faglia idrotermale o su una delle rare aree del pianeta dove acqua calda e permeabilità delle rocce si incontrano naturalmente. Cape Station, il progetto dell'azienda americana Fervo Energy nella contea di Beaver, ha raggiunto l'operatività commerciale il 30 settembre 2026, un giorno prima del previsto, diventando secondo l'azienda il primo impianto geotermico "a sistemi avanzati" (Enhanced Geothermal Systems, EGS) di tipo greenfield, costruito da zero, a raggiungere questo traguardo su scala industriale in qualsiasi parte del mondo.

TRL 8 — Pre-commerciale: primo blocco da 33 MW in esercizio commerciale e in vendita di energia, con gli altri due blocchi della Fase 1 ancora in fase di collaudo; la tecnologia EGS nel suo complesso è quindi all'inizio della scalatura industriale, non ancora una soluzione matura e diffusa
Impatto potenziale: alto

Un sottomodulo fotovoltaico a perovskite di 30 per 30 centimetri, pari a 676 centimetri quadrati di area attiva, ha raggiunto un'efficienza di conversione certificata e stabilizzata del 23,5%, superando di 0,6 punti percentuali il precedente record per dispositivi di queste dimensioni. Il risultato, annunciato il 7 ottobre 2026 dall'Università del New South Wales (UNSW) di Sydney insieme al partner industriale cinese UtmoLight, non riguarda una cella di laboratorio grande come un'unghia — le celle a perovskite da record si misurano di solito intorno al centimetro quadrato — ma un dispositivo quasi 700 volte più grande, il banco di prova decisivo per capire se questa tecnologia potrà davvero arrivare sugli scaffali dei produttori di pannelli.

TRL 4-5 — Dimostrazione/prototipo: sottomodulo di grande area certificato in condizioni di laboratorio, modulo a piena scala (2,8 m²) ancora da realizzare
Impatto potenziale: alto

Il reattore sperimentale italiano per la fusione nucleare, il Divertor Tokamak Test (DTT) in costruzione al Centro ENEA di Frascati, ha superato un collaudo che l'ente di ricerca definisce "la prima dimostrazione europea di un gyrotron industriale da 170 GHz": il primo dei sedici generatori di microonde che dovranno riscaldare il plasma della macchina ha completato con successo i test, raggiungendo un'affidabilità del 95%. L'annuncio, diffuso da ENEA il 12 febbraio 2026, segna un passaggio tecnico non banale per un progetto che punta a fare dell'Italia uno dei poli europei di riferimento per la ricerca sulla fusione a confinamento magnetico.

TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo: componente industriale qualificato in una struttura di test realistica, mentre il tokamak nel suo complesso è ancora in fase di costruzione
Impatto potenziale: alto

A circa 300 miglia dalla costa dell'Oregon, un miglio sotto la superficie del Pacifico, una start-up di Seattle ha appena perforato il primo pozzo di un progetto che vuole fare qualcosa che nessuno ha mai tentato su scala industriale: trasformare il calore dei vulcani sottomarini in elettricità. Endurance Energy ha calato sul fondale dell'Axial Seamount — il vulcano sottomarino più attivo della costa nordoccidentale degli Stati Uniti — un generatore da 100 kilowatt battezzato Adélie, collegato a un pozzo scavato per 16 metri nella roccia vulcanica. È un progetto pilota, non ancora una centrale elettrica vera e propria, ma segna il passaggio dalla carta al cantiere per una tecnologia che la società, fondata da un ex ingegnere di SpaceX e finanziata con 54 milioni di dollari, punta a portare fino alla scala del gigawatt.

TRL 4-5 — Dimostrazione/prototipo: primo pozzo pilota perforato e generatore calato sul fondale, in fase di test per un anno, non ancora collegato per la produzione di energia destinata alla rete
Impatto potenziale: alto

Un gruppo di ricerca dell'Università di Nanjing, in collaborazione con l'Istituto Fujian per la Ricerca sulla Struttura della Materia dell'Accademia Cinese delle Scienze, ha portato l'efficienza delle celle solari tandem perovskite-organiche a un nuovo record: 27,35% in laboratorio, sceso a 26,88% nella certificazione indipendente. Il risultato, pubblicato il 7 settembre 2026 sulla rivista Joule e guidato dal chimico Qingdong Zheng, supera il precedente primato del 26,4% stabilito a giugno 2025 dal Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS) e apre una strada complementare a quella, ben più nota, delle celle tandem perovskite-silicio: un fotovoltaico interamente a film sottile, senza wafer di silicio, potenzialmente leggero e flessibile.

TRL 3 — Ricerca sperimentale: cella di piccola area validata in laboratorio con certificazione indipendente delle prestazioni, non ancora su celle di area maggiore o moduli
Impatto potenziale: medio

Una startup portoghese con sede a Viana do Castelo ha presentato una nuova piattaforma galleggiante pensata per sostenere turbine eoliche offshore da 18 MW e oltre, testata in vasca contro condizioni estreme paragonabili a quelle di un tifone. Gazelle Wind Power dichiara, rispetto a una piattaforma semisommergibile convenzionale di riferimento, una riduzione del 44% del CAPEX e del 52% del LCOE (il costo livellato dell'energia), risultati emersi da una campagna di test in vasca condotta insieme a una grande utility asiatica e presentati alla fiera WindEnergy Hamburg, in corso dal 22 al 25 settembre 2026.

TRL 4-5 — Dimostrazione/prototipo: design validato tramite modello fisico in vasca calibrato su simulazioni numeriche, non ancora un prototipo offshore a piena scala
Impatto potenziale: alto

Negli ultimi anni il fotovoltaico ha lasciato i confini del campo a terra per colonizzare tetti, specchi d'acqua e terreni coltivati: pannelli integrati negli edifici (BIPV), impianti galleggianti sui bacini idrici (floating PV) e sistemi agrivoltaici che condividono lo stesso ettaro con le colture. Un nuovo report dell'IEA-PVPS Task 13, il gruppo di lavoro internazionale sull'affidabilità e le prestazioni dei sistemi fotovoltaici dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, avverte però che questi tre segmenti non possono più essere progettati, testati e certificati con le stesse regole sviluppate per il fotovoltaico convenzionale a terra: le condizioni ambientali e i vincoli funzionali sono troppo diversi, e i protocolli di qualifica esistenti rischiano di lasciare scoperti guasti e degradazioni che emergono solo sul campo.

TRL 7-9 — Tecnologia matura/commerciale per l'hardware (BIPV e floating PV già installati su scala industriale, agrivoltaico in rapida diffusione), ma le metodologie di test e i protocolli di qualifica specifici per queste applicazioni sono ancora in fase di sviluppo
Impatto potenziale: alto

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