Il 3 giugno 2026, a Bruxelles, quarantotto tra gestori di rete, istituti di ricerca e fornitori tecnologici europei hanno firmato l'accordo che dà ufficialmente il via ad AI.Grids, la più grande iniziativa pubblico-privata europea per sviluppare un'intelligenza artificiale "sovrana" dedicata alle reti elettriche. L'obiettivo è costruire modelli open source, addestrati su dati e caratteristiche infrastrutturali europee, capaci di calcolare i flussi di potenza sulla rete e prevedere generazione e consumi elettrici, senza dipendere dai grandi fornitori di intelligenza artificiale extra-UE. L'iniziativa, guidata dal Fraunhofer Center Digital Energy con il coordinamento del consorzio CRESYM, rientra nel Tech Sovereignty Package della Commissione europea e nella Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in Energy, presentata lo stesso giorno alla presenza del commissario europeo per l'Energia Dan Jørgensen.
TRL 2-3 — Ricerca esplorativa/formulazione del concetto: governance, casi d'uso e architettura tecnica definiti, ma nessun software ancora rilasciato
Impatto potenziale: molto alto
Perché all'Europa serve un'IA "propria" per le reti elettriche
Le reti elettriche europee stanno diventando sistemi sempre più difficili da governare: la crescita delle rinnovabili non programmabili, l'elettrificazione dei consumi, la diffusione dei veicoli elettrici e, più di recente, la fame di potenza dei data center per l'intelligenza artificiale moltiplicano le variabili che gestori di trasmissione (TSO) e distribuzione (DSO) devono tenere sotto controllo in tempo reale. L'intelligenza artificiale è ormai vista da molti operatori come uno strumento indispensabile per calcolare in anticipo i flussi di potenza, prevedere carichi e produzione, e velocizzare l'allaccio di nuovi impianti e consumatori alla rete. Il problema è che, finora, i modelli di IA più avanzati per questo tipo di applicazioni sono sviluppati quasi interamente fuori dall'Europa: solo nei mesi scorsi sono stati presentati GridFM, un modello sviluppato da IBM Research insieme a partner accademici statunitensi, il progetto open source OpenGridFM promosso dalla fondazione LF Energy, e GridSFM, un modello fondativo di dimensioni contenute annunciato da Microsoft Research a maggio 2026. Da qui la scelta della Commissione europea di sostenere lo sviluppo di un'alternativa costruita specificamente sui dati, le regole e le caratteristiche impiantistiche delle reti europee.
Come funziona AI.Grids: due casi d'uso, un unico impianto di dati
Il progetto si concentra, in questa prima fase, su due ambiti applicativi prioritari, individuati tra dieci casi d'uso complessivi discussi dal consorzio. Il primo è la modellazione statica della rete, cioè il calcolo dei flussi di potenza (power flow) sulla base della topologia e dei parametri elettrici degli impianti: un calcolo alla base di quasi ogni decisione operativa e di pianificazione dei gestori di rete. Il secondo è la previsione delle serie temporali di generazione e domanda elettrica, funzione critica per bilanciare la rete in presenza di quote crescenti di eolico e fotovoltaico non programmabili. Per addestrare i modelli, l'iniziativa combina due tipi di dati: quelli operativi reali, forniti dalle organizzazioni partecipanti (gestori di rete, in primo luogo), e dataset sintetici costruiti a partire da informazioni pubbliche sulle infrastrutture energetiche europee, un compromesso pensato per allargare la base di addestramento senza esporre dati sensibili sulla sicurezza delle reti. Tra le applicazioni pratiche indicate dai promotori figurano l'ottimizzazione delle operazioni di rete, l'accelerazione delle procedure di connessione per nuovi produttori e consumatori — un collo di bottiglia sempre più citato in tutta Europa, dai parchi eolici ai nuovi data center — e il supporto alla pianificazione degli investimenti di rete.
Chi c'è dietro il progetto
L'iniziativa è nata da una proposta di tre ricercatori europei: Antonello Monti del Fraunhofer Institute for Applied Information Technology (FIT), Ricardo Bessa dell'istituto portoghese INESC TEC ed Elissaios Sarmas della National Technical University of Athens. La governance operativa è affidata al consorzio CRESYM, mentre il Fraunhofer Center Digital Energy svolge un ruolo di coordinamento tecnico centrale. Attorno a questo nucleo si è aggregato un consorzio di 48 organizzazioni europee, tra cui gestori di rete, istituti di ricerca e fornitori tecnologici: tra le adesioni rese pubbliche figura, ad esempio, quella della utility lituana Ignitis, che ha annunciato la propria partecipazione già alla fine di aprile 2026. Il consorzio resta aperto a nuovi partecipanti per tutto il 2026, segno che il progetto è ancora nella fase di allargamento della base industriale e scientifica prima di passare allo sviluppo tecnico vero e proprio su larga scala.
Tempistiche: dalla firma al primo software, un anno di lavoro
Tra la firma dell'accordo a Bruxelles, il 3 giugno 2026, e il primo rilascio concreto passerà secondo i piani circa un anno: i promotori indicano l'inizio del 2027 come orizzonte per la pubblicazione del primo software open source destinato ai gestori di rete europei. È una tempistica che colloca AI.Grids in una fase ancora preliminare rispetto ad alternative come GridFM o GridSFM, già presentate con risultati tecnici pubblicati; il valore dell'iniziativa europea, in questo momento, sta più nella scala del consorzio e nella scelta politica di puntare su un modello sovrano e aperto, che in un vantaggio tecnico già dimostrato sul campo.
Perché interessa il settore
AI.Grids è un caso di scuola di quella che IRENA chiama "innovazione sistemica": non una singola tecnologia, ma la combinazione di strumenti tecnici (modelli di IA per il calcolo dei flussi di potenza e le previsioni di carico), un modello di governance multi-attore su scala continentale, e una scelta di policy — la sovranità tecnologica sulle infrastrutture critiche — che si riflette direttamente sulla capacità dei gestori di rete di adottarla senza dipendere da fornitori esterni. Per l'Europa, che nella transizione energetica deve gestire reti sempre più complesse con quote crescenti di rinnovabili non programmabili, nuovi carichi come i data center e la mobilità elettrica, e una crescente pressione sui tempi di connessione di nuovi impianti, avere strumenti di intelligenza artificiale open source, addestrati su dati propri e utilizzabili gratuitamente dagli operatori, potrebbe abbassare una barriera tecnologica ed economica non secondaria. Resta da vedere se, una volta rilasciato il primo software nel 2027, i gestori di rete lo adotteranno davvero su scala e se i modelli sviluppati reggeranno il confronto tecnico con le alternative internazionali già in campo: la dimostrazione di questa scommessa, oggi ancora sulla carta, arriverà solo nei prossimi mesi.
Fonte: Commissione Europea, "Flagship projects on AI for grids and data centre sustainability", con approfondimenti tecnici da ERCIM News, "Building Sovereign AI for Europe's Energy Networks" e dal comunicato Fraunhofer, "AI.Grids: Europe's open initiative for AI in the electricity sector".