Il 21 settembre 2026 la Banca Centrale Europea ha acceso Pontes, la nuova infrastruttura a registro distribuito (DLT) che permette a banche, depositari centrali e altri operatori finanziari di regolare in moneta di banca centrale le transazioni su asset tokenizzati: obbligazioni, fondi e altri strumenti finanziari emessi e scambiati su piattaforme blockchain. Non si tratta di un ulteriore esperimento: l'Eurosistema ha volutamente abbandonato l'etichetta "progetto pilota" che accompagnava i test condotti nel 2024, per presentare Pontes come un servizio già in produzione.
Il presidente della BCE Christine Lagarde lo ha descritto, in occasione dell'Eurogruppo del 18 settembre 2026, come "un euro digitale reso disponibile alle banche, così che possano scambiarsi asset tokenizzati usando la tecnologia a registro distribuito tra loro". Una definizione che chiarisce subito il perimetro: Pontes non è pensato per i cittadini, ma per il mercato all'ingrosso (wholesale) tra istituzioni finanziarie.
Come funziona: un ponte tra le blockchain di mercato e TARGET
Il nome non è casuale: Pontes fa da ponte tra le piattaforme DLT dei singoli mercati (dove vengono emessi e scambiati i titoli tokenizzati) e i sistemi TARGET dell'Eurosistema, l'infrastruttura che già oggi regola i pagamenti interbancari in euro. Tecnicamente la soluzione unifica tre approcci di interoperabilità sperimentati separatamente nei test del 2024 e si basa su un protocollo di tipo hash-link che sincronizza il trasferimento del titolo tokenizzato con quello della liquidità, secondo il classico principio del delivery-versus-payment: titolo e pagamento si scambiano contestualmente, azzerando il rischio che una delle due gambe della transazione vada a buon fine e l'altra no.
Gli operatori possono regolare le transazioni in due modi: tramite un cash token emesso direttamente sulla piattaforma DLT dell'Eurosistema, oppure passando dal sistema di regolamento lordo in tempo reale T2, che resta il punto di riferimento per la certezza legale del pagamento in moneta di banca centrale. È proprio questo l'elemento distintivo rispetto alle alternative private: invece di regolare gli scambi con stablecoin o con depositi tokenizzati di banche commerciali, Pontes mantiene la moneta della banca centrale al centro della finanza tokenizzata europea, automatizzando gran parte dei processi con un intervento manuale minimo.
Chi può aderire
Possono accedere a Pontes gli intermediari già abilitati a operare su TARGET e gli operatori di piattaforme DLT che soddisfano i requisiti di vigilanza previsti: depositari centrali di titoli (CSD), gestori di sistemi di pagamento dell'area UE/SEE, controparti centrali e altri soggetti finanziari autorizzati. Tra i primi aderenti segnalati dalla stampa specializzata figurano banche come Deutsche Bank, Santander e Société Générale-FORGE, insieme a operatori tecnologici come Clearstream, Cashlink e SWIAT. Nella fase iniziale il servizio opera negli orari di apertura dei mercati europei, con un potenziamento progressivo previsto nei prossimi anni.
Non è l'euro digitale per i cittadini
È utile chiarire subito un possibile equivoco: Pontes non ha alcun legame operativo con il progetto di euro digitale al dettaglio, la cui fase pilota con i cittadini è attesa nella seconda metà del 2027 e che a luglio 2026 ha già selezionato un primo gruppo di 36 tra banche e istituti di pagamento per i test preparatori. Pontes riguarda esclusivamente i rapporti tra istituzioni finanziarie e mercati all'ingrosso: nessun conto per privati, nessuna app, nessun portafoglio digitale per il pubblico.
Verso Appia: la tabella di marcia dell'Eurosistema
Pontes è il primo di due tempi. La BCE lo presenta come la risposta a breve termine a un mercato che si sta già muovendo verso la tokenizzazione, mentre lavora in parallelo a un'iniziativa più ambiziosa, chiamata Appia, che dovrebbe esplorare nel medio periodo la possibilità di un registro pienamente integrato, o di un insieme di registri, capace di collegare la banca centrale ai mercati tokenizzati e alle relative istituzioni su base atomica e continuativa, 24 ore su 24. Il consolidamento tra le due iniziative è previsto entro il 2028. Un membro italiano del board BCE, Piero Cipollone, che segue da vicino i dossier su euro digitale e tokenizzazione, ha rivendicato pubblicamente l'impostazione scelta da Francoforte, sostenendo che una finanza sempre più digitale avrà bisogno di più moneta pubblica affidabile alla base del sistema, non di meno.
Perché interessa banche, tesorerie e professionisti del settore
Per il sistema bancario e finanziario europeo, Italia compresa, Pontes è un segnale concreto: l'infrastruttura pubblica per regolare in modo sicuro gli scambi di titoli tokenizzati adesso esiste ed è operativa, non più solo annunciata. Questo apre spazio a nuovi servizi di emissione e negoziazione di obbligazioni e fondi tokenizzati con regolamento in moneta di banca centrale, riducendo la dipendenza da soluzioni private di regolamento e la frammentazione tra le diverse piattaforme DLT nate negli ultimi anni in Europa. Per i dipartimenti tesoreria delle imprese e per gli operatori dei mercati dei capitali, la novità principale è la prospettiva di tempi di regolamento più rapidi e di una gestione della liquidità più efficiente, con una controparte di ultima istanza, la banca centrale, che resta al centro del sistema anche quando gli strumenti finanziari cambiano forma tecnologica.
Il commento di PINET
Per l'Italia la partita si gioca soprattutto sul lato dell'offerta: Pontes è aperto a banche, CSD e gestori di infrastrutture di mercato che soddisfino i requisiti TARGET, quindi il vero banco di prova nei prossimi mesi sarà capire quanti operatori italiani (a partire da Banca d'Italia in qualità di componente dell'Eurosistema, ma anche gruppi bancari e Monte Titoli) sceglieranno di aderire fin dalla fase iniziale invece di attendere che il mercato si consolidi altrove. Il vantaggio di un'infrastruttura pubblica europea è la neutralità rispetto ai singoli fornitori tecnologici, ma la sua adozione reale dipenderà da quanto rapidamente le banche saranno disposte a investire in piattaforme DLT proprietarie o di consorzio per collegarsi a Pontes, un percorso che richiede competenze tecniche e capitale non banali soprattutto per gli istituti di media dimensione. Resta inoltre da vedere come si incastreranno, dal punto di vista normativo, gli asset tokenizzati regolati su Pontes con il regime pilota DLT europeo e con MiCA, i due quadri normativi che oggi disciplinano mercati e cripto-attività nell'Unione. Nel complesso è un passo tecnicamente solido e coerente con la strategia più ampia della BCE, ma la sua rilevanza pratica per le imprese italiane si misurerà solo quando i primi collocamenti di titoli tokenizzati regolati su questa infrastruttura diventeranno visibili al mercato.
Fonte: Banca Centrale Europea - Pontes e CoinDesk