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Il 16 settembre 2026, a Xiamen, il produttore cinese di batterie Hithium ha presentato la sua nuova generazione di accumulo a chimica sodio-ione: la cella ∞Cell N785Ah, da 785 Ah di capacità e una vita dichiarata di 20.000 cicli, abbinata al sistema containerizzato ∞Power N4.0MWh. È il secondo grande annuncio sodio-ione dell'estate 2026 nello stoccaggio stazionario dopo l'avvio delle consegne commerciali del TENER Sodium di CATL, e conferma che la chimica alternativa al litio sta passando rapidamente dalla fase dimostrativa a quella di prodotti industriali con specifiche tecniche pubbliche e roadmap di produzione dichiarate.

TRL 6-7 — Dimostrazione/prototipo avanzato: prodotto presentato con specifiche tecniche complete, produzione e consegna su larga scala non ancora avviate (previste per il 2027)
Impatto potenziale: alto

Perché il sodio-ione, ancora una volta

L'argomento di fondo resta lo stesso che sta spingendo tutti i grandi produttori cinesi di batterie verso questa chimica: il sodio è circa mille volte più abbondante del litio in natura, non richiede cobalto né nichel, e permette di costruire una filiera meno esposta alle tensioni geopolitiche sulle materie prime critiche che oggi condizionano il litio-ione. Per lo stoccaggio stazionario di rete, dove il parametro decisivo è il costo per kWh nell'arco della vita utile dell'impianto (non la densità energetica per chilogrammo, cruciale invece per i veicoli elettrici), un materiale a basso costo e ad ampia disponibilità può tradursi in un vantaggio economico diretto, a patto che la tecnologia raggiunga una maturità industriale sufficiente a competere con un litio ferro-fosfato (LFP) che intanto continua a scendere di prezzo.

I prodotti: la cella N785Ah e il sistema Power N4.0MWh

La cella ∞Cell N785Ah utilizza un catodo in sodio ferro fosfato pirofosfato (NFPP) con una purezza di fase dichiarata del 97%, un anodo in carbonio duro con canali dedicati al trasporto degli ioni sodio, e un elettrolita con additivi specifici per ridurre la formazione di sale. Hithium dichiara di aver progettato la cella per essere compatibile con la propria piattaforma produttiva litio-ione da 1.000 Ah, un dettaglio industriale non secondario: riutilizzare le stesse linee di produzione, invece di costruirne di nuove da zero, è spesso la differenza tra un annuncio tecnologico e un prodotto realmente scalabile in tempi brevi.

Il sistema ∞Power N4.0MWh integra le celle in un design a "celle impilate" con raffreddamento ibrido aria-liquido, supporta una tensione lato inverter tra 800 e 1.500 V, dichiara un'accuratezza dello stato di carica (SOC) entro il 2,5% e un'efficienza di andata-ritorno su 24 ore superiore all'88%. Rispetto alla generazione precedente di prodotti Hithium, l'azienda rivendica un ingombro ridotto del 30%, un consumo dei sistemi ausiliari in funzionamento ridotto del 30% e in standby dimezzato, oltre a un utilizzo della potenza del convertitore (PCS) superiore del 20%: numeri che, se confermati sul campo, incidono direttamente sui costi operativi di un impianto di accumulo su scala industriale, non solo su quelli di capitale.

I numeri chiave: cicli, vita utile e un confronto da prendere con cautela

Il dato più citato nell'annuncio è la vita utile dichiarata di 20.000 cicli, a cui Hithium associa una vita operativa complessiva stimata in 30 anni. È un valore superiore ai 15.000 cicli a 25°C dichiarati da CATL per il proprio TENER Sodium, ma va segnalato che Hithium non ha reso pubbliche, nei materiali disponibili al momento dell'annuncio, le condizioni di prova (temperatura, profondità di scarica, soglia di fine vita) con lo stesso dettaglio fornito dalla concorrente: un confronto diretto e rigoroso tra le due cifre richiede quindi cautela, ed è un aspetto che meriterà verifica quando la documentazione tecnica completa sarà disponibile o quando arriveranno i primi dati di campo.

