Colline toscane, area di massima prospettività per l'idrogeno naturale

Sotto la Toscana, l'Appennino ligure-emiliano e il bacino del Po potrebbero nascondersi milioni di tonnellate di idrogeno naturale (o "bianco"), il gas che si forma spontaneamente nel sottosuolo senza bisogno di elettrolizzatori né di energia elettrica per produrlo. A dirlo non è una start-up in cerca di investitori, ma il CNR, che il 31 agosto 2026 ha reso pubblica la prima mappa geologica italiana di prospettività per questa risorsa, frutto di uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Hydrogen Energy. Non si tratta di un giacimento scoperto e pronto da sfruttare, ma di un nuovo metodo scientifico che indica per la prima volta, in modo sistematico, dove in Italia converrebbe cercarlo.

TRL 2-3 — Ricerca esplorativa: metodologia di analisi geologica validata su dati esistenti, nessuna perforazione o attività estrattiva ancora avviata
Impatto potenziale: medio

Mentre il boom dei data center per l'intelligenza artificiale mette sotto pressione le reti elettriche di mezzo mondo, la britannica Ceres Power ha lanciato Ceres Endura, una piattaforma di pile a ossido solido che può funzionare sia come generatore elettrico ad alta efficienza sia, invertendo il processo, come elettrolizzatore per produrre idrogeno. A giugno 2026 l'azienda ha raccolto 103 milioni di sterline in borsa per finanziare proprio la messa in scala industriale di questa tecnologia, puntando dritta sulla domanda di potenza on-site dei centri dati dell'IA.

TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo avanzato: piattaforma annunciata e specifiche tecniche pubblicate, produzione in scala e primi impianti commerciali ancora da avviare
Impatto potenziale: alto