Batterie al sodio più sicure: ENEA scommette sui liquidi ionici
Il litio ha un problema di indirizzo: si trova quasi tutto in Australia, Cile, Argentina e Cina, e la sua estrazione porta con sé costi ambientali e geopolitici che l'Europa conosce bene. Il sodio, al contrario, è ovunque — è oltre mille volte più abbondante nella crosta terrestre — ma le batterie che lo usano faticano ancora a competere con il litio su un punto preciso: l'elettrolita, il liquido che permette agli ioni di muoversi tra i due elettrodi, che nelle formulazioni convenzionali resta infiammabile e instabile alle alte temperature. È su questo nodo che lavora da tempo il Laboratorio ACEL di ENEA (Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili), che insieme al Dipartimento di Ingegneria Chimica Materiali Ambiente della Sapienza Università di Roma ha messo a punto un elettrolita ibrido a base di liquidi ionici pensato specificamente per le batterie sodio-ione, con risultati pubblicati sulla rivista scientifica Batteries e ripresi a fine settembre in una nota diffusa dall'agenzia.
TRL 3-4 — Ricerca sperimentale/dimostrazione iniziale: formulazione validata in laboratorio su celle a bottone, con test di conducibilità e stabilità elettrochimica; prototipi da 1 Ah già in prova, prototipi da 10-30 Ah previsti nei prossimi mesi, nessun prodotto commerciale
Impatto potenziale: medio