Il 3 novembre è uscita Metabase 65, nuova versione dello strumento open source di business intelligence usato per costruire cruscotti e report sui dati del gestionale, dell'e-commerce o del CRM. La novità che interessa di più le aziende riguarda il controllo dei dati: l'assistente Metabot, che ora legge anche i risultati delle query, può girare su modelli di intelligenza artificiale installati in casa tramite Ollama o vLLM, e la nuova modalità di analisi Research è disponibile anche nell'edizione libera con licenza AGPL. Per una PMI che oggi paga Power BI o Tableau, o che vive di fogli Excel, è un'occasione per valutare un'alternativa che non obbliga a mandare i numeri aziendali a un servizio esterno.
Che cosa cambia con la versione 65
Metabase si collega ai database aziendali (PostgreSQL, MySQL, SQL Server e oltre venti altre fonti) e permette di interrogarli con un'interfaccia a clic oppure in SQL, senza licenze per utente nell'edizione open source. Secondo le note di rilascio ufficiali, la versione 65 aggiunge la modalità Research, in cui l'assistente IA conduce un'analisi in più passaggi, e consente a Metabot di leggere i risultati delle interrogazioni per commentarli; entrambe le funzioni sono dichiarate disponibili "in tutti i piani, compreso l'open source". Chi installa Metabase sui propri server può ora far funzionare Metabot su un modello locale tramite Ollama o vLLM, invece di appoggiarsi a un fornitore di IA esterno. Arrivano anche gli eventi annotati sui cruscotti (per esempio il lancio di una promozione sovrapposto al grafico delle vendite) e, in beta, le data app: piccole applicazioni interne e moduli che scrivono nel database, riservate però ai piani a pagamento Pro ed Enterprise.
Cosa significa per le imprese
Il punto di interesse per una PMI è la possibilità di avere cruscotti con un assistente in linguaggio naturale senza che fatturato, margini o anagrafiche clienti escano dall'azienda: con un modello locale l'intera catena resta sotto il proprio controllo, un aspetto rilevante sia per il GDPR sia per chi tiene alla sovranità dei propri dati. Chi preferisce non gestire server può usare Metabase Cloud scegliendo la regione di hosting di Francoforte, quindi in Unione Europea. L'interfaccia è disponibile in italiano, anche se la stessa documentazione avverte che alcune traduzioni sono curate dalla comunità e possono essere imperfette, e la documentazione tecnica è in inglese. Prima di aggiornare va letta una nota tecnica: le vecchie impostazioni di incorporamento dei cruscotti vengono unificate in un'unica opzione e, come avverte Metabase, l'aggiornamento può riattivare l'incorporamento per utenti ospiti se una delle vecchie impostazioni era attiva. Chi pubblica cruscotti sul sito o nel portale clienti deve quindi controllare la configurazione subito dopo l'upgrade.
Limiti e costi reali
Metabase segue un modello open core. L'edizione libera è distribuita con licenza AGPL, mentre l'edizione Enterprise è codice source-available con licenza commerciale. Alcune funzioni importanti per un'azienda restano a pagamento: secondo la pagina dei prezzi, permessi a livello di riga e colonna (per esempio far vedere a ogni agente solo i propri clienti), single sign-on, audit degli accessi, white label e controlli sull'uso dell'IA partono dal piano Pro, che costa 575 dollari al mese con 10 utenti inclusi e 12 dollari per ogni utente in più. Il piano Starter costa 100 dollari al mese con 5 utenti inclusi e 6 dollari per utente aggiuntivo, ma aggiunge soprattutto l'autenticazione a due fattori e il supporto via email; l'Enterprise parte da 20.000 dollari l'anno. Anche l'edizione libera ha costi: un server o una macchina virtuale, Java 25 o Docker, un database PostgreSQL dedicato per i metadati (quello predefinito H2 è sconsigliato in produzione), backup e aggiornamenti. Il lavoro più impegnativo è però a monte, nel collegare e pulire i dati del gestionale e definire indicatori condivisi; per una piccola azienda senza un tecnico interno serve quasi sempre un consulente, da mettere a budget insieme alla formazione degli utenti. Infine, un modello IA locale richiede hardware adeguato, spesso una scheda grafica dedicata, e le sue risposte vanno verificate.
Il commento di PINET
Metabase 65 conferma una tendenza: l'intelligenza artificiale applicata ai dati aziendali non deve per forza passare da un cloud statunitense. Per una PMI italiana la strada più prudente è partire dall'edizione AGPL su un server interno, con pochi cruscotti di vendita o magazzino e l'assistente IA spento o collegato a un modello locale, e valutare il piano Pro solo quando servono permessi granulari o accesso con le credenziali aziendali. Va anche ricordato che la licenza AGPL comporta obblighi precisi se si modifica il software e lo si espone a terzi: un motivo in più per darsi regole interne sull'uso dell'open source, tema su cui molte piccole imprese sono ancora indietro, come emerso dal report di Linux Foundation Europe sulla gestione dell'open source.
| Soluzione | Metabase 65 (business intelligence e analisi dati) |
|---|---|
| Area d'uso | Cruscotti e report su dati di gestionale, ERP, CRM ed e-commerce; analisi self-service con assistente IA |
| Alternativa a | Microsoft Power BI, Tableau, Looker, report manuali in Excel |
| Licenza | Edizione Open Source sotto AGPL 3.0, approvata OSI; edizione Enterprise source-available con licenza commerciale Metabase |
| Modello | Open core: edizione community gratuita, piani commerciali Starter, Pro ed Enterprise con funzioni aggiuntive e supporto |
| Installazione | Entrambi: self-hosted (Docker o file JAR con Java 25, PostgreSQL consigliato per i metadati) oppure Metabase Cloud con regione di hosting a Francoforte (UE) |
| Italiano | Interfaccia disponibile in italiano (traduzione in parte della comunità); documentazione ufficiale in inglese |
| Supporto in Italia | Nessun partner italiano indicato dalle fonti ufficiali; supporto del produttore in inglese solo nei piani a pagamento; installazione e modellazione dei dati da affidare a consulenti di data analytics locali, da verificare caso per caso |
| Costo reale | Nessun costo di licenza per l'edizione AGPL; da mettere a budget server, database, backup, aggiornamenti, consulenza per collegare e pulire i dati, formazione ed eventuale hardware per l'IA locale. Piani a pagamento: Starter 100 dollari al mese (5 utenti inclusi), Pro 575 dollari al mese (10 utenti inclusi), Enterprise da 20.000 dollari l'anno, tasse escluse |
| Indice di prontezza PMI | 3/5 - Maturo con integratore (prodotto diffuso e semplice da installare, ma permessi granulari e single sign-on sono a pagamento e il valore dipende dal lavoro sui dati, che richiede un tecnico o un consulente; indice editoriale, non una certificazione) |
| Sito / repository | metabase.com - github.com/metabase/metabase |
| Fonte | Metabase, note di rilascio della versione 65, 3 novembre 2026; Metabase, prezzi; Metabase, licenze; Clever Cloud, changelog del 3 novembre 2026 |
Immagine: foto di Luke Chesser su Unsplash (licenza Unsplash).