Il Tesoro del Regno Unito ha compiuto un passo decisivo verso l'emissione del primo titolo di Stato nativamente digitale della storia britannica. Il 6 ottobre 2026, in un intervento alla UK Digital Assets Week, il segretario economico al Tesoro Lucy Rigby ha annunciato la nomina di sei banche capofila, selezionate attraverso una procedura competitiva, incaricate di curare sottoscrizione, dialogo con gli investitori e distribuzione del DIGIT (Digital Gilt Instrument): Barclays, HSBC, Lloyds, Morgan Stanley, NatWest e RBC Capital Markets. Il bond pilota dovrebbe essere emesso nel primo trimestre del 2027, interamente su infrastruttura blockchain.
A differenza di un titolo di Stato convenzionale convertito in forma digitale dopo l'emissione, il DIGIT nascerà digitale fin dall'origine: emissione, negoziazione e regolamento saranno registrati su un registro distribuito (DLT) per tutta la vita dello strumento.
Che cos'è DIGIT e perché è diverso da un gilt tokenizzato a posteriori
Il DIGIT è un titolo di Stato di breve durata, pensato per avere caratteristiche simili a un gilt convenzionale ma emesso e gestito per l'intero ciclo di vita su un registro distribuito. Il pilota viene condotto dentro la Digital Securities Sandbox, l'ambiente di sperimentazione regolamentare aperto nel 2024 da Bank of England e Financial Conduct Authority, e resta volutamente separato dal programma ordinario di gestione del debito pubblico perché definito dal governo come "sperimentale". Lucy Rigby ha descritto l'operazione come "un test pratico di una nuova infrastruttura di mercato finanziario", con due obiettivi dichiarati: verificare come la tecnologia a registro distribuito possa essere applicata all'emissione di debito sovrano e favorire lo sviluppo di mercati digitali nel Regno Unito.
La piattaforma: HSBC Orion dentro la sandbox digitale
A febbraio 2026 HSBC è stata nominata fornitore della tecnologia a registro distribuito per il pilota, attraverso la propria piattaforma Orion. A luglio 2026 la banca è diventata il primo soggetto autorizzato a gestire un depositario di titoli digitali attivo all'interno della sandbox (ClearToken è diventato il secondo), e nello stesso mese HSBC e London Stock Exchange Group hanno firmato un memorandum d'intesa per costruire un collegamento bilaterale tra depositari di titoli digitali. Il governo britannico prevede che il DIGIT venga quotato sul mercato principale di LSEG, come primo asset digitale ad arrivarci.
Le sei banche capofila e il percorso che ha portato alla loro nomina
Le sei banche nominate il 6 ottobre 2026 si occuperanno di sottoscrizione (underwriting), coinvolgimento degli investitori istituzionali e distribuzione del titolo nel giorno dell'emissione. Il percorso che ha portato a questo punto è iniziato a novembre 2024, quando la cancelliera Rachel Reeves annunciò il progetto DIGIT, mentre l'allora segretaria economica Tulip Siddiq precisò in Parlamento che il titolo avrebbe avuto "caratteristiche simili a un gilt convenzionale" ma sarebbe stato tenuto separato dalle operazioni del Debt Management Office proprio per la sua natura sperimentale. Una procedura di consultazione del mercato è partita nella prima metà del 2025, seguita a luglio 2025 da un documento di policy che ha definito le funzionalità da testare nel pilota, fino alla nomina del fornitore tecnologico a febbraio 2026 e, infine, alla designazione delle banche capofila a ottobre 2026.
Il nodo del regolamento: depositi tokenizzati, stablecoin o moneta di banca centrale
Resta aperta la domanda forse più delicata dell'intera operazione: in che forma di moneta digitale verrà regolato il DIGIT. Bank of England e FCA stanno valutando diverse opzioni come asset di regolamento, tra cui depositi tokenizzati, stablecoin regolamentate e moneta di banca centrale. Il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha dichiarato che l'istituto lavorerà per rendere il DIGIT utilizzabile come garanzia (collateral) nelle proprie operazioni di mercato, mentre la banca centrale ha fissato al 2028 l'obiettivo per un servizio di sincronizzazione che collegherà i registri di asset digitali al sistema di regolamento lordo in tempo reale (RTGS) in sterline. Nel frattempo, secondo UK Finance, Barclays, Lloyds e NatWest hanno già completato due transazioni di mutui regolate con depositi tokenizzati, e l'associazione di categoria prevede altre tre emissioni di bond digitali nel primo trimestre 2027 regolate anch'esse con depositi tokenizzati.
Perché interessa a chi lavora con mercati dei capitali e infrastrutture finanziarie
Per i professionisti dei mercati obbligazionari, per le tesorerie aziendali e per chi progetta infrastrutture di regolamento, il DIGIT rappresenta il primo caso in cui un Tesoro nazionale del G7 sperimenta l'emissione di debito sovrano nativamente su registro distribuito, con un calendario preciso e banche di primo piano già individuate. Se il test avrà successo, il governo britannico ha indicato che potrebbero seguire ulteriori emissioni, aprendo la strada a un confronto concreto tra tempi di regolamento, costi operativi e complessità di riconciliazione rispetto ai titoli tradizionali. Il tema si inserisce in un movimento più ampio verso l'uso della tecnologia a registro distribuito nella finanza regolamentata: lo stesso filone, applicato ai pagamenti interbancari transfrontalieri, è alla base del ledger condiviso lanciato da Swift, su cui Oracle, IBM e Cosmos Labs si contendono l'accesso con soluzioni concorrenti. Un gruppo di lavoro trans-atlantico costituito nel luglio 2026 da autorità statunitensi e britanniche (tra cui SEC, CFTC, FCA e Bank of England) sta inoltre lavorando per un anno a un approccio comune su regolamento e garanzie per gli asset tokenizzati tra i due mercati.
Il commento di PINET
Per l'Italia la notizia segna soprattutto una distanza: mentre il Tesoro britannico ha già un calendario preciso e banche nominate per un titolo di Stato nativamente digitale, da noi il tema resta per ora nella cornice regolamentare europea. Le autorità italiane non sono comunque ferme a guardare: CONSOB, insieme alla francese AMF, ha proposto nell'aprile 2025 di rendere più competitivo il DLT Pilot Regime dell'Unione europea, il quadro normativo che consente di sperimentare la tecnologia a registro distribuito per negoziazione, consegna e regolamento di strumenti finanziari, segno che il tema è comunque sul tavolo anche qui. Resta una differenza di fondo: il Regno Unito può muoversi con un Tesoro unico e una propria autorità di regolamentazione, mentre un'eventuale sperimentazione sul debito pubblico italiano dovrebbe comunque misurarsi con regole europee condivise e con un mercato obbligazionario sovrano, quello dell'area euro, assai più frammentato di quello britannico. Il giudizio, per ora, va dato con cautela: DIGIT è un pilota di dimensioni contenute e con una data di emissione che potrebbe ancora slittare, e il nodo più delicato, cioè come regolare in moneta tokenizzata o in moneta di banca centrale un titolo di debito pubblico, resta aperto anche a Londra prima che altrove.
Fonte: HM Treasury (gov.uk) e Cointelegraph.