Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Una linea elettrica ad alta tensione, oggi, viene quasi sempre gestita come se fosse sempre la giornata più calda e meno ventosa dell'anno: agli operatori di rete conviene essere prudenti, quindi il limite di corrente che possono farci scorrere è calcolato su un'ipotesi conservativa fissa, valida qualunque sia la temperatura reale o la ventilazione del conduttore. Il risultato è che, per gran parte del tempo, la linea potrebbe portare molta più energia di quella che le viene effettivamente permessa. National Grid, il gestore della rete di trasmissione britannica, ha annunciato il 30 aprile 2026 l'espansione di una tecnologia che punta proprio a colmare questo margine sprecato: il Dynamic Line Rating (DLR), ora esteso a 585 chilometri aggiuntivi di linee di trasmissione nord-sud, per un totale di 39 circuiti e oltre 900 chilometri coperti dalla tecnologia.

TRL 8-9 — Pre-commerciale/Tecnologia matura: ampiamente distribuita in singoli mercati pionieri (Regno Unito, Belgio, Stati Uniti), ma ancora poco utilizzata nella maggior parte delle reti di trasmissione europee
Impatto potenziale: alto

Il problema: un margine di sicurezza che nessuno usa

La capacità di trasporto di un elettrodotto aereo non dipende solo dalla sezione del conduttore, ma anche da quanto calore riesce a smaltire: più il cavo è caldo, più si dilata e si abbassa, avvicinandosi pericolosamente al suolo o agli ostacoli sottostanti. Per questo motivo i gestori di rete assegnano a ogni linea un "rating" statico, cioè un limite massimo di corrente calcolato nell'ipotesi più sfavorevole possibile: temperatura dell'aria alta, vento debole o assente, sole pieno. Nella pratica, queste condizioni si verificano solo per una piccola parte dell'anno: per il resto del tempo — spesso proprio quando soffia il vento, cioè quando la produzione eolica è più alta e la rete ne avrebbe più bisogno — la linea potrebbe sostenere un carico ben superiore a quello nominale, ma le regole di gestione in vigore non lo permettono. È uno dei motivi per cui, in diversi paesi europei, capita che la produzione eolica venga tagliata (curtailment) non perché manchi domanda di elettricità, ma perché la rete non ha, sulla carta, la capacità dichiarata per trasportarla.

Come funziona il Dynamic Line Rating

Il Dynamic Line Rating sostituisce l'ipotesi statica con una misura in tempo reale: sensori installati sui conduttori o nelle loro vicinanze rilevano temperatura, corrente, vibrazioni e, indirettamente, la velocità del vento che li raffredda, mentre stazioni meteo locali e modelli previsionali completano il quadro. Un software elabora questi dati e calcola, minuto per minuto, quanta corrente la linea può realmente sostenere in sicurezza in quel preciso momento — che può essere ben più della soglia statica nelle giornate ventose e fresche, o eccezionalmente più bassa in condizioni anomale. Nell'espansione annunciata da National Grid, la tecnologia viene fornita da tre aziende specializzate diverse — LineVision (che utilizza sensori ottici e magnetici non invasivi installati sui tralicci), Ampacimon (specializzata in sensori di vibrazione dei conduttori) e Heimdall Power (che produce sfere sensore installabili direttamente sulla linea) — nell'ambito di un contratto quinquennale che copre porzioni diverse della rete inglese e gallese.

I numeri dell'espansione britannica

Secondo il comunicato ufficiale di National Grid, i nuovi 585 km si dividono tra il Nord Est dell'Inghilterra (345 km) e l'area Humber-East Anglia (240 km), e si aggiungono ai circuiti già equipaggiati dal 2021 a oggi. Complessivamente, l'insieme dei progetti DLR realizzati nel periodo regolatorio Ofgem 2021-2026 (noto come RIIO-T2) ha già sbloccato oltre 16 GW di nuova capacità di trasferimento sulla rete, con un aumento medio della capacità di trasporto pari all'8% sulle linee interessate, generando circa 21 milioni di sterline di risparmi sui costi di congestione (i pagamenti che il sistema versa ai produttori per ridurre l'immissione quando la rete è satura). Per il prossimo quinquennio, che dovrebbe concludere la maggior parte delle installazioni entro il 2028, National Grid stima ulteriori risparmi fino a 50 milioni di sterline per i consumatori. "Il Dynamic Line Rating è uno dei modi più rapidi ed economici per sbloccare capacità sulla rete esistente", ha dichiarato Jørgen Festervoll, CEO di Heimdall Power, mentre Vishal Kapadia, CEO di LineVision, ha ricordato che National Grid e la sua azienda "hanno aperto la strada al DLR nel Regno Unito e negli Stati Uniti", con risparmi già quantificabili in milioni di sterline l'anno. Il progetto rientra nel più ampio programma "Great Grid Upgrade" con cui il gestore britannico punta a modernizzare la rete di trasmissione in vista degli obiettivi di decarbonizzazione del Regno Unito.

