Sei aziende europee che sviluppano i componenti di openDesk, la suite open source per l'ufficio nata in Germania per la pubblica amministrazione, hanno fondato a Berlino una società comune, Open Productivity Software GmbH, con l'obiettivo di portarla nelle imprese private e tra i gestori di infrastrutture critiche, anche fuori dalla Germania. L'annuncio, del 13 ottobre 2026, interessa le aziende che cercano un'alternativa europea a Microsoft 365 e Google Workspace: invece di trattare con un fornitore per la posta, uno per i documenti e uno per la chat, potranno avere un unico referente per migrazione, installazione e assistenza. Prezzi, partner in Italia e modalità di installazione però non sono ancora definiti.
Chi c'è nella nuova società
Secondo il comunicato ufficiale diffuso da Berlino il 13 ottobre, Open Productivity Software GmbH riunisce sei aziende che sviluppano altrettanti pezzi di openDesk: Collabora Productivity (editor di documenti, fogli di calcolo e presentazioni nel browser), Element (chat e messaggistica sul protocollo aperto Matrix), Nordeck (videoconferenze basate su Jitsi e la lavagna NeoBoard), Open-Xchange (posta, calendari e contatti), Univention (gestione di identità e accessi) e XWiki (wiki e base di conoscenza). Nextcloud, che fornisce l'archivio dei file, e OpenProject, per la gestione dei progetti, restano componenti della suite ma non sono tra i soci. Alla guida c'è Gerald Pfeifer, per anni dirigente di SUSE e presidente del progetto openSUSE. I primi partner per la consulenza e la messa in opera sono la svizzera Adfinis, il gruppo tedesco msg e la francese Smile. La notizia è stata ripresa anche da It's FOSS.
openDesk nasce in Germania da ZenDiS, il centro federale per la sovranità digitale, ed è già usato o sperimentato da enti come le forze armate tedesche, il ministero della Salute e la Corte penale internazionale. Il passo verso il mercato privato era cominciato a settembre con il programma di partner con cui ZenDiS ha aperto la distribuzione a fornitori di cloud e servizi IT, di cui abbiamo parlato nell'articolo su openDesk e i fornitori privati. La nuova società si coordina con quel programma ma va oltre: sono i produttori stessi a organizzarsi per vendere la suite come prodotto unico, con un solo interlocutore per consulenza, migrazione, integrazione e gestione quotidiana.
Cosa cambia per le imprese
Il problema principale di chi voleva costruire in casa un'alternativa a Microsoft 365 con strumenti open source era doversi rivolgere a sei o sette fornitori diversi, ciascuno con i propri contratti, aggiornamenti e tempi di assistenza. Un unico punto di contatto riduce questo rischio e rende openDesk confrontabile, almeno sulla carta, con un pacchetto commerciale. Interessa soprattutto le medie imprese, i gestori di infrastrutture critiche (energia, sanità, trasporti) e le aziende che lavorano con la pubblica amministrazione o con clienti attenti alla localizzazione dei dati, per i quali avere posta, documenti e chat su server europei è un requisito contrattuale oltre che normativo.
Per una PMI italiana, però, la strada è ancora lunga. Il comunicato non indica prezzi né mercati prioritari, nessuno dei partner di lancio è italiano e le modalità di installazione presso il cliente o in cloud sono dichiarate ancora in fase di definizione. Esistono due edizioni: la Community Edition, composta solo da software open source (le singole parti usano licenze come Apache 2.0, GPL e AGPL, approvate OSI) e gratuita come licenza ma senza assistenza garantita; e la Enterprise Edition, venduta in abbonamento, che aggiunge moduli proprietari, correzioni di sicurezza dedicate e supporto con livelli di servizio, come spiega la documentazione ufficiale. In più, il passaggio dalla prima alla seconda oggi non è supportato.
Limiti e costi reali
openDesk non è un programma da installare su un server qualsiasi: si distribuisce su un cluster Kubernetes e mette insieme una decina di servizi, dalla posta all'antivirus. Senza un fornitore che lo offra già pronto, servono competenze sistemistiche solide, server dimensionati per tutti i componenti, backup, monitoraggio e aggiornamenti coordinati. A questo si aggiungono la migrazione di caselle di posta, file e calendari, la formazione degli utenti abituati a Outlook e Teams e, per chi sceglie l'edizione Enterprise, il canone. Per un'azienda con poche decine di dipendenti oggi resta probabilmente più semplice combinare due o tre strumenti (per esempio Nextcloud con un editor online e un server di posta) tramite un integratore locale, oppure attendere che l'offerta di Open Productivity arrivi con partner e listini anche in Italia.
Il commento di PINET
È la prima volta che i produttori di una suite europea alternativa a Microsoft 365 e Google Workspace si presentano insieme alle imprese con un'unica offerta, e questo conta più di qualsiasi nuova funzione: il punto debole dell'open source per l'ufficio non è mai stato il software, ma l'assenza di un interlocutore unico. Per ora il progetto parla tedesco, francese e svizzero. Le PMI italiane che stanno rinnovando i contratti cloud possono iniziare a chiedere al proprio fornitore se intende aderire al programma openDesk, e tenere d'occhio i listini: saranno quelli a dire se la suite sovrana è davvero un'alternativa anche fuori dalla grande impresa e dalla pubblica amministrazione.
| Soluzione | openDesk, commercializzato alle imprese da Open Productivity Software GmbH |
|---|---|
| Area d'uso | Posta, calendari, documenti, archivio file, chat, videoconferenze, wiki e gestione progetti in un'unica suite |
| Alternativa a | Microsoft 365, Google Workspace |
| Licenza | Community Edition con licenze approvate OSI (Apache 2.0, GPL, AGPL a seconda dei componenti); Enterprise Edition con moduli aggiuntivi proprietari |
| Modello | Commerciale con supporto (abbonamento Enterprise) affiancato da un'edizione community senza assistenza garantita |
| Installazione | Entrambi: self-hosted su Kubernetes o SaaS presso fornitori europei; le offerte di Open Productivity per installazione in casa e cloud sono in definizione |
| Italiano | I singoli componenti principali hanno l'interfaccia in italiano; documentazione e portale di openDesk sono in tedesco e inglese |
| Supporto in Italia | Nessun partner italiano tra quelli di lancio (Adfinis, msg, Smile); assistenza sui singoli componenti tramite integratori |
| Costo reale | Prezzi non pubblicati; Community Edition senza costo di licenza ma con server, competenze Kubernetes, migrazione e formazione; Enterprise Edition in abbonamento |
| Indice di prontezza PMI | 2/5 - Per tecnici (suite matura nella pubblica amministrazione tedesca, ma per una PMI italiana oggi mancano listini, partner locali e documentazione in italiano; indice editoriale, non una certificazione) |
| Sito / repository | open-productivity.eu - opendesk.eu |
| Fonte | Open Productivity, comunicato stampa (13 ottobre 2026); It's FOSS |