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Un aquilone sottomarino lungo dodici metri, ancorato al fondale e capace di "volare" nella corrente come un vero aquilone nel vento: è la tecnologia con cui la svedese Minesto punta a trasformare le correnti di marea in elettricità su scala commerciale. Il 5 novembre 2026, in occasione della ventesima Conferenza del SET Plan a Cork, la Commissione Europea ha assegnato al progetto Euro Dragon Farm, il parco a correnti marine da 10 megawatt che Minesto propone di realizzare in acque costiere irlandesi, il cosiddetto Sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform). Il riconoscimento arriva mentre lo stesso progetto è stato selezionato dalla Commissione per entrare nella fase di preparazione dell'accordo di sovvenzione (Grant Agreement Preparation) nell'ambito dell'Innovation Fund, per un contributo fino a 20,2 milioni di euro.

TRL 7-8 — Pre-commerciale: il singolo generatore Dragon 12 è già collegato alla rete e in esercizio alle Fær Øer, mentre il parco multi-unità, sia lì che in Irlanda, è ancora in fase di sviluppo dei siti e di finanziamento
Impatto potenziale: medio

Come funziona l'aquilone sottomarino di Minesto

Il sistema di Minesto, chiamato Dragon, non assomiglia alle turbine marine tradizionali, che si limitano a lasciarsi investire dalla corrente come pale eoliche sommerse. È piuttosto un'ala subacquea collegata al fondale tramite un cavo-tether, che porta anche i collegamenti elettrici e di comunicazione: spinta dalla corrente, l'ala descrive una traiettoria a forma di otto, generando una portanza idrodinamica che le permette di muoversi a una velocità più volte superiore a quella della corrente stessa. Una piccola turbina montata sull'ala sfrutta questo moto relativo per produrre elettricità. Il vantaggio dichiarato dall'azienda è che il sistema può operare anche dove le correnti sono troppo deboli per le turbine ad asse convenzionali, ampliando il numero di siti potenzialmente utilizzabili lungo le coste europee.

Dalle Fær Øer all'Irlanda: la scommessa del Dragon 12

Minesto non parte da zero. Nel 2020 un prototipo da 100 kW (DG100) ha ceduto per la prima volta elettricità alla rete delle Fær Øer, nello stretto di Vestmannasund: una tappa che l'azienda rivendica come la prima immissione in rete al mondo da un aquilone di marea. Nel 2022 sono seguiti due generatori Dragon 4, sempre da 100 kW, e nel febbraio 2024 è arrivato il salto di scala con il Dragon 12: un'unità da 1,2 MW, 12 metri di apertura alare e 28 tonnellate di peso, dieci volte più grande del Dragon 4, collegata con successo alla rete faroese. Il passo successivo, già pianificato, è l'installazione di sei Dragon 12 nel sito di Hestfjord, per un primo impianto da 10 MW; l'obiettivo dichiarato da Minesto per le Fær Øer è arrivare, con più siti, a 200 MW complessivi, una capacità che l'azienda stima potrebbe coprire circa il 40% del consumo elettrico dell'arcipelago. Euro Dragon Farm, il progetto irlandese appena premiato dalla Commissione, replica la stessa taglia di partenza, 10 MW, in acque costiere non ancora identificate pubblicamente nel dettaglio.

Il Sigillo STEP e il finanziamento Innovation Fund

Il Sigillo STEP non è un contributo economico diretto, ma un'etichetta di qualità con cui la Commissione Europea segnala i progetti ritenuti strategici per la Strategic Technologies for Europe Platform, lo strumento con cui l'UE cerca di dirigere capitali pubblici e privati verso tecnologie critiche per la competitività industriale e la sicurezza energetica del continente. Secondo quanto comunicato da Minesto, il riconoscimento è pensato per facilitare l'accesso a investimenti pubblici e privati complementari, più che per erogarli direttamente. Il finanziamento vero e proprio passa da un altro canale, l'Innovation Fund: Euro Dragon Farm è stato selezionato per entrare nella fase di preparazione dell'accordo di sovvenzione, un passaggio preliminare alla firma del contratto, per un contributo indicato in 20,2 milioni di euro, pari a circa il 60% dell'investimento complessivo necessario, che risulterebbe quindi nell'ordine dei 33-34 milioni di euro. Si tratta dunque di un finanziamento non ancora formalizzato, non di una sovvenzione già erogata.

Energia dalle correnti marine: un tassello di nicchia ma strategico

L'energia dalle correnti di marea resta una tecnologia di nicchia nel panorama delle rinnovabili: a differenza del fotovoltaico o dell'eolico, è utilizzabile solo dove la geografia crea correnti sufficientemente intense e regolari, tipicamente stretti, canali e coste con forte escursione di marea come quelle di Scozia, Galles, Irlanda e, appunto, Fær Øer. Proprio per questo l'Unione Europea la considera una tecnologia da sostenere con strumenti dedicati come l'Innovation Fund e il Sigillo STEP, nell'ottica di diversificare il mix delle rinnovabili e rafforzare una filiera industriale europea, di cui Minesto, quotata al Nasdaq First North di Stoccolma e con circa trentasei dipendenti secondo gli ultimi dati pubblici, è oggi uno dei pochi attori specializzati.

Il commento di PINET

Per l'Italia la ricaduta diretta di questa tecnologia resta limitata: il Mediterraneo ha un'escursione di marea quasi nulla rispetto all'Atlantico, e le correnti sufficientemente intense da rendere conveniente un aquilone come il Dragon si contano sulle dita di una mano, a partire dallo Stretto di Messina, dove ENEA studia da anni il potenziale energetico delle correnti marine e dove già a inizio anni 2000 era stata sperimentata una turbina italiana, la GEM di Ponte di Archimede. Quell'esperienza pionieristica non si è tradotta in un mercato interno, e la leadership tecnologica si è nel frattempo spostata verso Nord Europa e Atlantico. Per le imprese italiane della componentistica meccanica, elettrica e navale resta comunque uno spazio possibile come fornitrici della filiera europea, più che come sviluppatrici di impianti propri sul territorio nazionale. Gli ostacoli pratici - un capitale necessario ancora superiore al contributo pubblico disponibile, siti idonei scarsi anche nel resto d'Europa, e una tecnologia che, nonostante sei anni di esercizio alle Fær Øer, non ha ancora reso pubblici dati di producibilità o fattore di capacità verificati in modo indipendente - suggeriscono un giudizio prudente: un passo avanti reale per la diversificazione delle rinnovabili europee, ma non un'opzione energetica a breve termine per il nostro Paese.

Fonte: Minesto AB, comunicato stampa del 5 novembre 2026, con dati da Offshore Energy, "10 MW tidal energy project gets EU seal for contribution to energy goals" e dalla pagina Minesto, "The Faroe Islands".