Il 31 ottobre 2008, in piena crisi finanziaria, una persona o un gruppo che si firmava Satoshi Nakamoto pubblicò online un documento di nove pagine intitolato "Bitcoin: un sistema di contante elettronico peer-to-peer". Pochi mesi dopo la rete era attiva. Oggi Bitcoin è la criptovaluta più conosciuta al mondo, scambiata anche tramite fondi quotati in Borsa. In questa lezione vediamo come funziona, perché ha valore per chi lo usa e quali sono i suoi limiti.
Corso "Blockchain per nerd" – Lezione 6 di 12
Il mistero di Satoshi Nakamoto
Nessuno sa con certezza chi sia Satoshi Nakamoto. Ha lavorato al progetto con altri sviluppatori fino al 2010, poi si è progressivamente ritirato e non si è più fatto sentire. Nel corso degli anni molte persone sono state indicate come possibili Satoshi, ma nessuna identificazione è mai stata dimostrata. Si stima che gli indirizzi attribuiti ai suoi primi blocchi contengano circa un milione di bitcoin, mai spostati.
Questo mistero, al di là del fascino, ha una conseguenza pratica: Bitcoin non ha un fondatore che lo controlla, né un'azienda o una fondazione che possa decidere da sola di cambiarne le regole.
Come funziona, mettendo insieme i pezzi
Bitcoin usa tutto ciò che abbiamo visto finora:
- un registro condiviso copiato su decine di migliaia di computer (lezioni 1 e 2);
- blocchi concatenati tramite hash SHA-256 (lezione 3);
- chiavi e firme digitali per autorizzare i pagamenti (lezione 4);
- il mining con Proof of Work, con un nuovo blocco circa ogni dieci minuti (lezione 5).
Quando Anna manda bitcoin a Bruno, firma l'operazione con la propria chiave privata e la trasmette alla rete. I miner la includono in un blocco; quando il blocco viene aggiunto alla catena, la transazione ha una "conferma". Ogni blocco successivo aggiunge un'ulteriore conferma: per importi rilevanti è prassi aspettarne alcune, perché ogni blocco in più rende la transazione ancora più difficile da annullare.
Le regole della moneta: 21 milioni e non uno di più
La caratteristica più famosa di Bitcoin è la sua quantità massima fissa: 21 milioni di bitcoin. Nessuno può stamparne altri. I nuovi bitcoin nascono solo come ricompensa per i miner, e questa ricompensa si dimezza a intervalli regolari:
- nel 2009 ogni blocco creava 50 bitcoin;
- dopo il primo "dimezzamento" (in inglese halving), nel 2012, 25;
- poi 12,5 nel 2016 e 6,25 nel 2020;
- dall'aprile 2024 la ricompensa è di 3,125 bitcoin per blocco; il prossimo dimezzamento è atteso intorno al 2028.
Andando avanti così, l'ultimo frammento di bitcoin dovrebbe essere creato intorno all'anno 2140. Da quel momento i miner verranno pagati solo con le commissioni delle transazioni. È per questa scarsità programmata che molti sostenitori paragonano Bitcoin all'oro e lo chiamano "oro digitale".
🤓 Per i più curiosi: il satoshi e il modello UTXO
Un bitcoin è divisibile fino a otto cifre decimali: la parte più piccola, 0,00000001 BTC, si chiama satoshi. Bitcoin non tiene "saldi" come un conto in banca, ma usa il modello UTXO (Unspent Transaction Output, "uscite di transazione non spese"): ogni pagamento consuma interamente delle "monete" ricevute in precedenza e ne crea di nuove, una per il destinatario e, se avanza qualcosa, una di "resto" che torna a chi paga, come quando si paga con una banconota da 50 e si riceve il resto. Il saldo che il wallet ci mostra è la somma di tutte le monete non ancora spese associate alle nostre chiavi.
Dalla pizza ai fondi quotati
All'inizio un bitcoin non valeva quasi nulla. Il primo acquisto documentato di un bene reale avvenne il 22 maggio 2010, quando il programmatore Laszlo Hanyecz pagò 10.000 bitcoin per due pizze: da allora il 22 maggio è il "Bitcoin Pizza Day". Negli anni successivi il valore è cresciuto, tra bolle e crolli spettacolari.
