Corpus Christi (Texas, Stati Uniti) — ottobre 2026. Nella città texana affacciata sul Golfo del Messico, dove l'approvvigionamento idrico è da tempo sotto pressione, il Comune sta posando una condotta di circa 10,5 miglia (poco più di 16 chilometri) per portare l'acqua già depurata verso le grandi industrie, invece di scaricarla nelle baie e negli estuari. L'obiettivo è che raffinerie e impianti chimici smettano di acquistare acqua di qualità potabile per usi che non la richiedono, come il raffreddamento. L'opera è in costruzione: la conclusione della seconda fase è prevista a maggio 2027, quindi i risultati di esercizio non sono ancora disponibili.
Come funziona il programma
Il programma si chiama Reclaimed Water for Industrial Use Project e ruota attorno a due impianti di depurazione della città: l'Oso e il Greenwood. Le acque reflue sono già trattate secondo gli standard di scarico; l'idea è intercettarle prima che finiscano nelle baie e destinarle a clienti industriali. La seconda fase, approvata dal Consiglio comunale il 30 giugno 2026, prevede una condotta in pressione (force main) che collega l'impianto Oso al Greenwood, più una stazione di pompaggio con vasca di aspirazione a Oso e le opere elettriche e meccaniche collegate. Il tubo ha un diametro di 36 pollici, circa 90 centimetri.
Il contratto da 107,5 milioni di dollari è stato assegnato a Reytec Construction Resources, azienda con sede a Houston, che aveva già ottenuto un primo appalto da circa 16,2 milioni di dollari per una stazione di pompaggio e una linea di acqua rigenerata tra i due impianti. Il Comune ha suddiviso i lavori in cinque lotti, quattro tratti di condotta lungo il corridoio e uno per la stazione di pompaggio, così da far lavorare più squadre in parallelo e ridurre i rischi legati ai tempi e alle forniture. Secondo il Comune, la seconda fase aggiunge 11 milioni di galloni al giorno (MGD) di effluente disponibile, portando il programma fino a 16 MGD, circa 60.000 metri cubi al giorno.
I clienti e i contratti
I primi utilizzatori sono due grandi industrie della zona. Con Valero il Consiglio ha approvato nel gennaio 2026 un accordo trentennale: l'acqua proviene dal Greenwood, fino a 3 MGD all'inizio e fino a 8 MGD a regime, e l'azienda pagherà sia l'acqua sia il trattamento. Valero costruirà a proprio carico le opere di collegamento. Con Flint Hills Resources è stato approvato in via preliminare un contratto di cinque anni per fino a 2 milioni di galloni al giorno dall'impianto Allison (secondo la stampa locale, all'inizio circa 1 MGD). I prezzi non sono resi pubblici nelle fonti consultate.
Il City Manager Peter Zanoni ha spiegato la logica dell'operazione: "È acqua esistente che finora veniva semplicemente scaricata nelle baie e negli estuari". Sul beneficio per la rete potabile ha aggiunto, a proposito di Valero: "Non compreranno più acqua dall'O.N. Stevens, quindi si liberano 8 milioni". E ancora: "È acqua disponibile oggi". Il riferimento è all'impianto di potabilizzazione O.N. Stevens, da cui l'industria oggi si approvvigiona. Jeff Edmonds, direttore dei servizi di ingegneria del Comune, ha definito l'opera "un progetto critico per l'infrastruttura".
Perché serve
Per il Comune il riuso industriale è un modo per diversificare l'offerta idrica e sostenere la crescita economica senza attingere ulteriormente alle fonti potabili. A differenza della dissalazione, che richiede nuovi impianti e molta energia, qui la risorsa esiste già ed è già trattata: servono soprattutto tubi, pompe e contratti. Chi vuole capire come lo stesso principio venga applicato in Europa può leggere il caso di Nordenham, in Germania, dove un impianto trasforma i reflui in acqua di processo per uno stabilimento chimico.
Cosa rende il progetto replicabile
- Clienti industriali ancorati da contratti lunghi. Accordi da cinque e trent'anni garantiscono la domanda e giustificano l'investimento pubblico.
- Chi usa paga acqua e trattamento. Il costo del servizio non ricade sulla tariffa dei cittadini.
- Realizzazione per lotti paralleli. Cinque cantieri contemporanei accorciano i tempi e distribuiscono il rischio.
- Uso di una risorsa già disponibile. L'effluente è già prodotto e trattato: non servono nuove captazioni.
- Progressione per fasi. Si parte con volumi contenuti e si cresce man mano che i clienti aumentano i prelievi.
Il commento di PINET
Per l'Italia il caso è interessante per i poli industriali costieri e per i distretti con grandi consumatori d'acqua vicino a un depuratore, dove i gestori del servizio idrico integrato potrebbero offrire acqua di processo in alternativa al prelievo da acquedotto o da pozzo. Il vero banco di prova non è la tecnica ma il quadro economico e regolatorio: in Texas la città vende a pochi clienti molto grandi, mentre in Italia servono tariffe, autorizzazioni e una chiara ripartizione delle responsabilità sulla qualità dell'acqua tra gestore e impresa. Vale la pena osservare anche i tempi, perché il programma ha richiesto più passaggi di approvazione e investimenti ingenti prima di arrivare ai cantieri. Resta da vedere quanta acqua verrà effettivamente consegnata dopo il 2027 e a quale prezzo; per ora i dati disponibili sono impegni contrattuali e capacità di progetto, non consumi misurati.
Fonti:
- Council Approves Phase 2 of the Reclaimed Water for Industrial Use Project — Città di Corpus Christi
- Texas city taps treated wastewater for industry — The Cool Down (4 ottobre 2026)
- Corpus Christi approves $107.5M industrial reclaimed water contract — Smart Water Magazine
- Corpus Christi locks in $16.2 million deal — KRIS 6 News
- City council approves wastewater deal with Valero Refining — KRIS 6 News