Fin qui abbiamo parlato di come funzionano le blockchain e le valute digitali. Ma se un giorno voleste davvero possedere un po' di criptovalute, magari solo per fare esperienza, dove le terreste? Chi le custodisce? E come si evita di perderle? In questa lezione vediamo i due strumenti fondamentali, il wallet e l'exchange, e le regole di sicurezza che separano un utente prudente da una vittima.
Corso "Blockchain per nerd" – Lezione 10 di 12
Il wallet non contiene monete (ma chiavi)
Il wallet, "portafoglio", è il programma o il dispositivo con cui si gestiscono le criptovalute. Il nome inganna: le monete non stanno nel wallet, stanno sempre sulla blockchain. Quello che il wallet custodisce sono le chiavi private della lezione 4, cioè il potere di spostare quelle monete.
Un buon paragone è il mazzo di chiavi di casa: la casa (i fondi) non è nella vostra tasca, ma chi ha le chiavi può entrarci. Perdere il wallet senza avere un backup della frase di recupero equivale a perdere l'unica copia delle chiavi di una casa con porte blindate e senza fabbro.
Chi tiene le chiavi? Custodia propria o affidata
La distinzione più importante è questa:
- Wallet in autocustodia (non-custodial): le chiavi le avete solo voi. Nessuno può bloccare i fondi, ma nessuno può nemmeno aiutarvi se perdete la frase di recupero o se ve la rubano.
- Wallet custodito (custodial): le chiavi le tiene una società, di solito la piattaforma su cui avete comprato. È comodo, simile a un conto online, con password e recupero dell'accesso; ma dipendete completamente dall'affidabilità di quella società.
Nel mondo delle criptovalute circola un motto: "not your keys, not your coins", "se non sono le tue chiavi, non sono le tue monete". La storia gli ha dato ragione più volte: nel 2014 il fallimento della piattaforma giapponese Mt. Gox ha fatto sparire centinaia di migliaia di bitcoin dei clienti, e nel novembre 2022 il crollo di FTX, allora una delle maggiori piattaforme mondiali, ha lasciato milioni di utenti senza accesso ai propri fondi. Il suo fondatore è stato poi condannato negli Stati Uniti per frode.
Wallet "caldi" e "freddi"
- Hot wallet ("caldo"): un'app sul telefono o un'estensione del browser, sempre collegata a internet. Pratico per l'uso quotidiano, ma esposto a virus, phishing e furti del dispositivo.
- Cold wallet ("freddo"): le chiavi restano su un dispositivo che non è mai collegato direttamente a internet. Il tipo più diffuso è il wallet hardware, una piccola chiavetta che firma le transazioni al proprio interno, senza che la chiave privata esca mai dal dispositivo. È la soluzione consigliata per importi significativi.
Molti utenti esperti usano entrambi: un hot wallet con piccole somme, come il portafoglio che si tiene in tasca, e un cold wallet per il resto, come una cassaforte.
🤓 Per i più curiosi: firma "a freddo" e multisig
Con un wallet hardware, il computer prepara la transazione ma non la può firmare: la invia alla chiavetta, che mostra sul suo piccolo schermo importo e indirizzo di destinazione. Solo dopo la vostra conferma fisica, con un pulsante, la chiavetta firma e restituisce la transazione pronta. Per questo è fondamentale controllare l'indirizzo sullo schermo del dispositivo, non su quello del computer, che potrebbe essere infetto. Aziende e utenti avanzati usano anche il multisig (firma multipla): per spostare i fondi servono, per esempio, 2 firme su 3 chiavi diverse, custodite in luoghi o da persone diverse. Così la perdita o il furto di una sola chiave non basta a perdere tutto.
Gli exchange: dove si comprano e vendono
Un exchange è una piattaforma che permette di cambiare euro in criptovalute e viceversa, o una criptovaluta in un'altra. Funziona come un cambiavalute online: si apre un conto, si verifica l'identità con un documento (obbligatorio per le norme antiriciclaggio), si versano euro con un bonifico o una carta e si acquista.
