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Per anni le stampanti HP sono state una scelta quasi automatica, in casa come in ufficio. Oggi, quando un cliente ci chiede quale stampante comprare, rispondiamo in modo diverso: non consigliamo più HP. Non per un difetto tecnico, ma per una scelta precisa dell'azienda, ripetuta e rivendicata negli anni: usare aggiornamenti del firmware per decidere da remoto quali cartucce possono funzionare nella stampante che il cliente ha pagato. In questo articolo raccogliamo le critiche documentate, le sanzioni e le cause che ne sono seguite, e spieghiamo cosa fare se una HP ce l'avete già.

Dynamic Security: la stampante che decide al posto tuo

Il cuore del problema ha un nome: Dynamic Security. È una funzione inserita nel firmware delle stampanti HP che controlla il chip di ogni cartuccia e rifiuta quelle che non riconosce come originali. HP la presenta come una protezione contro contraffazioni e rischi informatici; nei fatti, per chi la subisce, significa che una stampante perfettamente funzionante smette di stampare dopo un aggiornamento, perché la cartuccia compatibile usata fino al giorno prima non è più gradita.

Non si tratta di episodi isolati. Secondo le ricostruzioni di Ars Technica e TechSpot, il firmware 2602A/B rilasciato il 29 gennaio 2026 ha esteso Dynamic Security ad almeno undici modelli, tra cui la OfficeJet Pro 7720, comprese stampanti in commercio da diversi anni. Già nel 2025 un aggiornamento aveva causato errori su alcune laser HP bloccando, secondo le segnalazioni, persino toner originali.

Bloccate anche le cartucce originali "scadute"

A luglio 2026 un'inchiesta del Salvagente, ripresa da Punto Informatico e TuttoTech, ha documentato un caso ancora più difficile da giustificare: una stampante HP che rifiuta di stampare con una cartuccia originale HP, installata da poco, perché risultava "scaduta" secondo i dati che la stampante aveva ricevuto dai server dell'azienda. L'assistenza avrebbe confermato che il blocco non si può rimuovere: l'unica soluzione proposta era buttare la cartuccia e comprarne una nuova. Qui non c'è nessun inchiostro di terze parti da cui proteggere il cliente: c'è solo un prodotto pagato e reso inutilizzabile a distanza.

Le parole dei vertici HP

Che non si tratti di incidenti ma di una strategia lo hanno detto gli stessi dirigenti. Nel gennaio 2024, intervistato dalla CNBC, l'amministratore delegato Enrique Lores ha spiegato che per HP ogni stampante venduta è un investimento e che un cliente che "non stampa abbastanza o non usa i nostri consumabili è un cattivo investimento". Nella stessa intervista ha giustificato i blocchi sostenendo che "si possono inserire virus nelle cartucce" e che per HP è importante proteggere la propria proprietà intellettuale. Esperti di sicurezza e testate specializzate hanno accolto con forte scetticismo la tesi dei virus nelle cartucce, che resta, ad oggi, un rischio teorico mai documentato su larga scala.

Multe, cause e accordi: in Italia e nel mondo

Le autorità se ne sono accorte da tempo. Nel dicembre 2020 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato HP Inc. e HP Italy per 10 milioni di euro per pratiche commerciali ingannevoli e aggressive: secondo l'Antitrust HP non informava adeguatamente gli acquirenti del fatto che le stampanti avrebbero rifiutato le cartucce non originali, rinnovava i blocchi con aggiornamenti successivi senza un'informazione adeguata e registrava tramite firmware i dati sull'uso delle cartucce senza dirlo ai consumatori, usandoli anche per negare l'assistenza in garanzia a chi aveva usato consumabili non originali.

Nel 2022 Euroconsumers, la rete europea di cui fa parte Altroconsumo, ha chiuso con HP un accordo per i possessori di alcuni modelli OfficeJet e PageWide bloccati tra il 2016 e il 2020: rimborsi da 20 a 95 euro, senza ammissione di responsabilità da parte di HP. Negli Stati Uniti, nel marzo 2025, HP ha chiuso una class action sui blocchi dei toner senza pagare alcun risarcimento, impegnandosi a continuare a informare dell'uso di Dynamic Security e a lasciare agli utenti la scelta di installare o meno gli aggiornamenti che la contengono. Altre cause sono tuttora aperte.

