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Dom, Ott
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Un impianto pilota tedesco ha prodotto finora 300.000 litri di benzina sintetica partendo da metanolo rinnovabile, dimostrando per la prima volta l'intera filiera industriale degli e-fuel in scala pre-commerciale: dal metanolo verde ricavato in Danimarca da elettricità rinnovabile e CO2 catturata, fino a una benzina compatibile al 100% con le auto a benzina già in circolazione, senza alcuna modifica al motore o alla rete di distribuzione dei carburanti. Il risultato, ottenuto dall'azienda tedesca CAC Engineering insieme alla TU Bergakademie Freiberg nell'ambito del progetto di ricerca DeCarTrans, è stato reso pubblico a metà settembre 2026, in occasione di una visita al sito dell'allora presidente della regione tedesca della Sassonia, Michael Kretschmer.

TRL 6-7 — Pre-commerciale: impianto pilota in funzionamento continuativo con filiera end-to-end dimostrata insieme a partner industriali reali, ma nessun impianto commerciale ancora in esercizio
Impatto potenziale: alto

In una struttura di ricerca a Dalian, sulla costa nord-orientale della Cina, un impianto alimentato con acqua di mare produce ormai idrogeno e acqua dolce nello stesso processo, usando il calore generato dall'elettrolisi per dissalare l'acqua che lo alimenta. Il sistema, sviluppato dal Dalian Institute of Chemical Physics (DICP) dell'Accademia Cinese delle Scienze (CAS) e descritto il 15 settembre 2026 sulla rivista Nature Energy, ha raggiunto la scala di 250 kilowatt dopo un pilota industriale da 20 kW che ha funzionato per 100 giorni consecutivi senza interruzioni: un salto di scala non banale per una tecnologia, l'elettrolisi dell'acqua di mare, che finora si era fermata quasi sempre al banco di laboratorio.

TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo in scala pre-industriale: pilota da 20 kW e sistema da 250 kW testati con continuità operativa presso il centro di ricerca, non ancora un impianto commerciale sul mercato
Impatto potenziale: alto

A Genova, nello stabilimento storico di Ansaldo Energia, è entrata in funzione una linea di produzione capace di sfornare oltre 300 MW l'anno di stack per elettrolizzatori a membrana a scambio anionico (AEM, Anion Exchange Membrane). L'annuncio, dato il 16 settembre 2026 da Ansaldo Green Tech, la controllata del gruppo genovese dedicata alle tecnologie per la transizione energetica, segna il passaggio dal prototipo dimostrativo alla capacità industriale per una tecnologia di elettrolisi che l'Italia, a differenza di molti concorrenti europei, sviluppa e produce in casa propria, dalla progettazione della cella fino all'assemblaggio dello stack.

TRL 7-8 — Pre-commerciale: linea di produzione industriale completata, collaudi e ottimizzazione in corso, primi elettrolizzatori containerizzati da 1 MW già venduti e installati sul territorio, avvio della produzione su scala industriale nei prossimi mesi
Impatto potenziale: alto

Vista al microscopio, la parte più innovativa dell'elettrolizzatore di Hysata assomiglia a una banalissima spugna da cucina. È attorno a quel pezzo di schiuma polimerica porosa che l'azienda australiana ha costruito una tecnologia che rivendica il record mondiale di efficienza nella produzione di idrogeno verde, e che ora si prepara al grande salto: il governo australiano ha stanziato fino a 49 milioni di dollari australiani (circa 30 milioni di euro) per finanziare, all'interno di un progetto complessivo da quasi 98 milioni, la prima linea di produzione in serie dei suoi elettrolizzatori "capillary-fed" a Port Kembla, nel Nuovo Galles del Sud. L'annuncio, dato il 18 settembre 2026 dall'agenzia governativa ARENA (Australian Renewable Energy Agency), arriva a pochi mesi dal primo ordine commerciale vincolante su scala megawatt firmato dall'azienda con un gruppo industriale internazionale.

TRL 7-8 — Pre-commerciale: tecnologia validata in progetti pilota e dimostrativi, primo ordine commerciale firmato, linea di produzione in serie in fase di realizzazione
Impatto potenziale: alto

Sotto la Toscana, l'Appennino ligure-emiliano e il bacino del Po potrebbero nascondersi milioni di tonnellate di idrogeno naturale (o "bianco"), il gas che si forma spontaneamente nel sottosuolo senza bisogno di elettrolizzatori né di energia elettrica per produrlo. A dirlo non è una start-up in cerca di investitori, ma il CNR, che il 31 agosto 2026 ha reso pubblica la prima mappa geologica italiana di prospettività per questa risorsa, frutto di uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Hydrogen Energy. Non si tratta di un giacimento scoperto e pronto da sfruttare, ma di un nuovo metodo scientifico che indica per la prima volta, in modo sistematico, dove in Italia converrebbe cercarlo.

TRL 2-3 — Ricerca esplorativa: metodologia di analisi geologica validata su dati esistenti, nessuna perforazione o attività estrattiva ancora avviata
Impatto potenziale: medio

Mentre il boom dei data center per l'intelligenza artificiale mette sotto pressione le reti elettriche di mezzo mondo, la britannica Ceres Power ha lanciato Ceres Endura, una piattaforma di pile a ossido solido che può funzionare sia come generatore elettrico ad alta efficienza sia, invertendo il processo, come elettrolizzatore per produrre idrogeno. A giugno 2026 l'azienda ha raccolto 103 milioni di sterline in borsa per finanziare proprio la messa in scala industriale di questa tecnologia, puntando dritta sulla domanda di potenza on-site dei centri dati dell'IA.

TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo avanzato: piattaforma annunciata e specifiche tecniche pubblicate, produzione in scala e primi impianti commerciali ancora da avviare
Impatto potenziale: alto