Il contesto competitivo: dalla nicchia cinese a un mercato che si allarga

Hithium si presenta come il primo produttore ad aver lanciato, già nel dicembre 2024 con il modello N162Ah, una cella sodio-ione pensata specificamente per lo stoccaggio stazionario su scala utility. Da allora il segmento si è rapidamente affollato: oltre a CATL, che ha avviato le consegne commerciali del TENER Sodium nell'ambito di un accordo triennale da 60 GWh con l'integratore HyperStrong (se ne era parlato su queste pagine a inizio settembre), il mercato cinese del sodio-ione vede oggi attivi anche BYD, HiNa ed Envision, mentre fuori dalla Cina si muovono la statunitense Peak Energy e l'europea Phenogy. Secondo un'analisi indipendente citata da Energy-Storage.News, però, il sodio-ione resta in Europa "ancora ai margini": fonti tedesche del settore lo descrivono come una tecnologia "non ancora bancabile" nei mercati occidentali, dove il litio ferro-fosfato continua a essere la scelta di default per gli investitori istituzionali. È un promemoria utile: gli annunci tecnici sono numerosi, ma la fiducia finanziaria necessaria a sbloccare investimenti su larga scala fuori dalla Cina non li ha ancora seguiti alla stessa velocità.

La roadmap e l'obiettivo di costo

Hithium colloca l'avvio della produzione e delle consegne su larga scala nel 2027, in parallelo al lancio di un programma chiamato ∞Edge Pioneer, pensato per testare le batterie in condizioni operative estreme e per rilasciare progressivamente, nei tre anni successivi, ulteriori pacchetti tecnologici di miglioramento. L'obiettivo dichiarato dall'azienda è ambizioso: un costo dell'energia stoccata (LCOS, levelized cost of storage) di 0,1 RMB per kWh, circa 1,2-1,3 centesimi di euro. Il Dr. Nazar Yi, chief technology officer di Hithium, ha sintetizzato la sfida del settore in due parole: "le tecnologie di accumulo devono superare due barriere per il dispiegamento su larga scala: convenienza e disponibilità". La Dr. Aileen Wang, a capo del Battery Research Institute dell'azienda, ha invece inquadrato lo sviluppo della cella come un percorso che "ripercorre il viaggio trentennale delle batterie al litio-ione", partendo dalla chimica più fondamentale: un modo per dire che l'azienda considera il sodio-ione non una scorciatoia, ma una tecnologia che richiede lo stesso lavoro di maturazione incrementale già visto per il litio.

Perché interessa il settore

Il valore di questo annuncio non sta in un singolo primato assoluto, ma nella conferma di una tendenza: nel giro di poche settimane, due tra i maggiori produttori cinesi di batterie hanno portato sul mercato prodotti sodio-ione con specifiche tecniche pubbliche, promesse di vita utile trentennale e obiettivi di costo espliciti, segno che la tecnologia sta lasciando la fase dei pochi impianti dimostrativi per entrare in una fase di concorrenza industriale vera e propria. Per i gestori di rete e gli sviluppatori di impianti di accumulo, questo significa nei prossimi anni più opzioni di chimica tra cui scegliere, con il sodio-ione candidato a coprire una fetta crescente dello stoccaggio di breve-media durata (le 2-8 ore dichiarate per il sistema Hithium) dove il vantaggio economico e la sicurezza delle materie prime possono pesare più della densità energetica. Restano però da verificare sul campo proprio i due elementi più citati nell'annuncio — i 20.000 cicli dichiarati e l'obiettivo di costo a 0,1 RMB/kWh — e da colmare il divario di fiducia finanziaria che, secondo gli operatori europei, tiene ancora il sodio-ione ai margini dei mercati occidentali rispetto alla Cina, dove la tecnologia sta già passando alla produzione su scala.

Fonte: Hithium, comunicato ufficiale "HiTHIUM Launches Next-Generation Integrated Sodium-Ion Energy Storage Solution to Accelerate Sodium-Ion Industrialization", con approfondimenti da Energy-Storage.News, "Hithium unveils 20,000-cycle sodium-ion cell and 4MWh BESS" e pv magazine Global, "Hithium launches 4 MWh sodium-ion BESS with new 785Ah cell".