Abbonamenti e stampanti "in affitto"

Accanto ai blocchi c'è la spinta verso gli abbonamenti. Con HP+ la stampante richiede un account HP, la connessione costante a Internet e l'uso esclusivo di consumabili originali. Con Instant Ink l'inchiostro arriva a casa in abbonamento, ma le cartucce restano legate al servizio: se si disdice, quelle cartucce smettono di funzionare anche se sono ancora piene. Nel 2024 HP ha dovuto ritirare alcune laser della serie "e" che funzionavano solo online, dopo le proteste degli utenti. La direzione è chiara: trasformare un oggetto che si compra in un servizio che si affitta, e di cui il produttore conserva il controllo.

Le regole stanno cambiando

Anche il contesto normativo sta diventando meno tollerante. Dal 27 settembre 2026 si applica in tutta l'Unione europea la direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, che inserisce tra le pratiche commerciali sempre vietate il tacere che il funzionamento di un prodotto viene compromesso dall'uso di consumabili non originali e l'indurre il consumatore a sostituire i consumabili prima del necessario. Sul fronte ambientale, il nuovo registro EPEAT 2.0, lanciato a dicembre 2025 dal Global Electronics Council e usato come riferimento da molti acquirenti pubblici, esclude le stampanti che bloccano le cartucce rigenerate: a marzo 2026 l'associazione dei rigeneratori Int'l ITC ha contestato a HP proprio l'aggiornamento di gennaio. Saranno le autorità a stabilire se e quali pratiche violano queste regole, ma la tendenza va in una direzione sola.

Cosa consigliamo invece

Non esiste la stampante perfetta, ma ci sono criteri semplici per non ritrovarsi ostaggi del produttore:

  • Stampanti a serbatoi ricaricabili (ink tank): l'inchiostro si versa da flaconi, costa molto meno per pagina e non dipende da chip sulle cartucce.
  • Laser monocromatiche semplici per chi stampa soprattutto documenti: verificare prima dell'acquisto che il produttore non dichiari limitazioni sui toner compatibili o rigenerati.
  • Nessun obbligo di account o connessione per stampare: la stampante deve funzionare anche se il servizio cloud del produttore chiude o cambia condizioni.
  • Trasparenza sui consumabili: leggere la confezione e la scheda tecnica, dove dopo la sanzione dell'Antitrust le limitazioni devono essere indicate.

Se hai già una stampante HP

  • Disattiva gli aggiornamenti automatici del firmware dal pannello della stampante o dall'app: dopo l'accordo statunitense del 2025 HP deve lasciare la scelta all'utente. Valuta caso per caso gli aggiornamenti, che a volte correggono anche problemi di sicurezza reali.
  • Non attivare HP+ se non sei sicuro: una volta attivato, di norma non si torna indietro.
  • Prima di disdire Instant Ink, procurati cartucce normali: quelle dell'abbonamento smetteranno di funzionare.
  • Conserva scontrini e documentazione e, se la stampante viene bloccata, segnala il caso alle associazioni dei consumatori: le sanzioni del passato sono nate proprio dalle segnalazioni degli utenti.

Il commento di PINET

Lavoriamo con l'informatica dal 1985 e abbiamo venduto e riparato stampanti HP per decenni: questa presa di posizione non nasce da un pregiudizio, ma dall'esperienza al banco dell'assistenza, dove sempre più spesso arrivano clienti con una stampante sana che non stampa per una decisione presa altrove. Una stampante pagata per intero appartiene a chi l'ha comprata, ed è lui che deve poter scegliere quale inchiostro usare, quando aggiornarla e se collegarla a Internet. Trattare un cliente come un "cattivo investimento" perché compra cartucce compatibili, e rendere inutilizzabile a distanza persino una cartuccia originale, significa pretendere il controllo su decisioni che non spettano al produttore. È anche uno spreco: stampanti e cartucce funzionanti finiscono tra i rifiuti elettronici. Finché HP non rinuncerà a questa strategia, consiglieremo ai nostri clienti di scegliere altro.

Fonti: AGCM, sanzione a HP per 10 milioni di euro (dicembre 2020); Altroconsumo, accordo di rimborso con HP; The Register, la class action statunitense chiusa senza risarcimenti (marzo 2025); TechSpot, le dichiarazioni del CEO Enrique Lores alla CNBC; TechSpot, il firmware 2602 e le regole EPEAT 2.0; Ars Technica, HP e il registro EPEAT 2.0 (marzo 2026); Punto Informatico, HP blocca la stampante perché la cartuccia è scaduta; TuttoTech, cartucce originali bloccate da Dynamic Security; Tom's Hardware, HP ritira le laser solo online.