Linux Foundation Decentralized Trust, il principale consorzio open source dedicato alle tecnologie blockchain per il mondo enterprise, ha annunciato l'ingresso di quindici nuovi membri, tra cui spiccano il rientro di Swift, l'infrastruttura di messaggistica che collega oltre 11.000 istituti finanziari nel mondo, e della banca statunitense Wells Fargo. All'annuncio, diffuso il 24 settembre 2026 in occasione della conferenza Sibos a Miami, si accompagnano una nuova iniziativa per l'infrastruttura di tokenizzazione, un laboratorio dedicato all'interoperabilità tra ledger diversi e il rilascio più importante finora della piattaforma Hyperledger Cacti.
Quindici nuovi membri, con Swift e Wells Fargo che rientrano nel consorzio
Tra i nuovi arrivi nella categoria dei membri generali figurano, oltre a Swift e Wells Fargo, anche Brickken, CertiK, Cosmos, DCP Co., EthSystems, Hypernative, Interchain Foundation, Sui Foundation, Vana e Zeeve, mentre tra i membri associati entrano Ethereum Institutional, EUROPEUM e Fenasbac, l'associazione brasiliana dei dipendenti della banca centrale. Per Swift, Wells Fargo e Zeeve si tratta in realtà di un rientro, non di una prima adesione: un dettaglio che segnala come il rapporto tra le grandi istituzioni finanziarie e il principale consorzio open source per la blockchain enterprise sia più ciclico che lineare, con ingressi e uscite legati probabilmente alle priorità interne dei singoli istituti più che a un giudizio definitivo sulla tecnologia. Daniela Barbosa, a capo delle tecnologie decentralizzate della Linux Foundation e direttrice esecutiva di LF Decentralized Trust, ha dichiarato che il settore ha raggiunto un punto di non ritorno nella commercializzazione degli asset digitali, sottolineando che miliardi di dollari in asset si muovono già su sistemi in produzione costruiti con le tecnologie del consorzio.
Due nuovi progetti per collegare ledger diversi e tokenizzare asset
Accanto ai nuovi membri, l'annuncio introduce due iniziative tecniche distinte. La prima, battezzata CLPR, è un nuovo laboratorio per un protocollo di messaggistica cross-ledger che non si basa su bridge: contribuito dal team Hashgraph di Hedera, utilizza prove di stato (state proof) che permettono a reti diverse di verificarsi reciprocamente senza affidarsi a intermediari, uno dei nodi tecnici più delicati quando si collegano blockchain differenti tra loro. La seconda, Panurus, è una piattaforma di infrastruttura per i token pensata per restare neutrale rispetto alla tecnologia sottostante: nasce dall'evoluzione del laboratorio Hyperledger Fabric Token SDK ed è già stata impiegata in progetti di valuta digitale di banca centrale (CBDC) in diversi mercati. Tra i casi applicativi citati nell'annuncio figura anche il progetto Acacia della Reserve Bank of Australia, condotto insieme al Digital Finance Cooperative Research Centre per esplorare uno scambio di token tra piattaforme diverse nei mercati degli asset tokenizzati all'ingrosso.
Hyperledger Cacti 3.0: da connettori a infrastruttura per l'interoperabilità
Il rilascio più rilevante dal punto di vista tecnico è la versione 3.0 di Hyperledger Cacti, descritta dal consorzio come il salto più importante nella storia del progetto: Cacti nasce come insieme di connettori per collegare blockchain diverse e con questa versione si trasforma in un'infrastruttura generica pensata per la ricerca cross-chain e per l'interoperabilità finanziaria. Per chi lavora nell'integrazione di sistemi bancari, questo significa meno sviluppo custom per ogni singola coppia di reti da collegare e più standardizzazione nel modo in cui i diversi registri distribuiti dialogano tra loro, un problema che finora ha frenato molti progetti pilota nel passaggio alla produzione. Il consorzio ha inoltre annunciato un workshop tecnico su invito a New York, dal 22 al 23 ottobre 2026, dedicato a prove a conoscenza zero, calcolo multiparte sicuro e calcolo confidenziale: tre tecnologie chiave per rendere i dati finanziari riservati compatibili con un registro condiviso.
Perché interessa a banche, dipartimenti IT e consulenti tecnologici
Per chi segue l'adozione istituzionale della blockchain, il segnale più interessante di questo annuncio non è il singolo progetto tecnico, ma la composizione dell'elenco dei nuovi membri: banche tradizionali come Wells Fargo, infrastrutture di pagamento come Swift, società di sicurezza come CertiK e Hypernative, fondazioni di blockchain pubbliche come Cosmos e Sui convivono nello stesso consorzio, a conferma di una convergenza crescente tra finanza tradizionale e infrastrutture open source nate nel mondo delle criptovalute. Questo mix riduce, almeno sulla carta, il rischio che le banche debbano scegliere tra standard incompatibili: più istituzioni partecipano agli stessi progetti di standardizzazione su identità, conformità e regolamento, più diventa probabile che gli strumenti sviluppati restino interoperabili tra loro. Resta il nodo, non banale, della governance: un consorzio che include contemporaneamente grandi banche regolate e fondazioni di blockchain pubbliche dovrà conciliare esigenze di conformità molto diverse tra i partecipanti.
Il commento di PINET
Nessuna banca italiana compare tra i membri di Linux Foundation Decentralized Trust annunciati in questo round, un dato che si allinea a quanto già osservato su queste pagine a proposito dei piloti sul ledger di Swift per i depositi tokenizzati, dove tra le diciassette banche coinvolte non figurava alcun istituto italiano. Per le banche e le software house italiane che lavorano nel settore dei pagamenti, l'elemento pratico da monitorare non è l'adesione al consorzio in sé, quanto l'adozione di protocolli come Hyperledger Cacti o Panurus da parte dei fornitori tecnologici già presenti sul mercato italiano, che porterebbe queste infrastrutture ai clienti locali senza bisogno di un'adesione diretta. Sul piano regolatorio, il tema della tokenizzazione degli asset e delle valute digitali di banca centrale resta governato in Europa dal regolamento MiCA e dai lavori della Banca Centrale Europea sull'euro digitale, un quadro normativo più articolato di quello statunitense che probabilmente allunga i tempi di adozione pratica rispetto ai mercati anglosassoni. Si tratta comunque di un tassello che conferma, come già evidenziato dal report dello stesso consorzio sull'adozione istituzionale della blockchain, una traiettoria di crescita costante ma ancora lontana da un'adozione di massa nel contesto bancario italiano.
Fonte: Linux Foundation Decentralized Trust e Ledger Insights