Roma e Firenze, 2026. Non è ancora un piano di forestazione urbana pronto per il cantiere, né un obbligo per le amministrazioni comunali: è, per ora, uno strumento scientifico — una piattaforma satellitare gratuita, consultabile online da chiunque — che dice a un Comune, quartiere per quartiere, quanti gradi si abbasserebbe la temperatura se in quel punto preciso si piantassero alberi o si rimuovesse un pezzo di asfalto. È il cuore di MIRIFICUS, il progetto coordinato dall'Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) insieme a ISPRA e finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che ha pubblicato le prime simulazioni su due quartieri pilota, uno a Roma e uno a Firenze: fino a 4 gradi Celsius in meno nelle ore più calde della giornata, ottenuti solo ridisegnando sulla carta il verde e le pavimentazioni.
È bene dirlo con chiarezza fin da subito: quella misurata da MIRIFICUS non è (ancora) una riduzione di temperatura osservata dopo un intervento reale sul terreno, ma il risultato di una simulazione basata su dieci anni di dati satellitari. Nessuna ruspa ha ancora tolto asfalto a Settecamini o a Mercafir, e nessun albero è stato piantato per questo specifico progetto. Ciò che esiste già, ed è accessibile a chiunque, è lo strumento che permette di calcolare in anticipo — comune per comune, quartiere per quartiere — dove un intervento di rinaturalizzazione avrebbe l'effetto maggiore sul caldo urbano, prima ancora di spendere un euro per realizzarlo.
Dieci anni di satelliti per fotografare il caldo delle città
MIRIFICUS — acronimo di "Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l'isola di calore urbana tramite i satelliti" — è nato nell'ambito del programma di ASI "Innovation Program for Downstream Preparation", dedicato agli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi estremi. Avviato nel luglio 2023 e concluso nel luglio 2026 dopo una proroga rispetto alla scadenza originaria, il progetto è coordinato dal CNR-IBE con la partecipazione di ISPRA e il coinvolgimento, come stakeholder, di ANCI, del Comune di Roma Capitale e del Comune di Firenze.
Il metodo di lavoro incrocia immagini di diversi satelliti — Prisma e COSMO-SkyMed italiani, Sentinel-1 e Sentinel-2 del programma europeo Copernicus, Landsat-8 e Landsat-9 della NASA — su un arco di dieci anni, dal 2013 al 2023. Da questi dati il gruppo di ricerca ha ricostruito, per ogni comune italiano, indicatori come la temperatura superficiale, l'indice di vegetazione NDVI, l'albedo delle superfici, l'Urban Thermal Field Variance Index (un indicatore sintetico di stress termico urbano) e la classificazione in "zone climatiche locali" (Local Climate Zones), una tassonomia che descrive la struttura fisica di un quartiere — altezza degli edifici, densità, materiali, presenza di verde — trattandola, come l'ha definita il progetto, come una sorta di "DNA climatico" di ogni porzione di città.
Settecamini e Mercafir: due quartieri come banco di prova
Le simulazioni più dettagliate riguardano due aree scelte come casi di studio: il quartiere di Settecamini, alla periferia est di Roma, e l'area Mercafir-Piazza Artom a Firenze. Per entrambe, i ricercatori hanno confrontato lo scenario attuale con uno scenario "ex post" in cui, sulla carta, vengono introdotte pavimentazioni a bassa capacità termica, nuovi spazi verdi, alberature diffuse e una riduzione delle superfici impermeabili.
Il risultato è una riduzione della temperatura superficiale che nelle ore centrali della giornata, tra le 9 e le 15, supera i 4°C, mentre sull'intera giornata l'abbassamento medio si stabilizza tra 2 e 2,2°C. Sono numeri tutt'altro che astratti se confrontati con la situazione di partenza: a Roma la temperatura superficiale media estiva di Settecamini è di 43,7°C, con punte di 57,2°C nelle zone industriali del quartiere; a Firenze l'area Mercafir supera i 44°C, con i quartieri a edificazione compatta fermi a 44,6°C e le zone dotate di boschi urbani più fresche di quasi 9°C, a 35,9°C. Lo stesso confronto, esteso a tutti i capoluoghi di provincia italiani nel decennio 2013-2023, mostra un intervallo compreso tra i 39,5°C di Trento e i 44,1°C di Firenze, con uno scarto medio tra aree urbane e aree rurali circostanti di 5,6°C, che a Napoli arriva fino a 9,4°C.
Come ha commentato Michele Munafò, responsabile del progetto per ISPRA: "I risultati di MIRIFICUS dimostrano concretamente che possiamo ridurre il caldo nelle città fino a 4 gradi e sappiamo esattamente come farlo. Queste soluzioni non solo abbassano le temperature, ma mitigano i rischi per la salute e indicano ai decisori le scelte giuste per migliorare la qualità della vita urbana". Sulla stessa linea Marco Morabito, ricercatore del CNR-IBE e coordinatore di MIRIFICUS: "Il progetto dimostra come i dati satellitari possano diventare strumenti operativi per aiutare le pubbliche amministrazioni a combattere il caldo nei quartieri. Grazie alla piattaforma gratuita e alla Web App, ogni Comune può consultare le mappe interattive e simulare gli interventi per capire dove agire con priorità".
