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Nel distretto inglese di Mid Sussex, nel sud-est del Regno Unito, la raccolta dell'umido porta casa per casa il cambiamento più grande dei servizi comunali degli ultimi anni: in sei mesi, dal 3 novembre 2025, sono state recuperate 3.083 tonnellate di scarti alimentari, circa 17 tonnellate al giorno. A partecipare ogni settimana sono oltre 72.000 famiglie, comprese 7.000 che vivono in condomini. Il segreto è un calendario ribattezzato "1, 2, 3" che sposta il rifiuto indifferenziato a una raccolta ogni tre settimane.

Come funziona il ciclo 1-2-3

Il servizio, partito il 3 novembre 2025, si ripete ogni tre settimane. Il cibo si raccoglie ogni settimana in un nuovo contenitore verde; il riciclo misto (carta, plastica, metalli) passa ogni due settimane dai consueti bidoni con coperchio blu; il rifiuto generico, quello che non si può recuperare, viene svuotato ogni tre settimane dai bidoni con coperchio nero. Da qui il nome: uno, due, tre.

Le famiglie in casa singola ricevono un secchiello da cucina da 5 litri e un bidone esterno da 23 litri, che gli operatori svuotano durante il giro. Nei condomini c'è un piccolo secchiello interno e un contenitore condiviso da 140 litri nel locale rifiuti. In tutto sono stati consegnati 144.000 tra bidoni e secchielli. Il distretto ha dovuto riprogettare la logistica: 40 nuovi percorsi di raccolta, 200 percorsi rivisti, dieci mezzi nuovi dedicati all'umido e un deposito aggiuntivo.

I numeri dei primi mesi

Dopo il primo mese, il Comune di distretto contava oltre 500 tonnellate di cibo sottratte alla discarica e più di 500.000 raccolte effettuate. Il programma era passato dai circa 6.000 nuclei delle sperimentazioni a 72.000 abitazioni. A giugno 2026 il bilancio parlava di 3.083 tonnellate, circa 42 chilogrammi per famiglia, e di 3,39 milioni di svuotamenti complessivi, di cui 1,69 milioni solo di umido. Sul fronte occupazionale sono stati creati 36 posti di lavoro locali tra autisti di mezzi pesanti e personale degli uffici.

La sperimentazione, avviata a luglio 2022 con 3.000 famiglie e ampliata nel 2024 di altre 2.000, aveva già indicato la direzione: l'87% dei partecipanti si dichiarava soddisfatto, oltre il 60% dei rifiuti veniva riciclato e il rifiuto generico calava fino a 2 chilogrammi a settimana per nucleo. Il Comune ricorda che fino al 40% dei rifiuti domestici medi è composto da avanzi di cibo.

Dove va a finire l'umido

All'inizio il materiale veniva trattato fuori dalla contea. Oggi arriva all'impianto di Brookhurst Wood, a Horsham, che la West Sussex County Council ha adeguato per ricevere umido raccolto separatamente. Con la digestione anaerobica si ottengono biofertilizzante per le aziende agricole del Sussex ed energia rinnovabile: in parte alimenta l'impianto stesso, l'eccedenza va alla rete nazionale.

Cosa dicono i protagonisti

Il consigliere Chris Hobbs, responsabile di servizi ai cittadini e tempo libero, ha dichiarato: "We're proud to be leading the way in championing food waste recycling in Sussex", e a dicembre aveva ringraziato i residenti "for the way that they have adapted to one of the largest changes to council services". Robin Mills, responsabile contratto di Serco, il gestore operativo, ha sottolineato che "we're seeing consistent improvements in recycling rates and a significant reduction in service issues". Chris Founds, amministratore di Founds Group, che ha curato la gestione del programma, attribuisce il risultato a una governance chiara e a una cultura collaborativa "senza colpe".

Perché è replicabile

Il modello poggia su scelte trasferibili. La sperimentazione graduale, da 3.000 a 5.000 famiglie prima del lancio generale, ha permesso di tarare percorsi e contenitori. Allungare l'intervallo del rifiuto generico a tre settimane, dopo aver tolto da quel bidone la frazione più pesante e maleodorante, rende accettabile il cambio senza aumentare i costi di raccolta. La dotazione di secchielli domestici e di contenitori condominiali dedicati abbassa le barriere di partecipazione, e la presenza di un impianto di digestione anaerobica in zona chiude il ciclo sul territorio. Il Comune ha finanziato le trasformazioni con risorse proprie, senza contributi statali, a conferma che l'investimento è sostenibile anche per un ente medio.

Il commento di PINET

In Italia la raccolta differenziata dell'umido è obbligatoria da anni e molti Comuni, soprattutto al Nord, superano da tempo i risultati di Mid Sussex: il valore dell'esperienza britannica non sta quindi nella raccolta in sé, ma nel calendario che riduce la frequenza del secco. Una scelta del genere potrebbe interessare i Comuni medi con buona partecipazione all'umido e impianti di trattamento vicini, mentre nelle grandi città del Centro-Sud la priorità resta la carenza di impianti di compostaggio e digestione. Gli ostacoli pratici sono evidenti: i centri storici con poco spazio per i bidoni, le abitudini sulla raccolta settimanale e la sensibilità sugli odori, specie d'estate. Mancano inoltre dati ufficiali sulla riduzione del rifiuto indifferenziato e sui costi complessivi, e sono informazioni decisive prima di trasferire il modello. Per i gestori italiani può essere un utile termine di confronto per sperimentare la frequenza ridotta sul secco con indicatori misurabili. Sul tema biodigestori, si veda anche il biodigestore pubblico di ACSR a Borgo San Dalmazzo.

Fonti