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Lun, Ott
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Nella città francese di Béziers, nel dipartimento dell'Hérault, una parte dell'acqua che esce dal depuratore non finisce più nel fiume Orb: viene caricata su autocisterne e usata per irrigare il verde pubblico, lavare le strade e spurgare le reti fognarie. Il sistema, in funzione da luglio 2024, riutilizza ogni anno 34.500 metri cubi di acqua trattata di qualità A al posto dell'acqua potabile. Il caso è documentato in una scheda di esperienza pubblicata nel settembre 2026 dall'Agence de l'eau Rhône-Méditerranée-Corse, l'agenzia pubblica di bacino che ha cofinanziato l'opera.

Pontedera (Pisa), Toscana — 2026. Quando arriva un temporale violento, la prima acqua che scorre su strade, piazzali e tetti si porta dietro tutto quello che trova: residui di pneumatici, oli, metalli pesanti, pesticidi, microplastiche, sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). In molte città quella miscela finisce nella rete fognaria e, quando la rete non regge, negli scolmatori e da lì nei corsi d'acqua. A Pontedera, nel Valdarno inferiore, il gestore idrico Acque SpA ha costruito accanto al depuratore di via Hangar un impianto pilota che prova a intercettare proprio quest'acqua e a ripulirla con un sistema di fitodepurazione: vasche di sabbia e ghiaia, piante acquatiche e microrganismi che trattengono e degradano gli inquinanti. È la tappa italiana di D4RUNOFF, un progetto europeo Horizon Europe da 3,3 milioni di euro che dal 2022 al 2026 ha messo a confronto tre città e tre approcci diversi al problema delle acque di pioggia inquinate.

Lünen (Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania) - 2026. L'acqua che scende dalla doccia o dal lavandino, e quella che cade sui tetti durante un temporale, nelle nostre case finisce quasi sempre in fognatura senza essere utilizzata. In un nuovo quartiere residenziale di Lünen, città della Ruhr, da qualche anno succede il contrario: sette palazzine plurifamiliari, con 67 alloggi, trattano le acque grigie e raccolgono la pioggia per riutilizzarle, ne recuperano il calore con pompe di calore e affidano lo smaltimento delle acque meteoriche a un viale alberato che funziona da filtro naturale. Il sistema si chiama i.WET (integriertes Wasser-Energie-Transitionskonzept) ed è stato sviluppato dal Fraunhofer ISI, che ad agosto 2026 ha reso noti i risultati del progetto dimostrativo.

Argelès-sur-Mer (Pirenei Orientali, Francia) — 2026. Fino a poco tempo fa l'acqua depurata dei bagni, delle docce e dei ristoranti di una delle località balneari più frequentate del Roussillon finiva in mare. Oggi, nei mesi estivi, risale invece verso le campagne: il 20 giugno 2026 è stato inaugurato ad Argelès-sur-Mer quello che viene presentato come il più grande impianto francese di riutilizzo delle acque reflue trattate (in Francia la sigla è REUT) destinato all'irrigazione agricola. L'opera è stata realizzata dalla comunità di comuni Albères-Côte Vermeille-Illibéris con le tecnologie di Veolia, in un territorio che tra il 2021 e il 2024 ha vissuto una siccità così severa da avere restrizioni prefettizie sull'uso dell'acqua quasi permanenti!!!!!!

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