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Progetto in costruzione, non ancora operativo. A El Paso, città texana al confine con il Messico, il gestore idrico El Paso Water sta costruendo il Pure Water Center, un impianto che prenderà l'acqua uscita dal depuratore, la porterà a standard potabili e la immetterà direttamente nella rete di distribuzione, senza passare da fiumi, falde o serbatoi intermedi. Sarà il primo impianto di questo tipo, su scala municipale, negli Stati Uniti. La capacità prevista è di 10 milioni di galloni al giorno, circa 38mila metri cubi.

Perché El Paso ha scelto di riutilizzare l'acqua

El Paso ha una storia idrica segnata dalla scarsità. La città è partita da un approvvigionamento basato solo sulle falde, ha costruito il primo impianto di trattamento di acqua superficiale negli anni Quaranta e, dopo la grave siccità degli anni Cinquanta, quando il Rio Grande rischiò di prosciugarsi, ha affidato la pianificazione di lungo periodo a un ente dedicato, il Public Service Board. Da allora si sono aggiunti risparmio idrico, riuso non potabile, nuove fonti superficiali, l'impianto di dissalazione delle acque salmastre Kay Bailey Hutchison e un programma di stoccaggio e recupero in falda.

Il Pure Water Center è l'ultimo tassello. Come ha dichiarato Gilbert Trejo, responsabile di ingegneria, operazioni e servizi tecnici di El Paso Water, alla rivista dell'ASCE: "Mining groundwater aquifers alone wasn't going to cut it", cioè sfruttare soltanto le falde non sarebbe bastato.

Come funziona il Pure Water Center

L'impianto sorgerà accanto al depuratore Roberto Bustamante, da cui prenderà l'effluente secondario. Il trattamento è a barriere multiple, in cinque passaggi:

  • Filtrazione a membrana, che trattiene particelle, microrganismi e virus.
  • Osmosi inversa, che rimuove sali e composti organici.
  • Raggi UV con ossidazione avanzata (con perossido di idrogeno), che distrugge i microrganismi e i composti organici residui.
  • Carbone attivo granulare, che elimina il perossido residuo e aggiunge un'ulteriore barriera contro le sostanze organiche.
  • Disinfezione con cloro come ultima barriera.

L'acqua così ottenuta, fino a 10 milioni di galloni al giorno, verrà miscelata con una quota (fino a 2 milioni di galloni al giorno) di acqua salmastra di falda trattata, per ridurne la corrosività prima dell'immissione in rete. La differenza rispetto ad altri casi di riuso potabile è il percorso: qui l'acqua purificata va direttamente nel sistema di distribuzione ("direct-to-distribution"), mentre ad esempio l'impianto di Big Spring, in Texas, attivo dal 2013, la miscela con acqua superficiale grezza prima di un trattamento convenzionale.

Tempi, costi e autorizzazioni

La sperimentazione pilota è partita nel 2015 e si è conclusa all'inizio del 2016; una parte è stata ripetuta per ottenere l'approvazione delle membrane a bassa pressione da parte dell'autorità texana TCEQ, che ha dato l'ok al progetto definitivo a fine 2024. La posa della prima pietra è del 27 febbraio 2025. Il progetto è di Carollo Engineers, la costruzione è affidata a una joint venture tra PCL e Sundt.

Il costo stimato è di circa 290-295 milioni di dollari (la cifra varia a seconda della fonte e della data), contro i 110 milioni previsti in origine. Il Bureau of Reclamation federale ha stanziato 3,5 milioni nel 2019 per la progettazione e 20 milioni nel 2022 per la costruzione; il resto è in gran parte a carico della città. "Having to self-fund a project like this has been one of the bigger challenges", ha detto Trejo a WaterWorld. Anche la data di apertura non è uniforme tra le fonti: 2028 secondo le pubblicazioni di settore, 2029 secondo la pagina ufficiale del gestore.

Un nodo normativo risolto è la distanza minima: il Texas richiede 500 piedi (circa 150 metri) tra impianti di acque reflue e di acqua potabile, e per costruire tutto nello stesso campus è servita un'esenzione della TCEQ, frutto di oltre dieci anni di dialogo. Sanaan Villalobos di Carollo ha sottolineato che è "the first time we have placed a water treatment plant this close to a wastewater treatment plant in Texas".

Cosa non c'è ancora

Trattandosi di un cantiere, mancano dati misurati sul funzionamento reale. Gli unici risultati disponibili vengono dal pilota: El Paso Water dichiara che migliaia di campioni analizzati in laboratori certificati mostrano un'acqua che rispetta i limiti di legge per l'acqua potabile; si tratta però di una dichiarazione del gestore. Non sono pubblicati la quota di fabbisogno coperta né il costo al metro cubo.

Comunicazione e formazione

Il progetto prevede un centro visite con esposizioni interattive e una postazione per assaggiare l'acqua. Il gestore insiste anche sulla formazione degli operatori: "advanced treatment processes require high-skilled operators", ha ricordato Trejo. Il suo consiglio ad altre aziende idriche è semplice: "Tell your water story".

Cosa lo rende replicabile

Il punto replicabile è soprattutto il metodo: anni di sperimentazione pilota con dati pubblici, un dialogo continuo con l'autorità di controllo, una piattaforma di membrane aggiornabile nel tempo ("an open-platform system", l'ha definita Villalobos) e un lavoro di comunicazione con i cittadini prima dell'avvio. Il modello vale per città con scarsità strutturale e un depuratore di dimensioni adeguate.

Il commento di PINET

Per l'Italia questo caso è utile come termine di confronto più che come modello da copiare. Il riuso delle acque reflue è già regolato a livello europeo per l'agricoltura, mentre il riuso potabile diretto resta un terreno molto più delicato, sia per la normativa sia per l'accettazione sociale. Territori con crisi idriche ricorrenti, come Sicilia, Puglia, Sardegna o alcune aree del Centro-Sud, potrebbero guardare all'esperienza texana per capire cosa serve prima di avviare un progetto simile: pilota lungo, dati trasparenti, un gestore con competenze tecniche solide. I costi (quasi 300 milioni per 10 milioni di galloni al giorno) e i tempi (oltre un decennio dal pilota all'apertura) mostrano però che non è una scorciatoia. Prima di valutarne il successo conviene aspettare i dati di esercizio dopo l'apertura. Per approfondire un caso già operativo di riuso non potabile, si veda la rete di acqua rigenerata di Madrid.

Fonti