Un potenziale ancora largamente inutilizzato in Europa

Il caso britannico, per quanto avanzato, resta un'eccezione più che la norma. Un rapporto pubblicato il 19 dicembre 2025 dall'associazione di settore CurrENT Europe, che riunisce i principali fornitori di tecnologie di potenziamento della rete, ha attribuito un punteggio di adozione del DLR ai gestori di trasmissione europei: il Belgio guida la classifica con 72,86 punti su 100, seguito dalla Polonia con 63,83, ma molti paesi si fermano a zero. Secondo l'associazione, anche dove la tecnologia è stata installata è spesso impossibile verificare se venga davvero utilizzata nelle operazioni quotidiane di gestione della rete, invece di restare un progetto pilota isolato. I margini di capacità aggiuntiva documentati altrove in Europa sono comunque significativi: il gestore belga Elia ha registrato picchi fino al 200% della capacità nominale in circostanze favorevoli su alcune linee dotate di DLR, con un incremento medio intraday del 130%, mentre il danese Energinet riporta miglioramenti fino al 30%. La Commissione Europea ha riconosciuto il ruolo del Dynamic Line Rating nel pacchetto normativo sulle reti (Grids Package) proposto per accelerare la transizione energetica, ma ENTSO-E, l'associazione dei gestori di trasmissione europei, ha già segnalato la necessità di regole più chiare e di standard tecnici condivisi per un'adozione diffusa e non più affidata alle iniziative dei singoli gestori nazionali.

E in Italia?

Anche Terna, il gestore della rete di trasmissione italiana, non parte da zero su questo fronte: già da alcuni anni la società ha condotto sperimentazioni di dynamic thermal rating su porzioni della propria rete, documentate anche in letteratura tecnica internazionale, per valutare margini aggiuntivi di trasporto in presenza di forte produzione eolica o fotovoltaica concentrata in specifiche aree del Paese. Si tratta finora di applicazioni circoscritte rispetto alla scala del programma britannico, ma il tema è lo stesso che il Piano di Sviluppo della Rete elettrica italiana affronta in termini più generali: usare meglio le infrastrutture già esistenti, oltre a costruirne di nuove, per accelerare l'integrazione delle rinnovabili senza attendere anni per nuovi elettrodotti, spesso rallentati da iter autorizzativi complessi e opposizioni territoriali.

Perché interessa il settore

Il Dynamic Line Rating è un esempio quasi da manuale di quella che IRENA definisce "innovazione sistemica": non richiede di sostituire l'infrastruttura fisica della rete, ma combina sensoristica, software di calcolo in tempo reale e un quadro regolatorio che riconosca e remuneri la capacità aggiuntiva così sbloccata. In un momento in cui la costruzione di nuove linee di trasmissione in Europa richiede in media diversi anni tra progettazione, autorizzazione e cantiere — un collo di bottiglia sempre più citato come freno alla transizione energetica, soprattutto per collegare nuovi impianti eolici e fotovoltaici o nuovi carichi come i data center — poter aumentare anche solo dell'8-10% la capacità delle linee già esistenti, con investimenti contenuti e tempi di installazione di mesi anziché di anni, rappresenta una leva a basso costo relativo e alto impatto potenziale. Il divario fra il caso britannico, ormai a un livello quasi industriale, e la situazione della maggior parte degli altri paesi europei, Italia compresa, mostra però che la tecnologia da sola non basta: senza regole chiare su come e quando i gestori di rete possono affidarsi ai rating dinamici invece che a quelli statici, il margine di capacità già disponibile sulle linee esistenti rischia di restare, appunto, largamente inutilizzato.

Fonte: National Grid, "National Grid rollout new technology to expand the capacity of existing power lines", con approfondimenti da Enlit World, "Dynamic Line Rating significantly under-utilised in Europe, says CurrENT Europe" e Transport & Energy, "National Grid expands Dynamic Line Rating".