Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Dopo anni di rinvii e di indiscrezioni, Apple ha fissato la data della sua offensiva nella smart home: il 13 ottobre 2026 l'azienda presenterà tre nuovi prodotti pensati per il controllo della casa connessa, secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg. Al centro dell'annuncio c'è HomePad, il primo hub domestico con schermo mai realizzato da Apple, affiancato da un HomePod mini di seconda generazione e da un nuovo Apple TV 4K. È un lancio che arriva sotto la guida del nuovo amministratore delegato John Ternus, succeduto a Tim Cook alla guida operativa dell'azienda nell'aprile 2026, e che Bloomberg descrive come un momento chiave per l'espansione di Apple in una categoria di prodotto finora dominata da Amazon e Google.

HomePad: un display con il design dell'iMac G4

Il protagonista dell'evento è HomePad, un hub con schermo quadrato da 6 pollici che riprende esplicitamente l'estetica dell'iMac G4 del 2002: base semisferica e display che può essere ruotato, inclinato, alzato e abbassato per seguire l'utente nella stanza. Il dispositivo, sviluppato internamente con il nome in codice J490, sarà proposto in due varianti, una da appoggio con altoparlante integrato che funziona anche come HomePod autonomo, e una da parete pensata per essere installata come pannello di controllo fisso in cucina o all'ingresso di casa.

Dal punto di vista software, HomePad introduce un sistema operativo pensato apposta per l'hub, che secondo le fonti di Bloomberg unisce elementi di iOS per l'interfaccia touch a componenti derivati da tvOS e watchOS per la gestione dei processi in background. Tra le funzioni previste ci sono il riconoscimento facciale e vocale per personalizzare i contenuti mostrati a ogni membro della famiglia, il controllo di termostati, serrature e altri dispositivi smart, le videochiamate, la visualizzazione delle foto sincronizzate su iCloud, lo streaming musicale e una modalità dedicata alla cucina con ricette, video e FaceTime attivabile mentre si cucina. È prevista anche una modalità ospite che nasconde le informazioni personali quando il dispositivo viene usato da persone esterne al nucleo familiare. Il chip a bordo dovrebbe essere un Apple A18 o una variante più recente, sufficiente a far girare le funzioni di Siri potenziata dall'intelligenza artificiale che Apple ha promesso da tempo e che avrebbe contribuito, secondo le ricostruzioni della stampa specializzata, ai ripetuti rinvii del progetto rispetto al debutto originariamente previsto per il 2024.

HomePod mini 2 e il nuovo Apple TV 4K

Accanto a HomePad, Apple aggiornerà anche gli altri due tasselli del proprio ecosistema per la casa. Il nuovo HomePod mini dovrebbe integrare un chip più recente con supporto nativo per Siri basata su intelligenza artificiale, il chip proprietario N1 con connettività Wi-Fi 7 e una seconda generazione del chip Ultra Wideband per il posizionamento di precisione, oltre a una qualità audio migliorata e nuove colorazioni, tra cui rosa e verde, senza modifiche sostanziali al design esterno.

Il nuovo Apple TV 4K, che sarebbe alla sua quarta generazione, dovrebbe montare un chip A19 o A19 Pro, con la RAM che passerebbe da 8 a 12 gigabyte, lo stesso chip N1 con Wi-Fi 7 presente sugli altri due dispositivi e un Siri Remote aggiornato. Anche in questo caso il design esterno resterebbe sostanzialmente invariato rispetto al modello attuale.

Un mercato già presidiato da Amazon e Google

L'ingresso di Apple nella categoria degli smart display arriva con anni di ritardo rispetto ai concorrenti: Amazon propone da tempo la gamma Echo Show, mentre Google ha costruito attorno al Nest Hub un'offerta di dispositivi economici e diffusi capillarmente nelle case di mezzo mondo. La scommessa di Apple non è competere sul prezzo, ma su un ecosistema già installato in decine di milioni di case tramite HomeKit, HomePod e Apple TV, e su un'interfaccia che promette continuità visiva e funzionale con iPhone, iPad e Mac. Per chi lavora nel settore della smart home, dagli integratori di sistemi domotici alle aziende che sviluppano accessori compatibili, l'arrivo di un hub Apple con logica computazionale propria significa dover valutare a breve un nuovo standard di riferimento, con implicazioni su certificazioni, API disponibili per sviluppatori terzi e compatibilità con i protocolli aperti come Matter e Thread già supportati dall'ecosistema Apple Home. Le fonti citate da Bloomberg indicano inoltre che un modello successivo, con schermo da 9 pollici e un braccio robotico capace di orientare il display seguendo la persona nella stanza, è già in sviluppo per gli anni a venire.

Il commento di PINET

Per il mercato italiano della domotica, oggi frammentato tra soluzioni Amazon, Google e una miriade di produttori compatibili Matter e Thread, l'arrivo di un hub Apple con ambizioni di sistema operativo proprio è un segnale da seguire più che un evento immediato: il prezzo non è stato ancora comunicato e la vera partita si giocherà sulla effettiva apertura di HomePad a dispositivi di terze parti, cruciale in un paese dove il parco di prese, termostati e videocitofoni smart installati è quasi sempre multimarca. Le funzioni di riconoscimento facciale e vocale integrate in un hub sempre acceso in salotto o in cucina meritano inoltre attenzione dal punto di vista della protezione dei dati personali, un tema su cui il Garante Privacy italiano è già intervenuto in passato su altri assistenti vocali domestici, e su cui sarà importante capire quali garanzie normative offrirà Apple per il mercato europeo. Nel complesso si tratta di un lancio hardware rilevante per il settore, ma la sua reale utilità per famiglie e professionisti italiani dell'installazione domotica si potrà valutare solo dopo la presentazione ufficiale del 13 ottobre, quando saranno noti prezzo, disponibilità in Italia e grado di apertura verso l'ecosistema smart home non Apple.

Fonte: 9to5Mac e MacRumors