Una piattaforma webGIS gratuita, aperta a tutti i Comuni
L'output concreto del progetto, oltre ai due casi di studio, è una piattaforma webGIS pubblica — costruita sull'infrastruttura open source GeoNode e destinata a confluire nel Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINA) di ISPRA — che mette a disposizione di qualunque amministrazione italiana mappe interattive, dashboard e una Web App basata su Google Earth Engine. Attraverso questi strumenti un Comune può consultare i dati del proprio territorio a tre livelli di dettaglio — nazionale, regionale/per capoluogo e locale, con un livello di analisi ravvicinata già disponibile per Roma e Firenze — visualizzare le relazioni tra temperature superficiali, consumo di suolo e copertura vegetale, e simulare l'effetto di interventi di riforestazione o depavimentazione prima di metterli in cantiere.
È un modello di supporto alle decisioni pubbliche che punta a rovesciare un problema tipico delle politiche di adattamento climatico urbano: quello di dover scegliere dove intervenire — quale piazza depavimentare, quale strada alberare, quale parcheggio trasformare in giardino — senza sapere in anticipo quale scelta produrrà il beneficio maggiore per abitante e per euro speso. Con MIRIFICUS, almeno in linea di principio, quella scelta può essere guidata da una stima quantitativa invece che da un'intuizione urbanistica.
Perché il problema riguarda (quasi) tutta l'Italia
Il contesto in cui si inserisce MIRIFICUS non è un'emergenza isolata. Secondo i dati raccolti dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) tramite l'osservatorio Climate-ADAPT, l'estate 2024 è stata associata a oltre 62.700 decessi in Europa legati al caldo estremo, un dato che colloca le ondate di calore tra i rischi climatici più letali per le popolazioni urbane del continente. Le città, dove il cemento e l'asfalto assorbono e trattengono il calore molto più delle aree rurali circostanti, sono i luoghi in cui questo rischio si concentra con maggiore intensità: è esattamente il fenomeno — noto come isola di calore urbana — che MIRIFICUS prova a fotografare e, soprattutto, ad affrontare con dati alla mano.
Non è un caso isolato di ricorso ai dati satellitari per contrastare il caldo cittadino: negli Stati Uniti, il Dipartimento dei Trasporti di Washington sta sperimentando sul campo, con il progetto Cool Corridors, rivestimenti stradali riflettenti capaci di abbassare la temperatura dell'asfalto di circa 11°C. Le due iniziative si collocano però su fasi diverse della stessa sfida: mentre Washington sta già stendendo il rivestimento chiaro su cinque strade reali per misurarne l'effetto sul campo, MIRIFICUS resta per ora allo stadio di modello previsionale, pensato per indicare dove e come intervenire prima ancora di scegliere la tecnologia da utilizzare.
Cosa rende il modello replicabile
Pur trattandosi di uno strumento di simulazione e non ancora di un intervento fisico realizzato sul territorio, l'impostazione di MIRIFICUS offre già alcuni elementi che altri Paesi o enti di ricerca con dati satellitari a disposizione possono valutare:
- Un output pensato per chi decide, non solo per chi fa ricerca. Invece di fermarsi a un paper scientifico, il progetto traduce dieci anni di osservazioni satellitari in una piattaforma webGIS e in una Web App utilizzabili direttamente da un funzionario comunale senza competenze di telerilevamento, abbassando la soglia di accesso a dati altrimenti molto tecnici.
- Copertura nazionale, non solo dei due casi pilota. Sebbene le simulazioni più dettagliate riguardino Settecamini e Mercafir, gli indicatori di base — temperatura superficiale, NDVI, albedo, indice di stress termico — sono calcolati per tutti i capoluoghi di provincia italiani, offrendo a ogni Comune un punto di partenza anche senza uno studio dedicato.
- Un formato di dati già standardizzato a livello internazionale. L'uso delle Local Climate Zones, una classificazione riconosciuta in tutto il mondo per descrivere la struttura fisica di un quartiere ai fini climatici, rende la metodologia di MIRIFICUS trasferibile in linea di principio a qualunque altro Paese disponga di archivi satellitari comparabili.
- Il coinvolgimento delle amministrazioni fin dalla fase di test. Aver costruito i due casi di studio insieme al Comune di Roma e al Comune di Firenze, anziché limitarsi a un esercizio accademico, aumenta le probabilità che gli enti locali coinvolti utilizzino davvero lo strumento una volta completato, invece di ignorarlo come spesso accade con i risultati della ricerca pubblica.
- Un percorso dichiarato con onestà. Il progetto comunica chiaramente che i risultati sui due quartieri pilota sono simulazioni e non interventi già realizzati: una trasparenza che, quando arriveranno le prime riforestazioni concrete guidate da questi dati, renderà più facile verificare se le previsioni del modello corrispondono davvero a quanto si osserva sul campo.
Fonti:
- Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni, Roma e Firenze lo dimostrano — Consiglio Nazionale delle Ricerche
- Progetto MIRIFICUS — ISPRA
- MIRifICUS — Istituto per la BioEconomia, CNR
- Caldo: Ispra e Cnr-Ibe, in città fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni — AgenSIR
- Isole di calore urbane: come ridurre le temperature di 4°C — Focus.it
- Over 62,700 deaths associated with record-breaking heat during the summer of 2024 in Europe — Climate-ADAPT, EEA