Esistono anche gli exchange decentralizzati (DEX), dove gli scambi avvengono direttamente tramite smart contract, senza una società che custodisce i fondi: ne parleremo nella prossima lezione, insieme alla finanza decentralizzata.
Un'alternativa per chi vuole solo esporsi al prezzo senza gestire chiavi sono i prodotti finanziari quotati che replicano l'andamento delle criptovalute, acquistabili dal conto titoli della propria banca. In questo caso non si possiedono le monete, ma uno strumento finanziario che ne segue il valore, con costi e rischi propri.
Come riconoscere una piattaforma in regola
Con il regolamento europeo MiCA, chi offre servizi in criptovalute nell'Unione deve essere autorizzato come CASP (Crypto-Asset Service Provider, prestatore di servizi per le cripto-attività) dall'autorità di un Paese europeo; in Italia le autorità competenti sono Consob e Banca d'Italia. Dal luglio 2026 il periodo transitorio è terminato in tutta l'Unione. Prima di affidare denaro a una piattaforma conviene quindi:
- verificare che compaia nel registro dei prestatori autorizzati pubblicato dall'ESMA, l'autorità europea dei mercati;
- controllare che non sia tra i siti abusivi che la Consob fa periodicamente oscurare;
- diffidare di piattaforme sconosciute pubblicizzate sui social, via messaggio o da "consulenti" contattati per caso.
Il decalogo della sicurezza
- Mai condividere la frase di recupero, con nessuno, per nessun motivo.
- Conservarla offline, su carta o metallo, in un luogo sicuro; mai in foto, email o cloud.
- Attivare l'autenticazione a due fattori sugli exchange, preferibilmente con un'app di autenticazione invece degli SMS, che possono essere intercettati con il furto della SIM.
- Scaricare i wallet solo dai siti e store ufficiali: esistono app false quasi identiche alle originali.
- Fare sempre una prova con un piccolo importo prima di un invio importante.
- Controllare l'indirizzo di destinazione carattere per carattere, almeno all'inizio e alla fine.
- Non cliccare link ricevuti via email, SMS o chat che parlano del vostro wallet o del vostro conto.
- Ricordare che nessun "supporto tecnico" vi contatterà per primo chiedendo accessi o codici.
- Tenere aggiornati sistema operativo, antivirus e app del wallet.
- Pensare all'eredità: se nessuno sa dove sono le chiavi, alla vostra morte i fondi andranno persi. Esistono soluzioni per lasciare istruzioni sicure ai familiari.
Questo corso ha scopo divulgativo e non costituisce consulenza finanziaria: nulla di quanto scritto è un invito a comprare o vendere criptovalute.
📌 Ricapitolando
- Il wallet custodisce le chiavi, non le monete, che restano sempre sulla blockchain.
- In autocustodia le chiavi sono solo vostre; nei wallet custoditi le tiene una società.
- Gli hot wallet sono pratici ma esposti; i wallet hardware sono più sicuri per importi importanti.
- Gli exchange permettono di cambiare euro in criptovalute; in Europa devono essere autorizzati secondo MiCA.
- La sicurezza dipende soprattutto dalle abitudini: frase di recupero protetta, due fattori, verifica degli indirizzi.
Nella prossima lezione alziamo lo sguardo oltre la moneta: tokenizzazione, NFT, finanza decentralizzata e gli usi della blockchain in settori come la logistica, l'energia e la sanità.
Il commento di PINET
Tra le richieste che riceviamo come assistenza tecnica, quelle legate a criptovalute "sparite" hanno quasi sempre la stessa origine: non un attacco sofisticato alla blockchain, ma una frase di recupero condivisa con un finto operatore, un'app falsa o un link aperto con troppa fretta. La tecnologia, in sé, è molto robusta; l'anello debole siamo noi. Chi decide di avvicinarsi a questo mondo dovrebbe dedicare alla sicurezza almeno lo stesso tempo che dedica a scegliere cosa comprare, e partire da piattaforme autorizzate e da importi che può permettersi di perdere.