Alcune tappe significative:
- nel 2021 El Salvador è stato il primo Paese a rendere Bitcoin moneta a corso legale, scelta poi ridimensionata negli anni successivi anche in seguito agli accordi con il Fondo monetario internazionale;
- nel gennaio 2024 negli Stati Uniti sono stati autorizzati i primi ETF "spot" su Bitcoin, fondi quotati in Borsa che permettono di investire nel suo prezzo senza gestire direttamente le chiavi;
- nell'ottobre 2025 il prezzo ha superato i 120.000 dollari, per poi scendere sotto i 70.000 nell'estate del 2026 e tornare intorno agli 82.000 dollari a fine ottobre 2026.
Questi numeri raccontano soprattutto una cosa: Bitcoin è estremamente volatile. Perdite del 30-50% in pochi mesi non sono eccezioni ma episodi ricorrenti nella sua storia.
Perché ha valore?
È la domanda più frequente, ed è legittima: dietro un bitcoin non c'è uno Stato, un'azienda o un bene fisico. Chi lo sostiene indica la scarsità garantita, la difficoltà di censurarlo o sequestrarlo, la possibilità di spostarlo ovunque nel mondo senza intermediari e la fiducia costruita in oltre quindici anni di funzionamento senza interruzioni. I critici rispondono che il suo valore dipende quasi solo da ciò che altri sono disposti a pagare domani, che come mezzo di pagamento quotidiano è poco pratico e che il suo consumo energetico è difficile da giustificare.
Entrambe le posizioni hanno argomenti solidi. In fondo, anche il valore delle monete tradizionali si basa sulla fiducia; la differenza è che per l'euro quella fiducia è sostenuta da istituzioni, leggi e da un'economia reale, per Bitcoin da un software e da una comunità.
🤓 Per i più curiosi: i limiti di velocità e la Lightning Network
Con un blocco ogni dieci minuti e uno spazio limitato per blocco, Bitcoin gestisce in media solo qualche transazione al secondo: pochissime rispetto ai circuiti delle carte di pagamento. Per i piccoli pagamenti rapidi è nata la Lightning Network, una rete costruita "sopra" Bitcoin: due utenti aprono un canale bloccando dei fondi sulla blockchain, poi si scambiano pagamenti istantanei e quasi gratuiti fuori dalla catena, e solo alla chiusura del canale il saldo finale viene registrato su Bitcoin. È un esempio delle soluzioni "di secondo livello" che approfondiremo nella lezione 8.
Questo corso ha scopo divulgativo e non costituisce consulenza finanziaria: nulla di quanto scritto è un invito a comprare o vendere criptovalute.
📌 Ricapitolando
- Bitcoin nasce nel 2008-2009 da Satoshi Nakamoto, la cui identità è ancora sconosciuta.
- Usa blockchain pubblica, firme digitali e mining con Proof of Work, con un blocco ogni dieci minuti circa.
- Non potranno mai esistere più di 21 milioni di bitcoin; la ricompensa dei miner si dimezza ogni quattro anni circa.
- La sua unità più piccola è il satoshi, un centomilionesimo di bitcoin.
- Il prezzo è molto volatile e il suo valore è oggetto di un acceso dibattito.
Nella prossima lezione conosceremo Ethereum, la blockchain che ha trasformato il registro condiviso in un computer mondiale capace di eseguire programmi: gli smart contract.
Il commento di PINET
Bitcoin è insieme un esperimento tecnologico riuscito e un fenomeno speculativo, ed è difficile parlarne senza scivolare nel tifo. Dal punto di vista informatico è notevole: un sistema aperto, senza proprietario, che funziona da oltre quindici anni nonostante attacchi continui. Dal punto di vista economico, invece, chi si avvicina deve sapere che le oscillazioni di prezzo possono essere brutali e che non esiste alcuna garanzia di recupero. La regola più saggia, se si decide di comprarne, resta quella di non impiegare mai somme di cui si potrebbe avere bisogno.