Open311 è lo standard aperto e gratuito che permette a cittadini, app e sviluppatori di inviare e consultare le segnalazioni non urgenti rivolte al Comune — buche, lampioni spenti, rifiuti abbandonati, graffiti — in un formato comune, indipendente dal fornitore del software. Nato tra il 2009 e il 2010 attorno al sistema 311 di Washington D.C. e di San Francisco, con il sostegno di OpenPlans e Code for America, è la base su cui si è sviluppato un intero ecosistema di software 311 open source.
Il "311" è il numero unico municipale per i servizi non di emergenza, introdotto per la prima volta a Baltimora nel 1996. Open311 ne è l'evoluzione digitale e aperta: invece di un call center o di un'app chiusa, ogni città espone un'interfaccia (API) standard — la specifica GeoReport v2, consolidata nel 2011 — attraverso cui qualunque applicazione può inviare una segnalazione geolocalizzata e seguirne lo stato. Tra i promotori c'è Philip Ashlock, allora a OpenPlans, co-autore dello standard. Il vantaggio principale è l'interoperabilità: un'app scritta per una città funziona anche in tutte le altre che adottano lo stesso standard, e i dati delle segnalazioni possono essere pubblicati come open data.
Attorno allo standard sono nati diversi software open source riutilizzabili dalle amministrazioni. La Città di Bloomington (Indiana) ha rilasciato nel 2012 uReport, un CRM leggero per la gestione delle segnalazioni, e l'app GeoReporter per iOS e Android: la prima suite completa client-server interamente open source per Open311. In Europa, Mark-a-Spot — piattaforma open source basata su Drupal — è stata adottata da diverse città tedesche, mentre FixMyStreet di mySociety supporta a sua volta lo standard. Il codice di Mark-a-Spot è stato riutilizzato anche fuori dall'Europa, ad esempio a Maputo (Mozambico) per il monitoraggio partecipativo della raccolta rifiuti. Nel 2017 si contavano circa 35 endpoint cittadini Open311 nel mondo, tra cui Chicago, Toronto, Boston, Helsinki, Colonia e Bonn.
Il limite dello standard è la disomogeneità delle implementazioni: alcune città pubblicano tutte le segnalazioni (anche quelle arrivate per telefono), altre solo quelle inviate via API, e la qualità dei server varia molto. Resta però l'esempio più noto di come un protocollo aperto possa sottrarre la partecipazione civica "di base" alla dipendenza da un singolo fornitore commerciale — una questione ancora aperta anche in Italia, dove il mercato delle segnalazioni civiche è frammentato tra piattaforme proprietarie.
| Paese | Stati Uniti (origine); adottato anche in Canada, Germania, Finlandia, Regno Unito e altri Paesi |
|---|---|
| Città/territorio | Washington D.C. e San Francisco (origine); circa 35 endpoint cittadini nel 2017, tra cui Chicago, Boston, Toronto, Helsinki, Colonia, Bonn |
| Tipo | Standard aperto (API GeoReport v2) per le segnalazioni non urgenti ai Comuni, con software open source che lo implementano |
| Livello istituzionale | Comunale (ogni città espone il proprio endpoint Open311) |
| Tecnologia | Specifica aperta GeoReport v2; implementazioni open source come uReport/GeoReporter (Bloomington), Mark-a-Spot (Drupal), FixMyStreet Platform |
| Chi può partecipare | Chiunque, tramite qualsiasi app o sito compatibile con lo standard |
| Costo | Standard libero da licenze e canoni; software open source riutilizzabile gratuitamente (costi di installazione e gestione a carico dell'ente) |
| URL ufficiale | open311.org · specifica GeoReport v2 |
| Caso concreto | Bloomington (Indiana) rilascia nel 2012 uReport e GeoReporter, prima suite client-server completamente open source per Open311 |
| Risultato | Protocollo di riferimento per l'interoperabilità dei sistemi 311, adottato da decine di città e supportato anche da fornitori commerciali come SeeClickFix |
| Lingua | Inglese (specifica); le implementazioni sono in lingua locale |
| Indice PINET | 7/16 – Consultazione (standard aperto e software riutilizzabile che riducono la dipendenza dai fornitori, ma adozione e qualità disomogenee tra le città; indice editoriale, non una certificazione scientifica) |