Funziona rapidamente e richiede solo piccoli campioni di sangue, potrebbe gettare le basi per un esame affidabile e non invasivo per un tumore difficile da individuare in fase precoce

di Redazione Salute (ilsole24ore)

12 febbraio 2025

 

I punti chiave

 

2' di lettura

Messo a punto un test del sangue (biopsia liquida) per la diagnosi del cancro al pancreas in fase iniziale, un risultato di per sé eccezionale visto che uno dei principali problemi di questo tumore è la difficoltà diagnostica. Presentato sulla rivista Science Translational Medicine, il test ha mostrato una sensibilità (capacità di riconoscere tutti i tumori) e una specificità (capacità di evitare le false diagnosi) promettenti nell'uomo, secondo un nuovo studio che ha coinvolto campioni di 356 pazienti.

Sotto la lente i cambiamenti nell'attività delle proteasi

Messo a punto presso la Oregon Health & Science University, il test è denominato PAC-MANN, funziona rapidamente e richiede solo piccoli campioni di sangue, suggerendo che potrebbe gettare le basi per un esame affidabile e non invasivo per identificare precocemente i tumori del pancreas, che hanno tassi di sopravvivenza bassi proprio perché questi tumori tendono a passare inosservati fino alle fasi avanzate, una volta che hanno formato metastasi nei linfonodi o in altri organi. Di per sé, il tumore del pancreas in fase precoce avrebbe un tasso di sopravvivenza molto più alto, ma individuare questi tumori in fase iniziale resta difficile. Attualmente non esistono test affidabili, approvati dalla Fda, in grado di rilevare i tumori precoci e i ricercatori non dispongono di biomarcatori da usare per sviluppare nuovi test. Il test si basa sui cambiamenti nell'attività di proteine chiamate proteasi. I tumori pancreatici secernono grandi quantità di queste proteine durante la loro crescita e alcune proteasi entrano nel sangue dove possono essere rilevate.

Il test identifica i campioni di cancro con forte sensibilità e specificità

In primo luogo, il team ha esaminato la presenza di diverse proteasi specifiche e ha scoperto che una in particolare, membro della famiglia delle proteasi MMP, è in grado di distinguere il cancro al pancreas dai controlli con un'accuratezza del 79%. Gli esperti hanno quindi sviluppato una sonda specifica per questa proteasi, un test rapido che misura indirettamente i livelli di MMP nei campioni di sangue. PAC-MANN ha identificato i campioni di cancro con una forte sensibilità e specificità, rispettivamente del 98% e del 73%. Ha distinto i campioni di 110 pazienti con cancro al pancreas da 170 controlli sani e da 76 pazienti con malattie non tumorali come la pancreatite. Infine, la combinazione di PAC-MANN con un biomarcatore già in uso clinico, ha aumentato ulteriormente la sensibilità per l'individuazione del cancro di stadio I, portandola all'85%.

Il progetto “Educare alle relazioni”, formalizzato attraverso una direttiva ministeriale (n. 83 del 24.11.2023), prima di perdersi nella nebbia delle buone intenzioni, era nato sull’onda di diversi atti di violenza, come aveva riconosciuto lo stesso ministro Valditara: progetto nato sull’impulso “dagli eventi della scorsa estate, come lo stupro di Palermo e di Caivano”, “e da una mia forte volontà di dire basta in modo totale ai residui di cultura machista che ancora inquinano il Paese”, sull’onda emotiva del femminicidio di Giulia Cecchettin.

Valditara aveva spiegato che “Il progetto affonda le sue radici nel progetto Educare al rispetto che risale al 2015 ed è una evoluzione significativa di quel progetto”.  “Gli studenti verranno edotti alle conseguenze penali che i loro comportamenti possono generale, troppo spesso c'è una totale mancanza di conoscenza del codice penale”.

Benché non si possano che condividere le motivazioni dalle quali ha preso le mosse l’iniziativa, il progetto si è subito scontrato con una serie di intoppi.

Prima di essere varato, voci ufficiose avevano riferito che il progetto sarebbe stato coordinato da Alessandro Amadori, consulente del ministro, autore di un saggio sulla violenza di genere intitolato La guerra dei sessi, finito nell’occhio del ciclone per le affermazioni sulle donne contenute. Decisa la risposta del ministro: “Ho passato la notte scorsa a leggere il libro di Amadori, le sue affermazioni sono state decontestualizzate e non capite. Nessun passo indietro da parte mia”. Valditara precisò anche il motivo di questa affermazione: “Amadori non è il coordinatore del progetto Educazione alle relazioni, è un consulente sulla comunicazione”.

Il 25 novembre 2023, in occasione delle celebrazioni della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, il ministro in un video-messaggio dichiarava, tra l’altro: “nella notte fra il 24 e il 25 novembre, abbiamo illuminato di rosso la facciata del Ministero: è il rosso del sangue, dell’inaccettabile che si ripete ancora, come pochi giorni fa con la terribile vicenda di Giulia. La scuola costituzionale, che mette al centro il valore di ogni persona, deve essere in prima linea in questa battaglia. Per questo, come Ministero abbiamo elaborato il progetto ‘Educare alle relazioni’, frutto di un grande lavoro di collaborazione con le associazioni delle famiglie, degli studenti, dei docenti, i Sindacati, l’Ordine degli psicologi, e con la consulenza di giuristi e pedagogisti”.

Pochi giorni dopo il ministro comunicava: “Ho deciso di scegliere tre donne di provenienza culturale molto diversa come garanti del progetto che abbiamo definito e avviato come Ministero dell’istruzione al termine di un ampio confronto: si tratta di suor Anna Monia Alfieri, Paola Concia e Paola Zerman”. Nuove critiche. Trascorse poche ore dalla bufera sui nomi delle tre donne, la marcia indietro del ministro: “Il progetto 'Educare alle relazioni' andrà avanti senza alcun garante.  Nel suo svolgimento concreto si continuerà il dialogo con le associazioni rappresentative dei genitori, dei docenti e degli studenti”. Ma la storia non finisce qui, seguiamola nella notizia successiva.

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